La mia adolescenza è passata tra le cinque del pomeriggio e le cinque del mattino
Dentro le luci giallognole della periferia, come raggi agli occhi di un astigmatico
Con la faccia incazzata ed una smorfia di sufficienza, un mezzo sorriso chirurgicamente impiantato nel viso
La cicatrice di discorsi diversi e ridondanti, l'eco di un disprezzo interminabile
Avevo una giacca a vento ed un nodo in gola
E con le mani in tasca tornavo a casa
E gli occhi lucidi,
né per il vento né per le luci.
