Finisce Bene !!!!!

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D’altronde nessuno si sarebbe aspettato che sarebbe finita così. Anche io ero un po' scettico al riguardo.
Tutto ebbe inizio quel sabato di gennaio, ultimo giorno prima del fine settimana, tutti erano stanchi e vogliosi di tornare a casa, dopo una lunga settimana di scuola,
La prima E scientifico, la mia classe aspettava l’ingresso della professoressa di italiano per concludere l'ultima ora di scuola e di ritornare a casa.
All’ingresso dell’insegnante tutti ci alzammo in piedi, e lei ci disse che aveva una novità per noi, ci sedemmo e lei iniziò dicendo che da lunedì alla nostra classe si sarebbe unita una nuova ragazza proveniente dal liceo linguistico, e infine ci disse il suo nome: Nisha.
Di certo con quel nome non poteva essere italiana oppure nata qui ma di origine straniera, chi sa perché avesse scelto di cambiare scuola e perché proprio lo scientifico.
Anche la domenica continuai a pensare a come avrebbe potuto essere alta, bassa con i capelli lisci o ricci, castani o neri, portava gli occhiali o no?
A tutte le mie domande fino ad allora non c’erano risposte, solo lunedì a scuola avrei potuto scoprire chi fosse la nuova ragazza.
Lunedì, svegliatomi presto, mi ricordai che quel giorno si sarebbe unita a noi la nuova ragazza e io non vedevo l’ora di conoscerla.
Durante una chiacchierata con i miei amici prima dell’inizio della lezione vidi una ragazza mai vista prima entrare dalla porta, e supposi che fosse la nuova ragazza.
Non era come le altre, era - come posso dire - indescrivibile, unica, un angelo.
Indossava un velo semplice, un velo bianco, una felpa larga di Harvard e dei jeans azzurri con scarpe da ginnastica bianche dell’Adidas.
Non riuscivo a toglierle gli occhi di dosso.
Eh sì, mi ero proprio preso una cotta, una cotta gigantesca per lei.
A ricreazione tutti andammo a conoscerla; ci raccontò un po' di lei. Disse che proveniva da un liceo linguistico e si era accorta che le piacevano di più la matematica e le scienze, ha origini straniere più precisamente arabe, però lei è nata in italia e come detto prima il suo nome è Nisha.
Ad uno ad uno le dicemmo i nostri nomi e lei riuscì a memorizzarli quasi tutti in un colpo solo, a parte il mio, Andrea, un nome molto semplice ma lei no non ce la faceva proprio a ricordarlo. Eh va beh dovevo farmene una ragione; lei però mi aveva promesso che avrebbe provato a ricordarlo.
Ma tutti i suoi sforzi non avevano dato nessun frutto dato che, passati alcuni giorni faceva ancora fatica a ricordarlo, invece io sapevo a memoria tutto di lei; in quei giorni avevo fatto alcune ricerche e avevo scoperto molto di lei e sul suo modo di fare.
Lei si integrò molto facilmente, con la classe, dal momento che era simpatica, divertente, amichevole, gentile e sempre pronta a dare una mano o un consiglio.
Lei a me piaceva molto, ma chi sa se io le piacevo, in quel periodo mi risposi da solo di no, siccome era in classe nostra da una settimana e non riusciva manco a ricordare il mio nome, quindi più ovvio di così non poteva essere: non le piacevo punto, dovevo farmene una ragione.
I giorni passarono molto in fretta tra una verifica e l’altra, interrogazioni  e presentazioni di gruppo; dopo i primi giorni non avevo più avuto alcun dialogo con Nisha: ognuno era per i fatti suoi. E questa sua disinvoltura mi faceva sempre più pensare che a lei io non piacessi minimamente, invece io come lo stupido di turno non riuscivo a non pensare a lei, ogni mio pensiero, ogni cosa che facevo in qualche modo si ricollegavano a lei e alla sua immensa bellezza.
Con l’arrivo di febbraio arrivò anche San Valentino, l'ennesimo che avrei trascorso da solo. Nella mia scuola si organizzò un box dove chiunque poteva inserire un bigliettino o un piccolo pensiero per la persona che gli fa brillare gli occhi in anonimo oppure anche con il nome.
Sapevo già che non ne avrei ricevuto alcuno, ma pensavo piuttosto all’idea di scriverne uno ovviamente per Nisha in anonimo, tuttavia non avevo così tanto coraggio.
Sorprendentemente non lo scrissi per paura, ma ne ricevetti uno da mittente sconosciuto. Nella copertina del biglietto c’era scritto il mio nome “Andrea” con il cognome e la classe, molto sorpreso non aspettai a lungo e la aprii. Vi era contenuta una scritta che diceva: «Mi piaci, ma non posso…»
Chi poteva scrivere una cosa così, chi poteva essere, oppure uno scherzo dei miei cari amici, tutto poteva essere prevedibile.
I giorni passavano e continuavo a pensare a chi potesse essere il mittente di quel bigliettino, iniziai a investigare sul tipo di carta, penna utilizzati per scrivere il messaggio e soprattutto sulla calligrafia, durante le lezioni iniziai a sbirciare sui quaderni dei miei compagni di classe e sul colore di penna che utilizzavano.
Stranamente notai che lo stile e il colore della scrittura del messaggio combaciavano con quelli di Nisha, non riuscivo a credere ai miei occhi ero arrivato ad un punto della situazione nella quale non sapevo cosa fare né cosa dire. Aspettai un momento calmo durante la ricreazione, trovai Nisha da sola seduta sul suo banco e le chiesi se potessimo parlare, lei annuì con la testa e io le raccontai quello che avevo scoperto.
La sua faccia si agghiacciò non sapeva cosa dire mi disse solo: - Lascia perdere, non puoi capire.- Corse fuori con la mano sul volto, io mi misi a seguirla ma all' incrocio dei corridoi la persi di vista, le scrissi su WhatsApp- Dove sei? Per favore rispondimi.- Lei visualizzò ma non rispose allora le scrissi di nuovo - Oi, per favore dimmi dove sei.-
Questa volta rispose dicendo che si trovava sotto le scale dell'ala nord. Mi affrettai a raggiungerla, mi sedetti accanto a lei che piangeva a dirotto, non c'erano parole che la potessero confortare, smise per un secondo e appoggiò la testa sulla mia spalla dicendo che non poteva, che lei non poteva anche se voleva tanto; diceva che i suoi sentimenti in questo mondo dittatoriale non potevano uscire fuori, doveva tenerli dentro di sé e mai farli* uscire. Io non riuscii a capire niente di quello che lei diceva in quel momento e stupidamente le dissi che tutto sarebbe andato bene; lei versando altre lacrime mi disse: - Vedi, tu non puoi capire quello che succede dentro di me e intorno  me, quindi lascia perdere che voglio stare sola con i miei pensieri.-
Dopo aver detto queste parole si alzò di scatto e si diresse verso la classe, io invece restai lì a riflettere sulle sue parole.
"Mondo dittatoriale" cosa voleva dire con quelle due parole messe assieme? forse che non era libera di fare quello che voleva quindi doveva seguire delle regole serrate, oppure qualcuno le diceva quello che doveva fare e quindi lei non poteva fare determinate cose? 
Alle mie domande avrei trovato risposte più tardi, poiché la campanella era suonata e dovevo tornare in aula per proseguire le lezioni, durante le quali io continuai a pensare a quelle parole non prestando attenzione alla professoressa che spiegava e alcune volta rivolsi lo sguardo verso Nisha per vedere come stava e molte volte capitò di incrociare i suoi occhi i quali brillavano ancora per le lacrime.
In quella situazione così difficile non sapevo cosa fare o dire, quindi alla fine non feci e non dissi niente, lasciai calmare le acque che erano un sacco turbolente, per riprendere il discorso il giorno seguente.
La mattina avevo moltissima voglia di parlare con lei ma qualcosa, non so descrivere cosa, dentro di me mi impediva di andare da lei e parlarle, pertanto i tirai indietro e decisi di andarci dopo la ricreazione.
Allo scoccare della fine della seconda lezione del mattino mi affrettai ad andare dal lei e in un  solo fiato le dissi: - Nisha aspetta ti devo dire una cosa, tu mi piaci esageratamente dai primo giorno in cui ti ho vista non ho mai avuto il coraggio di dirtelo ma te lo dico oggi; e non permetterò che niente e nessuno si mettano in mezzo a noi due.- Dopo il mio le mie parole lei con una faccia pensante mi rispose: - Hai finito? Ti ho già detto che non posso, ora devo andare, per favore lasciami in pace.-
Io rimasi scioccato d’altra parte era lei che mi ha cercato per prima, se anche in anonimo, e ora fa così, sotto ci sarà sicuramente qualcosa, e io scoprirò cosa.
Stranamente quel giorno notai che all’uscita da scuola Nisha non era da sola. Con lei, c'era una donna ben vestita forse di mezza età anche lei con il velo, ipotizzai che potesse essere sua madre dato che non aveva sorelle ma solo un fratello maggiore.
Questo fatto mi colpì molto perché la cosa non finì qui, ma i giorni seguenti vidi che quella donna l’accompagnava a scuola e la riportava a casa.
Siccome con me non avrebbe mai parlato di questa situazione, chiesi a un'amica nonché compagna di classe di chiederle chi fosse quella donna e perchè la accompagnasse a scuola.
Avevo ragione: quella signora è sua madre, l'accompagnava perché la vedeva molto turbata e pertanto non si fidava della figlia aveva paura che Nisha potesse fare qualcosa di inadeguato (per loro) che potesse mettere la famiglia in cattiva luce agli occhi degli altri. E da quelle parole che mi aveva riferito la mia amica avevo già capito tutto quello che non mi era chiaro in passato; tornato a casa cercai il social del fratello maggiore di Nisu (così la chiamavamo in classe), riuscii a trovare il suo account su instagram e gli scrissi; rispose dopo un’ oretta circa e io di seguito alla mia presentazione gli raccontai tutto quello che era successo a scuola e di quanto mi piacesse sua sorella; in un primo momento visualizzò ma non rispose rimanendo sempre online; dopo mezz'ora rispose e dai suoi messaggi dedussi che fosse un’ po arrabbiato ma che dico era tanto arrabbiato, d'altronde gli stavo dicendo che mi piaceva la sorellina minore, ma cosa dico? mento a me stesso! io mi ero innamorato in quei giorni, tuttavia non mi diede una risposta così tanto brusca, invece mi disse che anche lui nella scuola superiore aveva conosciuto l'amore della sua vita e che dopo sette anni di relazione stanno ancora insieme e progettano il matrimonio, e mi disse anche che  i suoi genitori di primo impatto non l’avevano presa affatto bene, ma con il tempo erano riusciti a metabolizare e ad accettare la cosa; tuttavia avevano raccomandato a Nisha di non fare mai una cosa come la sua, perché poteva mettere la famiglia in cattiva luce agli occhi degli altri.
La cosa sorprendente è che mi avrebbe aiutato, cercando di convincere i suoi genitori, ma che prima di tutto voleva avere un incontro con me per vedere in che mani era la sorella.
E posso dirlo, sì posso dirlo! L’ incontro andò super bene nonostante fossi un po' agitato e lui riuscì a convincere i suoi genitori e anche con loro ebbi un incontro anche esso andò super bene piacevo molto ai suoi genitori per quanto non gli piacessero questi fatti.
La fine è che accettarono e mi portarono a casa loro, io aspettai sotto la porta e loro con una scusa fecero scendere giù Nisha; alla mia vista lei rimase scioccata io le diedi un abbraccio e un bacio sulla fronte sussurrandole nell' orecchio: Adesso puoi…..

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