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Capitolo I

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!! Le seguenti righe sono tratte da ricerche appartenenti a Wikipedia e ulteriori siti web. !!
Qui viene descritto il luogo in cui si ambienta la storia.

Coolderry è, un piccolo villaggio lungo la strada nella contea meridionale di Offaly , in Irlanda, con solo 80 abitanti, qui, è situato Leap Castle, a circa 6 chilometri di distanza a nord della città di Roscrea e 10 chilometri a sud di Kinnitty sulla R421.
Costruito nel 1250 d.C nella guerra civile irlandese ; 28 Giugno 1922 – 24 Maggio 1923. Fu un conflitto che seguì la guerra di indipendenza irlandese.

Questo antico maniero ha una storia oscura e ha fatto da cornice a vicende raccapriccianti, alcune delle quali hanno trovato conferme nei macabri ritrovamenti avvenuti fra le sue mura.
Oggi non è più abitato (per lo meno da persone viventi), ma rimane una delle mete più ambite per i ghost hunters.
                 
Gli O’Bannons erano coloro che costruirono questo famigerato castello ma anche i “capi secondari” del territorio, soggetti al dominio degli O’Carroll.
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Ci sono prove che il castello sia stato costruito sullo stesso sito di un’altra antica struttura in pietra, forse un luogo di culto, e che tale area fosse occupata costantemente da almeno l’età del ferro (500 a.C.) e, si pensa, sin dal Neolitico.
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Secondo gli Annali dei Quattro Maestri,  il Conte di Kildare , Gerald FitzGerald  ha cercato invano di impadronirsi del castello nel 1513 . Tre anni più tardi, ha attaccato ancora una volta il castello ed è riuscito a demolirlo in parte. Tuttavia, dal 1557, gli O’Carrolls ne hanno ripreso il controllo.

Dopo la morte di Mulrooney O’Carroll nel 1532 , la famiglia è entrata in conflitto con il clan O’Carroll.
Come spesso accade alla morte di un capo, il clan O’Carroll si divise in questo periodo in una lotta fratricida per ottenere il comando e fu Leap Castle il teatro di un episodio particolarmente cruento: uno dei fratelli O’Carroll, divenuto sacerdote, abitava infatti fra queste mura e fu a Leap Castle che fu raggiunto da un altro fratello, intenzionato a eliminarlo.
Il delitto fu perpetrato proprio nella cappella, mentre il sacerdote O’Carroll teneva massa per un gruppo della sua famiglia. Mentre lui cantava i riti sacri, il fratello rivale fece irruzione nella cappella, affondò la spada e ferì mortalmente il congiunto. Il sacerdote aggredito cadde davanti all’altare e morì di fronte alla sua famiglia.

Oggi la cappella è conosciuta col nome Bloody Chapel, la cappella del sangue, e non è più stata utilizzata fino a qualche decennio fa, quando uno degli ultimi proprietari, nel tentativo di dare pace alle anime del castello, non vi celebrò la festa per il battesimo del proprio figlio.
La Bloody Chapel è il luogo preferito per le manifestazioni del fantasma della sacerdote vittima di fratricidio, ma sono molti altri i luoghi dove si sono viste sinistre apparizioni.

Pare che l’intensa attività nel castello dipenda anche da alcuni tentativi, nel corso dei secoli, di interagire con gli spiriti che lo abitano: il più eclatante fu quello di miss Mildred Darby, nel secolo diciannovesimo, che facendo ricorso alla magia nera evocò anche uno spettro chiamato elementale, ossia un essere antico, legato ai riti pagani, che ora abita fra quelle pietre.
La stessa Darby riporta di aver avuto una visione terrificante, accompagnata dall’odore nauseabondo di putrefazione, di un uomo in avanzato stato di decomposizione.
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Un altro spettro visto varie volte è quello di una giovane ragazza, che sembra essere figlia di qualche antico proprietario del castello, ma che non è stata identificata con precisione, anche se varie leggende raccontano di una tragica storia d’amore svoltasi fra le mura del castello: si tratta di un amore contrastato fra la figlia di un signore locale e di un giovane contadino della zona, terminata nel sangue a causa dell’opposizione del padre di lei.
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Durante i vari restauri del maniero, infatti, è stata fatta l’agghiacciante scoperta di una prigione segreta, un’oubliette (in francese suona come “dimenticatoio), che consiste in una profonda camera sotterranea, il cui unico accesso è una botola nel pavimento.
In molti castelli dotati di questo tipo di prigione il meccanismo non è mai stato usto, ma qui a Leap Castle le cose sono andate diversamente: durante i restauri, al momento di esplorare l’oubliette sono stati rinvenuti così tanti corpi da riempire ben tre carri di ossa.
Nei secoli successivi, la storia del castello vide numerosi episodi di prigionia, torture e cruente esecuzioni. A testimonianza del funesto passato del maniero il ritrovamento di una prigione segreta, dove venivano gettati i prigionieri. I corpi venivano trafitti da uno spuntone affilato e, chi non moriva subito, soffriva gli stenti della sete e della fame. Qui si trovarono mucchi di ossa accatastati gli uni sugli altri e, a poca distanza, un orologio da taschino del 1840 che testimoniava l’utilizzo di questa tecnica anche in epoca più recente. Un incendio devastante
Nel 1922 il castello subì gli ingenti danni di un incendio, probabilmente scaturito dai profondi malcontenti dovuti al periodo storico e all’aumento degli affitti dei terreni circostanti. Negli anni successivi, Leap Castle visse anni di abbandono e rischiò di cadere in rovina. Fu proprio durante questo lungo periodo che, secondo le testimonianze, dal castello disabitato spesso provenivano inspiegabili bagliori di candele.Non a caso molti visitatori giurano d’aver sentito fra le mura gemiti e pianti, provenienti da luoghi imprecisati del maniero. Inquietante anche il racconto di alcuni abitanti della zona, che asseiscono di vedere, nella notte, alcune finestre illuminate, nonostante nessuno si aggiri nelle stanze ormai abbandonate.
C’è chi racconta addirittura di aggressioni soprannaturali.
Insomma, Leap Castle non sembra un luogo esattamente accogliente… per lo meno, per i vivi!

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Adam correva, con i suoi calzettoni da poco cuciti dalla madre paziente che lui tornasse a casa. Era contento, riusciva a correre rapido, e il vento gli si sbatteva sulle guance rossastre per la fatica che stava impiegando a compiere quell'enorme sforzo di correre senza fermarsi.
Colse delle bacche, rifiutandosi di sopportare altri preliminari da parte della madre di non abbuffarsi di cibarie provenienti dalla natura.
Diceva che fossero maligni, velenosi e che presto per il suo agire impulsivamente si fosse ammalato. Ma il marmocchio non ci pensò due volte, e se le mangiucchiò velocemente.
Provava una vera simpatia per i pennuti, andava matto quando li sentiva cinguettare piacevolmente.
Quando ne scorgeva qualcuno nella foresta posteriore alla sua casetta , si accomodava sul prato freddo e umido e li esaminava con molta applicazione.
La madre era una donna dall'animo duro, ma che mascherava un indole tenero e soave.
Adam venerava i suoi prelibati pasticcini, pensava che ella possedesse delle mani fatte d'oro.
Quando il marmocchio rovinava le sue vesti nel corso delle sue avventure nella fitta foresta che mascherava tanta immaginazione, ella gliele ricuciva, e lui balzava dall'allegria.
Al suo ritorno a casa, la pettinatura di Adam risultava sempre scombinata, ricolma di foglie e alcuni componenti di arbusto. La madre sbellicava, era tale e quale a suo padre alla sua età.
Il moccioso, era solitario. Non frequentava la scuola e dunque non aveva alcun amico, oltre ad una pigna.
Il papà , soffre sin dalla gioventù di una grave malattia, la tuberculosi, che lo costringe da un lungo periodo di stare a letto.
La madre pregava Adam di diventare un medico per trovare una medicina alla mortale malattia che aveva colpito il destino del padre, ma lui rinunziava, anche se di bene gliene voleva. Il padre era un semplice contadino, ma nonostante ciò, sapeva leggere e scrivere, possedeva una grande libreria di cui all'interno presentava una serie di libri appartenenti a tutti i generi, a cui , era affezionato e che leggeva in continuazione.Un giorno gli parve di udirli parlare, il giorno del giudizio stava per arrivare. Il papà doveva andar via. Lui piccolo com'era, lo intuì lo stesso che stava per morire.
Un una piovosa sera di novembre, il padre li lasciò.
Adam, non aveva più nessuno, oltre alla sua preziosa madre.
Il piccolo cresceva e diveniva sempre di più un grazioso omino.
La madre gli fornì un istruzione domiciliare, e lui imparò in fretta.
Nuovo giorno, nuova lezione.
Adam le acquisì immediatamente, e in rapido tempo seppe leggere e scrivere.
La sua curiosità era quel qualcosa di cui lui non riusciva a fare a meno, e così, incominciò a leggere alcuni libri appartenenti al padre.
Si sedette sul suo letto, che da quel giorno risultava vuoto, ricoperto solo da un velo di lenzuola, e leggeva.

Grazie per aver letto!!

URLA - Ci sono una centinaia di orecchie che ti ascoltano.Des histoires addictives. Découvrez maintenant