Cosa c'è che non va?

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Non c'è niente che non va, semplicemente hai smesso di sognare.

È paradossale ma è più semplice di quanto si possa pensare, un processo lento impercettibile.

Un giorno ti fermi, pensi, rifletti, è strano, è passato tanto tempo dall'ultima volta che lo hai fatto, ricordi quel giorno in cui il cuore faceva così male da non riuscire a stare in piedi, le gambe non sostengono il peso di tali macerie. Eppure prima eri felice, forse un'illusione, ma tu ci credevi, eri veramente convinto che un giorno sareste fuggiti insieme solo per andare a vedere il sole che tramonta sul mare. Non se ne è fatto nulla, tutto si è infranto troppo presto. Ma poi metti qualche fascia sgangherata qua e la, non è il massimo, ma va bene così, in fondo piano piano le ferite si rimarginano. E arriva veramente qualcun altro che sembra prendersene cura. Questa è la volta buona, cosa potrebbe andare storto? E così ricominci a sognare, abbandoni la testa e voli lontano, in alto. Ma più si sale più ci si fa male cadendo e questa volta il cuore si rompe i pezzi troppo piccoli per essere rimessi insieme. Aspetti, da quei frammenti si leva ancora il grido flebile della speranza. Qualcuno sarà in grado di aggiustarlo si potrà riprendere a viaggiare tra i sogni.
Il tempo passa ma non guarisce. I frammenti rimangono sotto le intemperie e finiscono con lo sgretolarsi. Così decidi di proseguire, chiudi il sipario spegni la luce, chini il capo e ti giri lasciando tutto in disordine. Qualcuno sistemerà, male che va si farà dopo. Vai avanti, non vedi nulla, procedi spedito.

Tutto va in malora. I sogni diventano sempre più rari, sempre più rarefatti, lentamente si trasformano in incubi e alla fine muoiono. Ma ormai la cosa ti è indifferente, ormai è normale svegliarsi e ricordare tutto nero. Poi un giorno arriva succede quello che avevi sperato talmente a lungo da dimenticarlo, eppure non sei convinto ma il ricordo di quanto era bello sognare ti spinge a fare un tentativo. Ti butti e ti ci impegni ma niente. È passato troppo tempo. Ti guardi dentro, non c'è nulla, è tutto piatto, di sogni neanche l'ombra, il cuore sparito dai radar. Decidi di rinunciare, lasci perdere e ti arrendi, prosegui la tua vita. Ti rimetti i paraocchi, e chini il capo, tutto è più pesante questa volta, ma in fondo non ci sono alternative, forse un tempo... ma adesso non è rimasto niente. Va bene così, non ha senso barattare quella che oramai non è che un po' di nostalgia, per la pace... ma il vuoto è un prezzo che sei disposto a pagare?
Non importa cosa rispondi, non puoi scegliere, non sei più capace di amare, non come vorresti almeno, ti manchi... Non riesci a riavvolgere il nastro, non puoi, ti dispiace, era bello sognare...
eppure in fondo pensi che è meglio così, tutto quello che eri ti risulta estraneo, vulnerabile e profondamente sbagliato. Sei cambiato. Lo accetti.

Ora basta hai pensato a sufficienza, soffermarsi troppo su certe questioni riapre ferite rimarginate da tempo e non vedi alcun motivo per soffrire inutilmente.

Chiudi gli occhi e torni al tuo nero, così familiare, così calmo, così vuoto.

Un semplice elenco di punti interrogativi Opowiadania do pokochania. Odkryj je teraz