Prologo

1.6K 59 0
                                        

Seze Maktoo's pov

[Anni prima]
Ormai erano 7 anni che vivevo con i tulkun, mi avevano crescita loro, anche se non ho mai capito bene la differenza fra di noi.

Mi insegnarono tutto, come nuotare, come respirare sia sott'acqua che in superficie, mi insegnarono a cacciare per sopravvivere.

Il tulkun capo, o meglio, la tulkun , mi aveva accolta come se fossi sua figlia, e ormai io la consideravo come una madre.

Avevo anche imparato a comunicare con lei, non sapevo ancora parlare in quel modo strano come facevano fra di loro, quel suono armonioso, era veramente impossibile per me , però sono riuscita con il tempo a farmi capire, infatti utilizzavo le mani, un po' come il linguaggio dei sordomuti.
Era anche divertente.

Una mattina mi svegliai cullata dal movimento delle pinna di mia madre, ci stavamo muovendo , ma per andare dove?

"Dove stiamo andando "
dissi dopo essermi stropicciata gli occhi ed aver avuto un primo luogo della situazione.

Mamma non rispose, mi guardai intorno spaesata, cercai di intuire da me guardando gli altri tulkun con cui stavamo nuotando ma niente ero solo io e sotto di me c'era solo l'oceano blu.

Mi misi seduta, il viaggio sembrava lungo, ero abbastanza demoralizzata anche se sapevo di essere in buone mani.

Con un gomito poggiato alla tulkun dormicchiai per tutta la durata del tragitto fino a quando non decise di fermarsi all'improvviso.
Uno scossone d'acqua mi svegliò dalla dormi veglia e di getto scattai in piedi.

"ma dove siamo.."
Spesata mi guardai in torno, solo acqua tranne che davanti a noi.
Strizzai leggermente gli occhi fissando quel punto lontano, sembrava terra ferma..

"perché mi hai portata qua?"
Chiesi con serietà mentre mi abbassavo vicino all'occhio di mia madre per comunicarci al meglio.

Lei mi guardò, sembrava sorridere.

"Hai quasi 8 anni Seze, hai bisogno di crescere con persone simili a te"
Mi rispose dopo poco, non capivo, perché dopo tutto questo tempo proprio adesso? perché proprio oggi e proprio in questo momento?..

"Ma io non li conosco, e poi non sono come loro.. non vorrai mica lasciarmi qui?"
Chiesi con leggero panico, ormai loro erano la mia famiglia, separarci era l'ultima cosa che veramente desideravo.

"Ci rincontreremo Seze."
aggiunse , senza darmi la possibilità di controbattere scostò la pinna lasciandomi cadere in acqua per poi nuotare via da me.

Urlai disperata, in preda al panico nuotai fino a cercarla ma di lei e del branco non c'era più traccia, erano come spariti.

Giunta in superficie tirai via una lacrima dalla mia guancia, mi aveva insegnato che piangere era da deboli, mi aveva insegnato che c'è l'avrei dovuta fare da sola senza contare su nessuno e adesso era arrivato il momento per farlo.

Iniziai a nuotare, ero tutt'una con l'acqua , la sentivo in me era come se potesse parlami.

Da una parte mi faceva stare bene.

Arrivai su quella sponda che vidi precedentemente da lontano, era piena di capanne e le persone che le abitavano ben presto si avvicinarono incuriosite da me.

Spaventa feci qualche passo indietro e incrociai le braccia al petto in segno di difesa.

Ben presto mi si formò una cerchia intorno, mi sentivo a disagio e osservata da tutti..
abbassai lo sguardo e le mie orecchie si incurvarono a terra mentre la coda si nascose in mezzo alle mie gambe.
forse ero diversa?..

Dal cerchio spuntarono due persone, si avvicinarono a me con cautela, lui portava un bastone in mano mentre lei invece sembrava sorridermi.

Continuai ad indietreggiare per la paura, lui lo notò e d'un tratto decise di fermarsi e di alzare le mani in segno di arresa.

"Tu dovresti essere Seze.. giusto?"
Domandò subito dopo

Come conosceva il mio nome? perché sapeva che Seze ero io.
Annuii in risposta

"la figlia dei tulkun"
sussurrò la sua donna affianco, era come ammaliata dalla mia presenza, eppure a pelle sembravo uguale a loro.

L'uomo fece cenno di avvicinarmi, di stare tranquilla , era come se sapessero già del mio arrivo.

Decisi di avvicinarmi, la donna mi prese le mani guardandole,salì a toccarmi le spalle poi il collo fino a giungere al viso.

Mi guardò negli occhi e disse
"Io ti vedo seze"

Tutto il clan alle mie spalle ripetè la frase aggiungendo un gesto con le mani e successivamente si inchinarono a me.

Ammaliata feci un passo indietro, guardai ogni singolo individuo che mi circondava poi tornai con lo sguardo sull'uomo e sulla donna

"io vi vedo"
dissi ripetendo il gesto con la mano.

L'uomo mi sorrise aggiungendo:

"Benvenuta nel popolo degli Metkayaina, Io sono Tonowari mentre lei è Ronal".

Il legame con Eywa // Avatar 2 La tua prossima ossessione. Scoprilo ora