Scorgo nei tuoi specchi
ciò che non puoi dirmi,
ma discerno oltre la nebbia
un vano ricordo;
forse ne sei custode,
o tenti di obliarlo.
Patisci la pena,
ché di me il veleno ti resta,
ma non obliar
le vane promesse
di un tempo volubile.
Rosso cola dal tuo petto,
macchia la mia anima
di vile rancore.
Per l'ultima volta,
distingui tra le stelle
il nostro ricordo
e riserva nel cielo
un posto per noi
eterno.
Scrivo di te,
ché le tue lacrime
si mescolino alle mie,
ché il tempo trovi antidoto.
