Wendy

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Wendy si lasciò andare.

Mentre il buio l'avvolgeva denso poteva ancora sentire l'eco dei suoi battiti farsi sempre più lontano e il loro ritmo rallentare, rallentare...

Là dove tutto tace si arrese al suo destino.

Sospesa in un limbo nero le sembrò di perdersi in un nulla immenso.

Poi quel limbo divenne acqua.

Per un tempo infinito si sentì leggera e al contempo pesante, immersa in qualcosa che aveva il tepore della vita e che l'accoglieva in un abbraccio rassicurante. Tuttavia non percepiva più il corpo come l'aveva abbandonato e aveva la sensazione di non poter semplicemente aprire gli occhi o respirare.

Ma più tardi sentì le braccia che la spostavano e la certezza di una carezza morbida sulla pelle.
Pensò che si trattasse di un ricordo, di un frammento rimasto attaccato a ciò che di lei era ancora in grado di pensare. Si chiese se fosse questa la morte, un continuo ricordo di quello che era stato, immerso in un buio accecante. Sprofondò ancora, cercando di non ricordare. Era meglio, non c'era niente di bello nei momenti trascorsi quell'ultima notte.
Poi ancora la sensazione che ci fosse qualcuno lì con lei ma così lontano...

Mirko la sollevò. Era rimasto chinato sopra di lei a lungo, lavando la sua pelle con cura maniacale ed eliminando ogni traccia di sangue che la sporcava. Buona parte di quel sangue era ormai secco quando l'aveva immersa nella vasca del suo rifugio: prima aveva voluto occuparsi dei corpi, sapendo già che a lei occorreva tempo e che "dopo" avrebbe dovuto aiutarla. Quando l'aveva uccisa sapeva bene cosa sarebbe successo e anche se non fosse stato Lucio a scegliere probabilmente lo avrebbe fatto lui stesso. Lo sapeva dal loro primo incontro.

Così, una volta finito con la stanza in cui era successo tutto, Mirko l'aveva presa tra le braccia e l'aveva portata fin lì dove viveva. Aveva acceso le candele e sbriciolato petali di fiori nell'acqua che lenta riempiva la vasca, poi aveva guardato Wendy - così composta nonostante tutto quel che avevano fatto quella notte - e si era occupato di pulire e guarire il suo corpo in attesa che l'anima tornasse. Perché tornava, perché era la stessa anima che aveva lasciato la carne a tornare, perché altrimenti non ci sarebbe stato motivo di trasformare questa o quella persona. In fondo lo avevano sempre fatto per circondarsi di coloro che amavano.

Guardò l'acqua scivolarle via dal viso e trattenere fino all'ultimo i capelli neri, come se il liquido stesso bramasse averla per sé. Il profumo dei fiori le era rimasto addosso; Mirko si allungo su di lei per inebriarsi di quel misto di odori, poi tolse l'avambraccio tatuato da sotto il collo sottile e le appoggiò la testa su un asciugamani piegato, sistemandola su di un telo color sabbia per asciugarla. Sapeva che si sarebbe svegliata presto, lo aveva visto succedere almeno una decina di volte tante erano le persone, i vivi, che aveva amato.

Dalla nebbia emerse il volto corrucciato di Mirko, e Wendy ricordò i loro ultimi istanti. Come si era offerta a lui, disperata, e il suo morso feroce e straziante. Come l'aveva cullata tra le braccia mentre la uccideva.
Era stata l'unica cosa da fare, a quel punto. Scontata come la fine che avrebbe potuto fare in qualsiasi altro momento della sua vita da cacciatrice. Non aveva mai pensato di consegnarsi senza lottare, ma quella notte aveva già lottato abbastanza. Non aveva più alcun motivo per farlo.
Mise a fuoco lentamente, dal volto al corpo ancora semi svestito, alla stanza sconosciuta e accogliente in cui si trovavano. Le note calde e l'odore di buono che spesso aveva associato al vampiro che la stava curando. Ancora.
Mirko tamponò il corpo pulito con una spugna morbida, senza strofinare la pelle che subiva ancora il passaggio da uno stato all'altro. Sarebbe stato presto più resistente e perfetto, ma in quel momento delicato era possibile che sentisse dolore. Le poche ferite erano già guarite, i segni dei morsi svaniti, ma il passaggio era difficile per tutti.
Wendy era stanca. Sentiva il cambiamento che stava vivendo, un formicolio sotto pelle e il corpo pesante. Non cercò di parlare, in ogni caso c'era poco da dire. Lasciò che Mirko si occupasse di lei come certo sapeva fare. Era sicura che oltre a essere un divoratore di esseri umani sapesse prendersi cura di loro, in qualsiasi forma fossero. Il potere è spesso dato dalla capacità di spaziare tra gli stati vitali: dalla fame all'amore, dalla rabbia all'empatia.

Wendy - Spin offStories to obsess over. Discover now