CAPITOLO UNO

35 7 2
                                        

Vivo in una cittadina dove ogni persona è caratterizzata da un numero. Ci dividono in gruppi da cento, in tutto siamo cinquecento abitanti. Ogni diciassettenne a turno viene portato nell'Area 51 e lì abbinano ogni persona ad un gruppo. Ci sono i Prepotenti, sono tutti aggressivi ed arroganti, sono inavvicinabili, loro hanno la capacità di leggere le menti delle persone; gli Altolocati, coloro che si sentono i più importanti, hanno case grandi e intere librerie sempre piene, loro sono i più intelligenti e hanno una memoria fotografica; i Negativi, non so come facciano a vivere, sono sempre così sfavorevoli difronte ad ogni situazione si presenti nella loro vita, loro hanno la capacità di trasformare e proiettarsi nel futuro, molti di loro lavorano nel Governo; i Positivi, loro, invece, sono molto simpatici, ma scappano davanti a qualunque ostacolo lasciando i problemi della vita in sospeso, loro sono capaci di riflettere qualunque capacità esista al mondo; infine c'è il gruppo a cui appartengo, gli Indefiniti, abbiamo caratteristiche totalmente differenti tra noi, forse l'unica cosa che ci accomuna è la piccola catena che indossiamo per riconoscerci, la nostra collana con la targhetta in ferro, sulla mia ci sono incisi il mio nome, il numero assegnatomi alla nascita e il gruppo a cui appartengo: "ELIZABETH – INDEFINITA – 493". Sono nervosa e ad ogni movimento sento l'ansia salire, ho molta paura perché ultimamente li sento quasi ogni giorno. Loro dell'Area 51 vengono ogni settimana a prendere nuovi ragazzi, ogni settimana sempre più armati, come se un solo fucile non bastasse a spaventarci. Ogni persona che è tornata da lì non è più la stessa, come se gli avessero modificato qualcosa al loro interno che successivamente agisce sulla mente facendo diventare loro una persona diversa da quella che è sempre stata. Natalie, ad esempio, la mia migliore amica, non è uscita di casa per intere settimane, e lei amava liberarsi dalle mura della sua enorme casa, che le nascondevano la luce del sole e l'azzurro immenso del cielo. Non l'ho mai più vista ridere come una volta, non sono riuscita a sentire ancora una dannata volta il suono armonioso della sua risata contagiosa e genuina, e quando vado da lei per chiederle come sta, sento un caos dentro di me, il cuore accelerato, il sangue che pompa violentemente nelle vene, la solita sensazione che provo quando qualcosa non va, quando parlo con Jennifer, mia sorella maggiore, che anche lei è stata all'Area 51. Ѐ una sensazione che mi fa andare fuori di testa, ma i miei genitori dicono che è normale dato che ho diciassette anni, ovvero l'età in cui si sviluppa il proprio potere, o i propri poteri; è un po' strano, intendo dire il fatto che esista la possibilità di sviluppare più poteri, ma proprio per questo motivo veniamo chiamati Indefiniti. A differenza degli altri gruppi possiamo sviluppare più di un potere, molti dicono che è una cosa affascinante, ma per me non lo è, mi fa sentire disorientata, qualcuno da cui scappare, alcuni hanno paura anche della propria ombra. Ma esistono anche i più pericolosi, i ragazzi dell'Area 51 sostengono che ce ne siano solo cinque, uno per ogni gruppo, posseggono tutte le capacità possibili al mondo, di cinquecento persone, cinque pericolose, e sono ricercate. Mi sembra che alcuni siano già stati trovati, due forse, non so dove si trovino, ma c'è chi afferma che vengano utilizzati per esperimenti e che poi sono oggetto di studio ed analisi, o che siano stati banditi dallo Stato in cui viviamo e portati ai confini. Ma credo che queste siano solo teorie inventate per dare risposta a questo grande interrogativo, cosa inutile, diffondere tali notizie che infondono solo paura a ragazzi come me, che a breve verremo presi e portati all'Area 51, dove probabilmente ci separeranno dalla nostra famiglia, o ci riporteranno a casa nostra, ma questo rimane pur sempre un pensiero che ci fa contorcere lo stomaco dalla paura, dal pensiero di essere allontanato dalle persone che amiamo. Bhe, l'unica cosa che ci resta è la speranza di non essere un Dangerous, un Pericoloso intendo dire, l'Area 51 li definisce così, ma comunque essere uno di loro, sfamerà la curiosità che avevo deciso di chiudere nel cassetto immaginario che si crea ognuno di noi quando non si vuole pensare o ricordare qualcosa. Sono rimasta di guardia questa sera, i miei genitori dicono che possono venire da un momento all'altro, anche se credo siano solo troppo paranoici. Ma mio fratello farebbe qualunque cosa pur di far dormire almeno una notte serena la mamma, questo non vuol dire però che io non desideri non vedere più il viso stanco della mamma, ma anche a me farebbe bene dormire un po'. Inoltre, non si è mai sentito di " Ragazzi catturati nel bel mezzo della notte dall'Area 51", quindi perché fare la guardia di notte? Però c'è un lato positivo in tutta questa storia: mio padre mi lascia prendere il suo fucile, che da bambina desideravo tanto prendere per giocare con mio fratello. Forse non sapevo bene a cosa servisse un fucile ma il fatto che mio padre me lo vietasse mi faceva venir ancora più voglia di prenderlo, e poi lui non ne ha bisogno, è capace di incendiare una foresta intera con un solo schiocco di dita. Inizio ad avere sonno e per poco non cado con il viso sul terreno ancora umido a causa del forte temporale di stamattina. Diciamo che preferisco rimanere di guardia in mattinata, ma vado a scuola e poi facciamo a turno io e mio fratello, che ci siamo offerti volontari per non far andare la mamma, che bada ai miei fratellini, Tessa e Adams, che sono ancora piccoli, hanno entrambi sei anni. Mio padre, invece, lavora tutti i giorni, dalla mattina fino a tardo pomeriggio, ha un lavoro da Indefinito, un lavoro dove sei libero di scegliere di fare la guardia ai confini o negli enormi uffici utilizzati dal Governo. Ha scelto la seconda opzione, mia madre non sopportava l'idea di vederlo solo nel weekend. Mia sorella Jennifer ha terminato gli studi al liceo e vorrebbe tanto andare ad un college. Ha diciannove anni, e mentre lei desidera un futuro in cui grazie alla sua voce può far aprire gli occhi al resto della gente che annuisce entusiasta a tutto ciò che viene fuori dalla bocca di chi fa parte del Governo, mia madre spera molto che si sposi al più presto. Magari con un uomo ricco e che possedesse almeno la metà di tutti i beni dello Stato, cosa impossibile, intendo dire trovare un uomo così benestante disposto a sposare un'umile ragazza che a stento riesce a mangiare tutti i giorni. Invece io e James, mio fratello, andiamo ancora al liceo, siamo gemelli, infatti ci somigliamo molto: entrambi abbiamo gli occhi scuri come il cioccolato con un po' di verde, che viene accentuato dalle lunghe e folte ciglia. I miei capelli sono molto lunghi e spesso raccolti in una treccia laterale disordinata, sono scuri come la corteccia di un albero, mentre i capelli di mio fratello sono più chiari e corti, ad attrarre l'attenzione è il suo ciuffo folto, che da l'idea di avere i capelli più morbidi del mondo. Ѐ molto alto paragonato a me, ma entrambi magri. Ogni volta che rispetto il mio turno di guardia, mi ritrovo a riflettere su quanta cattiveria ci sia nel Governo, non riesco nemmeno a capacitarmi nelle loro menti. Abito in una piccola cittadina degli Stati Uniti, forse sconosciuta, la città è divisa in base ai gruppi, in piccoli quartieri poveri, per riservare a loro la parte migliore della città. << Hey Beth >> dice James con la faccia di chi si è appena svegliato. <<Hey, niente di anomalo per il momento, "come tutte le altre notti d'altronde">> aggiungo, sottolineando l'inutilità del restare svegli tutte le notti. <<Beth ne dobbiamo ancora parlare!>>. <<Non parlarmi con questo tono, perché sai benissimo tanto quanto me, che se anche venissero di notte dobbiamo andarcene senza protestare perché sarebbe inutile, quindi perché fare la guardia? Sai una cosa, li stiamo aspettando a braccia aperte, ecco cosa stiamo facendo!>> dico esasperata. <<Ѐ vero, so benissimo che non serve a nulla sprecare le ore di sonno che ci toccano restando svegli aspettando, come dici tu a braccia aperte, che arrivino quei ragazzi a prenderci. Ma dimmelo tu, perché io ti giuro che non lo so, un modo per far dormire la mamma serena se non questo, se lo conosci dimmelo ti prego!>> esclama James posando le sue mani sulle mie spalle. Senza rendermene conto inizio a piangere, si lo faccio, perché mio fratello ha questo effetto su di me. Ѐ capace di smontarmi in un secondo con le sue parole e a farmi aprire gli occhi facendomi una descrizione chiara di come stanno realmente le cose. <<Ok, scusami. Te lo avevo già detto forse un milione di volte e non volevo arrivare a questo – dice asciugandomi le lacrime in modo delicato, come se da un momento all'altro potessi frantumarmi in mille pezzi davanti ai suoi profondi occhi- ma adesso, per favore, non piangere>>. <<Io vado James, tieni>> gli dico scostante mentre cerco di liberarmi dal suo sguardo penetrante e gli porgo il fucile. <<Aspetta >> dice tirandomi per il mio braccio minuto. <<Ti voglio bene, lo sai. Qualsiasi cosa ci accadrà ricordatelo. Sempre!>> <<Sì, anche io te ne voglio>>. E detto questo corro dentro casa cercando di non far rumore.

THE GLEAMOnde histórias criam vida. Descubra agora