Capitolo 14.

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Finì il tour, ed io continuavo a fare controlli su controlli per verificare la salute del mio bambino. Arrivò il fatidico giorno: prendere l'aereo e tornare in Italia. Non me la sentivo di dire tutto alle nostre famiglie, o per lo meno non adesso. Loro pensano che io sia ancora vergine, che non sia mai andata oltre al bacio, e invece eccomi qua. Incinta.
Durante il viaggio di ritorno ci pensai tanto, ne parlai con lui e decidemmo che era meglio dire tutto, perché probabilmente se avessimo aspettato la loro reazione sarebbe stata molto peggio, e dal momento che la pancia già si iniziava a vedere non potevo negare l'evidenza.
Atterrammo. Lì, in aeroporto, c'erano i miei genitori. Non riuscivo a sopportare tutta questa situazione. Andai verso di loro, li strinsi il più forte possibile e li supplicai, insieme ad Alessandro, di dirigerci subito a casa perché non stavo tanto bene, anche se loro avrebbero voluto festeggiare il nostro ritorno con una cenetta intima tutti insieme.
Arrivati fuori da casa, mentre papà parcheggiava la macchina, io mi gettai fuori dalla portiera, mi precipitai in casa correndo verso il bagno, con dietro mamma e Alessandro. Stavo proprio male.
La sera, quando un po' mi ero ripresa, i miei chiesero spiegazioni da entrambi, ci chiesero cosa fosse successo tra noi durante questo tour. Con un filo di voce, e il cuore in gola gli risposi. 'Mamma, papà..promettete di non arrabbiarvi. È successo. Ho perso la verginità con Alessandro, e...e sono rimasta incinta. Abbiamo deciso di tenerlo. So che siamo giovani, ma non per questo dovrei togliere la vita al mio bambino abortendo.'
Si trovarono nello shock più totale. Sembravano delusi, ma allo stesso tempo perplessi, ma io so di aver fatto la scelta giusta, indipendentemente da loro e da tutto il resto.
Prossimo obiettivo: riuscire a dirlo ai genitori di Ale, come la prenderanno?

Gli angeli non devono avere per forza le Ali.Where stories live. Discover now