Capitolo Uno

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Aeroporto - Ponentopoli

Portò in aria le braccia, lasciando che tutti i muscoli iniziassero a stirarsi e che le ossa facessero rumori alquanto strani. Aveva finalmente messo piede ad Unima e la sua voglia di esplorare quel grande continente le faceva fremere le mani. Al suo fianco c'era la sua compagna di avventure, che stava letteralmente copiando qualsiasi sua mossa, cosa che la fece genuinamente ridere. La prese tra le sue braccia e, con lo zaino in spalla, si diresse verso l'entrata del aeroporto per poter prendere il suo bagaglio al nastro. La struttura non era tanto grande ma nemmeno tanto affollata, ciò le diede la libertà di poter respirare aria nuova senza soffocare tra la gente e anche di poter trovare facilmente il suo bagaglio. Riuscì dunque ad uscire da lì senza alcun inconveniente, ma lo pensò troppo velocemente. Dall'emozione Gothita iniziò ad agitarsi tra le sue braccia, finendo per farla scendere da esse. Il Pokèmon iniziò a correre tra la poca gente, cercando di poter esplorare in giro in tutta fretta. «Ah! Gothita! Aspettami, così finirai per perderti!» La ragazza iniziò anch'ella a correre, all'inseguimento della sua compagna. Non ricordava quante scuse dovette dare a varie persone che stava quasi per investire e stare con una valigia, alquanto pesante, non la aiutava. Schivò un altro paio di persone e da lì non riuscì più a trovare la propria compagna, mettendola in stato di ansia ma anche di allerta. "Dove sarà finita adesso? Le avevo detto io di non correre!", pensò, in preda all'ansia più totale. Ma un verso familiare e una nuova risata la attirarono, spostò lo sguardo sull'origine di entrambi: Gothita stava sbracciando verso una persona col camice bianco, alzando lo sguardo riconobbe a chi si stesse riferendo. «Professoressa Aralia!» Disse quasi urlando lei, avvicinandosi di fretta alle due. La donna prese in braccio la sua compagna e le sorrise col fare dolce, quasi materno.

«Sallie, che grande piacere averti qui» Disse la donna, mantenendo il suo calmo sorriso e porgendole la sua compagna, che non aveva nessuna intenzione di lasciare le braccia della Professoressa. Ridacchiando per la bizzarra scena, riprese tra le sue braccia Gothita e sorrise alla donna. «Quindi, come è andato il vostro viaggio?» Chiese lei, conducendola verso il Centro Pokèmon, dove presero posto tra i vari tavoli presenti nella struttura. «È andato tutto bene! Devo dire che come prima volta in aereo non è stato per niente male. Per non parlare di questa città, Ponentopoli, è piccola ma è davvero bella.» La donna rise leggermente, annuendo all'ultima affermazione della ragazza, decisamente d'accordo con lei. «Vedrai, ci saranno moltissime altre che ti lasceranno di stucco. Ma dimmi un po', cara, hai fame? È meglio se pranziamo adesso prima di metterci in viaggio per arrivare a Quattroventi.» La ragazza si mise a pensare un po', ma uno strano fastidio allo stomaco la fece annuire di tutta fretta. Probabilmente si stava mostrando come una infantile ma la cosa non le diede tano peso, l'emozione di quel momento le faceva oscurare qualsiasi tipo di educazione che avesse rigidamente imparato a Kalos. Non riusciva a provare nostalgia della sua casa, Kalos le era sempre stata stretta con mode da seguire e con standard veramente difficili da raggiungere. Volare ed arrivare lontano l'aveva liberata da un particolare peso che persisteva ad inseguirla, anche la sua compagna sembrava più spensierata del solito ora che erano arrivate. «Prima che arrivi il nostro pranzo avrei due cose da dirti, Sallie.» Il tono e il comportamento della Professoressa si fece decisamente serio, quasi da farle accapponare la pelle. Assunse uno sguardo confuso ma anche con una particolare luce di curiosità. «Sono tutta orecchie.» Ammise lei, tenendosi concentrata per l'ascolto di ciò che stava per dire la donna. Un informazione talmente importante da farle assumere un comportamento abbastanza serio e lontano dalle altre circostante avute con lei in precedenza.

«Bene. Nel viaggio per Unima non sarai l'unica, ci saranno altri tre ragazzi che tra una settimana avranno il loro compagno di inizio. Vorrei che tu supervisionasti loro ma anche i loro cambiamenti nell'approcciassi con i Pokèmon, mi fido di loro ma sono ancora molto giovani e la gioventù attira mali pensieri, non vorrei che anche loro ne facessero parte. Puoi farlo?» Ci mise un po' per pensarci su. Era certa che avrebbe avuto a che fare con ragazzini alle prime armi, ma nemmeno lei era da meno, la sua Gothita era nata dall'uovo circa qualche mese fa e non ebbe modo di allenarsi a dovere con lei in quelle fantomatiche lotte di cui andava pazza. Ciò che pensava sempre era che non ne era propriamente portata, ma ciò l'avrebbe aiutata a crescere, assieme a dei completi sconosciuti che sarebbero potuti divenire dei fedeli amici. Erano presenti tantissime insicurezze, insomma, non aveva mai iniziato un viaggio vero e proprio e di certo non comprendeva di quali "Mali" stesse parlando la Professoressa, ma di una cosa era certa, il fatto che non sarebbe mai riuscita a dir di no. «Lo farò! Sarà anche un'opportunità per farmi dei nuovi amici.» Sorrise, venendo ricambiata subito dalla donna, che si rilassò notevolmente sulla poltrona. A quanto pare doveva tenerci davvero tanto a quei ragazzo e di certo avrebbe cercato di non deluderla. Però una domanda le uscì completamente spontanea. «Professoressa Aralia, ma di quali mali stava parlando?» Il volto della donna si scurì per un attimo, ma non si lasciò influenzare dai pensieri negativi, ritornando a sorridere come aveva sempre fatto prima. «Niente di cui preoccuparsi, sono solo alcuni scorribande che si divertono a fare i "cattivi". Sta attenta quando li vedi, va bene?» Semplicemente fece un cenno con il capo e finalmente poté mettere qualcosa sotto i denti e far zittire quello che era il suo stomaco.

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⏰ Last updated: Jun 26, 2022 ⏰

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