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Christian era sempre stato uno di poche parole, non parlava con nessuno, preferiva ascoltare cosa gli altri avessero da dire ma ancora di piu gli piacevano quei silenzi da mille parole, quando stai con una persona che ormai conosci dal primo pregio all' ultimo difetto e preferite stare in silenzio, ascoltare l'uno il battito dell'altro.
In realtà a Christian piaceva fare questa cosa in particolare con una persona, Mattia.
Il suo compagno di stanza, il suo amico, il suo migliore amico e da un po' di tempo anche la sua prima cotta.
Christian ormai si poteva definire innamorato perso di lui.
Ogni volta che si guardavano il moro perdeva il senso del tempo e delll'orientamento dentro ai grandi e lucenti occhi blu, sulle curve del biondo così marcate per essere un ragazzo, ma che Christian trovava stranamente e straordinariamente perfette.
Si perdeva nei suoi discorsi che potevano durare anni ma poteva star tranquillo che il ragazzo davanti a lui lo avrebbe ascoltato con attenzione. Un'attenzione che andava sopratutto sulla pronuncia di alcune parole, di alcune vocali aperte date dalla sua provenienza dal sud della penisola.
I due si erano incontrati proprio li, nei vicoli di Bari dove Christian si era spostato per uno stage di danza.
Il moro lo stava quasi per investire e se dovesse tornare indietro a qualche mese rifarebbe mille volte la stessa strada, lo stesso errore solo per poi riuscire ad incontrare la parte più bella della sua vita.
Quella sera cominciarono poi a parlare con davanti una birra offerta rigorosamente da Christian per riparare al "danno".
il giorno dopo si ritrovarono nella stessa scuola di danza a fare lo stesso stage, uno stage di contact.
Il contact è una cosa così intima che in genere si balla tra amici, fratelli, innamorati.
Loro decisero di intraprendere queste sei lezioni insieme e così si legarono l'uno all'altro, inconsapevolmente.
"bene, questa è l'ulima lezione" annuncio il maestro ma loro non erano pronti a lasciarsi andare.
Si guardarono a vicenda e a Christian venne subito in mente il comprensorio dove avrebbe dovuto vivere a Bergamo, vicino a casa dei suoi e vicino alla sua scuola di danza.
aveva ormai 19 anni e voleva un po' più di privacy.
L'ammontare dell'affitto della casa non era tanto ma era consapevole di non voler lasciare andare Mattia così.
Voleva chiedergli di andare con lui.
Una volta incamminati verso gli spoiatoi a Christian cominciarono a venire le farfalle nello stomaco, non sapeva come chiedere una cosa così folle a un ragazzo che una settimana prima stava per investire e che conosceva davvero relativamente poco.
"senti, pensavo, io ora torno a Bergamo, mia mamma ha una scuola di danza sai... ho un posto dove dormire se vuoi"
Christian parlò a bassa voce, con la testa altrettanto mentre sfilava la maglietta sudata per mettere quella nuova, ma nonostante tutto Mattia capì dove voleva andare a parare e sorrise.
Neanche lui voleva lasciar andare quel bel ragazzo dagli occhi verdi, le lentigini cosparse per il volto e il corpo da ballerino.
"Quando il treno?" Disse sorridendo.
Da quel 19 settembre non si erano lasciati un minuto da soli.
Tutti i giorni christian si alzava e lo vedeva dormire accanto a se, o meglio, nel letto di fronte al suo.
Osservava come la luce della mattina gli baciasse il profilo perfetto che si ritrovava e che lui stesso riteneva stranamente brutto.
Ogni volta che dalle labbra sottili del moro scappava un complimento Mattia lo accoglieva con difficoltà, difficoltà a crederlo, ma un giorno si ritrovò a guardarsi allo specchio e a cercare tutti i particolari che il moro gli faceva notare. "Ha in un bel naso" si mise di profilo e passo il dito sul suo naso alla francese quasi perfetto. "Hai gli occhi profondi e belli" lui accese la luce e guardò attentamente ciò che non aveva mai osservato. Le striature di blu nei suoi specchi erano straordinarie eppure non ci aveva mia fatto caso.
Si passò una mano nei capelli perché "sono sempre così morbidi e profumati"
Poi si guardo per intero allo specchio e sorrise.
Christian lo faceva sentire bello,  giusto, senza difetti.
Non sapeva che proprio lui lo stesse osservando e probabilmente mai lo saprà.
Ogni sera dopo le lezioni tornavano a casa e la prima cosa che facevano era buttarsi sui loro letti e parlare, parlare e parlare fino a che sfinito, uno dei due non si addormentava e l'altro improvvisava una pseudo cena.
In genere quello a morire sul letto era sempre Christian anche perché tra i due era quello che nella scuola faceva di più.
Essendo della mamma, oltre a fare le sue lezioni, teneva anche lezioni da maestro per i primi livelli e i bambini di 6/7 anni erano strazianti.
Mattia studia latino da quando era piccolo così passava almeno 3/4 ore ad allenarsi nei vari passi e il resto delle ore le usava tra la palestra e dare una mano a Christian.
A Mattia piaceva prendersi cura di Christian.
Lo vedeva sempre sfinito e a volte logorato così gli piaceva farlo sentire coccolato con un piatto di pasta fatto bene, una pizza o a volte lo lasciava semplicemente dormire, lo lasciava riposare.
Quella sera Christian rientrò per ultimo, una delle poche volte in qui non rientravano insieme.
Sbiascicò appena un "ciao Matti" per poi buttare per terra la borsa e poi lasciarsi cadere sul letto a peso morto.
Chiuse i due zaffiri verdi.
Era esausto, era attivo dalle 6 di quella mattina ed era anche un po' incosciente, tanto che quando Mattia gli passò semplicemente vicino lui gli afferrò il braccio e neanche aprendo gli occhi cerco di sillabare un "mettiti vicino a me, perfavore"
Gli serviva calore, gli serviva sicurezza, gli serviva dormire, gli serviva Mattia.
Titubò un po' per poi sedersi vicino all'amico che però quasi lo strattonò per farlo stendere vicino a se, cosa che accaddè.
Il biondo si stese vicino a lui. Non era mai successo in quei mesi che Christian avesse un comportamento così... Mattia non sapeva neanche come spiegarlo.
Christian si rannicchiò vicino a lui che andò quasi in preda al panico
"Chri che vuoi che faccia"
"Nulla, quello che vuoi"
Quello che vuoi.
Mattia in quei mesi aveva chiuso affondo e dentro di se alcuni sentimenti che però non smettevano di crescere, sentimenti profondi e molto forti.
A volte la voglia di baciare quelle labbra sottili era davvero forte tanto che doveva distogliere lo sguardo e bere qualcosa.
Ritrovarsi nello stesso letto di Christian, con esso che aveva la sua testa appoggiata sul suo petto lo fece sentire al sicuro.
Il moro ascoltava attento i battiti di Mattia rallentare non appena cominciò a passare i polpastrelli sul braccio teso.
Stesso braccio che poco dopo andò ad accarezzare i riccioli neri di Christian.
Cosi si addormentò, tra le braccia della persona che lo faceva sentire sicuro.
Mattia invece rimase sveglio ad ascoltare i respiri profondi del più grande che in quel momento sembrava tutto tranne che più grande.
"19 anni percepiti 10" gli diceva sempre scherzando, ma forse neanche tanto.
Quel respiro calmo, caldo e rilassato fece prendere sonno anche al biondo che si mise comodo anche lui sul cuscino profumato e spostando poco poco Christian, lo abbracciò poggiando un braccio sul suo fianco.
Spense la luce.
Si sentiva stranamente a suo agio.
L'unica volta che era successa una cosa del genere nella sua vita fu quando aveva 14 anni, con la sua "ragazza".
Dormirono insieme, lui la stringeva a se. Il giorno dopo Arianna, così si chiamava la prima ed ultima ragazza del biondo, scappò dal più figo della scuola.
Non si era più fidato di nessuno e che si fosse fidato di Christian era un miracolo, ma con lui era diverso, lo sentiva diverso.
Voleva stringerlo a se, voleva far sentire a casa anche Christian che in realtà stava già tra le braccia di Morfeo, per non dire di Mattia.

Tutto questo sei tuHistorias para obsesionarse. Descúbrelo ahora