Il "nuovo" mondo

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15 marzo 2094. Altra croce sull'ormai logoro calendario, altro giorno monotono a King's Road. Come ogni mattina, aspettai Jack alla fermata. Era più fresco del solito quella mattina ed una leggera rugiada copriva i pochi alberi rimasti in centro. Un'atmosfera densa e plumbea circondava il globo, o almeno la maggior parte: l'allargamento del buco dell'ozono aveva spinto la ricerca ad una soluzione alternativa per far fronte alla radiazioni. Colui che avrebbe trovato la soluzione migliore ed al più basso costo si sarebbe  aggiudicato 2 milioni in lingotti e un lavoro a tempo indeterminato alla STP(Save the Planet). Il premio venne vinto da uno scienziato spagnolo, Thiago Fernandez, ed anche se non era il massimo, per lo meno la sua atmosfera artificiale riusciva a contenere l'88% delle radiazioni dannose e si stima avesse già contenuto del 15% il surriscaldamento globale. Nel frattempo arrivò Jack: "Sono in ritardo, scusa". "Non ti preoccupare, anche il pullman è in ritardo oggi", ribattei. Cinque minuti dopo anche l'autobus si fece vivo. Alla guida c'era il solito Mike Spencer, ormai autista di lunga data che aveva accompagnato me e Jack da quando cominciammo la primaria. Il sistema scolastico aveva subito qualche cambiamento negli anni: l'organizzazione prevedeva 5 anni di formazione primaria, 5 di formazione lavorativa, in cui lo studente veniva preparato a tutte le nozioni burocratiche ed amministrative da conoscere per un perfetto lavoratore, e per finire 3 anni di specializzazione. Io e Jack eravamo al secondo anno di Commercio, un indirizzo di specializzazione. L'università era diventata ormai un privilegio per pochi eletti: la sovrappopolazione aveva spinto ad una vera e propria guerra sociale in cui le grandi famiglie borghesi ed imprenditoriali facevano di tutto per conservare il loro status ed allargare i loro orizzonti verso una società che chiedeva sempre di più. Più persone significava più bocche da sfamare, il che si rifletteva con un aumento della domanda sul mercato su cui gli imprenditori si fiondavano. Allo stesso tempo però le risorse scarseggiavano: la temperatura globale si era alzata di tre gradi dalla prima rivoluzione industriale ed i trattati di Parigi erano ormai solo un lontano ricordo. La siccità e gli eventi estremi avevano tagliato la maggior parte delle coltivazioni, ed anche se qualche prodotto veniva curato in serre artificiali, ciò richiedeva l'utilizzo di fondi che spesso non c'erano. Le ore di lavoro erano aumentate e gli stipendi abbassati, sembrava di essere tornati indietro alla metà dell'800, in cui l'uomo era solo un ingranaggio di un sistema corrotto e schiavista, con la differenza che ora la Terra aveva le ore contate. La parola d'ordine era produrre per alimentare una società malata, prossima al collasso.

     Io e Jack ci sedemmo come sempre nei nostri posti in terza fila. C'era finanza alla prima ora ma l'argomento non destava particolare interesse nella classe. Eravamo trenta: in prima fila c'era il solito Harry, il secchione, sempre molto preciso ed attento, un po' riservato nei modi ma dolce e disponibile. Dietro di noi era seduto Trevor, simpatico ma un po' troppo rumoroso ed infatti spesso veniva ripreso dagli insegnanti. Poco più a destra c'era invece Anne: ci conoscevamo da sempre, le nostre mamme erano molto amiche ed anche noi due eravamo molto legati. La prof tardò un po', fuori dall'aula si sentiva un chiacchiericcio generale e l'aria sembrava tesa. Un grosso televisore venne portato nella classe sopra un tavolo in legno su quattro rotelle. Intervenne la vicepreside, venuta giusto per l'occasione: "Buongiorno ragazzi. Oggi c'è stato un cambio di programma: il nostro presidente ha fissato un discorso straordinario alla nazione stamattina che verrà riprodotto su tutte le principali reti di informazione. Siamo consapevoli di essere in un momento importante dell'anno, però io e la professoressa Schmiltz concordiamo che sia giusto rendervi partecipi di questo momento così importante". La tv venne accesa, la tensione si tagliava con il coltello: "Cari concittadini e concittadine, come sapete sono mesi difficili per noi e per il mondo intero, il cambiamento climatico e l'aumento della popolazione, ormai superiore alle 11 miliardi di persone, hanno cambiato le nostre abitudini, influenzato le nostre vite, e lo faranno ancora per un po'. Ma vi dico, non disperiamoci cari concittadini, i nostri sforzi verranno presto ricompensati: abbiamo già stilato una lista di pianeti "abitabili", le ricerche continuano ed è già stata individuata come possibile casa momentanea una stazione spaziale su Titano che verrà ampliata e rimodernata per l'occasione. Tutto questo però ha un prezzo, le spese vanno sostenute. Vi chiediamo ancora un ultimo sforzo: saremo costretti ad accrescere ulteriormente la nostra produzione, le ore di lavoro aumenteranno, l'inflazione probabilmente porterà ad un aumento dei prezzi nei prossimi mesi, ma una serie di riforme sono già in fase di studio. Mi rendo conto dello sforzo che vi sto chiedendo e dei sacrifici a cui andremo incontro ma restiamo uniti, solo così usciremo dal momento buio e potremmo poi gioire alla luce". Il discorso venne accompagnato da un susseguirsi di fischi ed insulti. La giornata proseguì spedita, quelle parole ancora risuonavano nelle nostre teste anche se tutto sommato non ci avevano sorpresi. Tra il malcontento generale, si percepivano le prime avvisaglie di una rivoluzione tra i quartieri popolari. Uscimmo da scuola ed il tempo era cambiato: pioveva, non tanto, ma la classica pioggia pesante che si fa sentire. Io, Jack ed Anne ci salutammo. Tornai a casa a piedi, il passo reso pesante dalla stanchezza e lo zaino cadente. In poco tempo la strada si allagò ed i primi fiumiciattoli scorrevano a bordo marciapiede. Tornai a casa: tutto si fece opaco, poi mi abbandonai.

















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