«Aspetta, devo allacciarmi la cintura.»
«Di già? Hai bisogno che ti ripeta che puoi dormire qui se ti va? Non hai bisogno di ritornare da lui se non è quello che vuoi.»
Accucciato sul bordo del letto, cerco di rivestirmi in fretta mentre sento lo sguardo di Leonardo addosso che nasconde una risatina dietro la mano.
«Girati dall'altra parte, ti spiace? Non riesco a rivestirmi, con te che mi fissi.»
Si mette a braccia conserte, il piede che batte nervosamente sul letto
«Non riesci a fare cosa? Allacciarti la scarpa? Cos'hai, cinque anni?»
«Leo, per favore, non essere ridicolo»
Non sono mai stato capace di dirgli di no da quando lo conosco, ed ecco il perché mi ritrovo qui ora.
«Okay, ti accontento, ma dovresti imparare a fare il doppio nodo per evitare di inciampare di nuovo su di me, sai una scarpa allacciata male o addirittura slacciata può provocare molti danni.»
«Ah ah, molto divertente.»
«Ringrazia il cielo che è il tuo compleanno Manuel altrimenti non avresti avuto nessun regalo da parte mia.»
Non riesco però in questo momento a non pensare a Simone che ho lasciato da solo a casa come un coglione dopo la sua sorpresa di stamattina, ad aspettarmi tutto il pomeriggio.
«Potevi non farmene allora se poi devi rinfacciarmelo, prendi Simone lui non mi ha mai rinfacciato un regalo, ma probabilmente tu non sai cosa significa amare qualcuno.»
«Ti ricordo che in questo momento sei tu che stai sprecando minuti preziosi di questa giornata con me, piuttosto che con lui, forse sei tu che sta facendo un regalo a me in realtà.»
Già, perché oggi compio 21 anni.
Non mi sento diverso. Di aspetto sono identico. L'unica cosa diversa è che il mio amore per Simone, quello è cresciuto. Sono passati undici anni da quando è iniziato il nostro "per sempre felici e contenti", ma si sa quel per sempre non esiste mai, e soprattutto quel felici non fa per me, per noi.
7 ore prima
«Buon Compleanno Amore»
Simone, era in ginocchio a terra, mentre mi stava porgendo un cofanetto con delle chiavi all'interno.
Il suo modo goffo di fare gesti romantici mi faceva sempre sorridere perché sapevo che da un momento all'altro poteva farsi male da solo per quanto era maldestro nel muoversi anche solo di un centimetro.
«Ma è quello che penso io?» esclamai stupidamente, gli occhi sbarrati.
«Pare proprio di sì.»
«Perché?»
«Perché voglio svegliarmi ogni mattina accanto a te, guardare la tv insieme abbracciati sul divano, cucinare roba che non mangeremmo nemmeno sotto tortura perché ci sarebbe il rischio di avvelenarci a vicenda finendo poi per ordinare l'ennesimo cibo spazzatura su justeat da consumare rigorosamente in qualsiasi posto tranne che in cucina, stare insieme svegli tutta la notte a preparare il prossimo esame universitario per cui ogni volta rischio di finire in terapia a causa dell'ansia che solo tu sai come placare. Voglio fare tutto con te, passare ogni secondo del tempo che questa vita mi metterà a disposizione accanto a te. E tu sei pronto?», dice Simone, senza la minima esitazione.
«Adesso?» avrei dovuto proprio stare zitto, ma questo genere di cose mi manda nel panico più totale e non riesco a pensare lucidamente.
«Forse non proprio in questo preciso istante, ma spero presto, spero lo vorrai tanto quanto lo voglio io.» e mentre pronunciava le ultime parole con un'indicibile tenerezza le sue labbra erano sulle mie.
Vorrei dirgli tantissime cose, ma non esistono parole in grado di esprimere la mia felicità. Quelle chiavi rappresentano la cosa più bella è importante del mondo, ma era qualcosa che io non potevo accettare perché sapevo che in quel modo avrei distrutto il nostro "per sempre".
Mi sporgo per dargli un bacio sulla guancia «Grazie di tutto amore ma possiamo riparlarne quando torno dall'università? Perché devo proprio scappare ora.» lui annuisce e mentre mi chiudo la porta alle spalle ho la consapevolezza che non ne avremmo parlato, non oggi almeno, o forse mai più.
Ore 02:05
Chiamata in arrivò -> Leonardo
«Pronto»
La voce di Leo rotta dalle lacrime inizia a dire frasi sconnesse e senza senso dall'altro capo del telefono l'unica cosa che riesco a capire tra tutte quelle parole è la richiesta esplicita che mi fa
«Manuel sono in ospedale, ti prego devi correre qui è importante anche per te.»
Quella notte ogni speranza di una vita insieme a Simone si era distrutta, non potevo buttargli addosso l'ennesimo problema che mi portavo dietro, non potevo fargli questo e farlo soffrire ancora, così non tornai mai più da lui, lasciandolo senza un biglietto, un messaggio, una spiegazione.
Poche ore prima sognavamo entrambi la nostra nuova quotidianità insieme nella nostra casa ed ora ero sul primo treno diretto a Milano mentre dal finestrino dicevo addio a Roma e a tutto ciò che mi stavo lasciando alle spalle.
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Maneggiami con cura
FanfictionTrama Si può amare una persona così tanto da sentirsi mancare il fiato? Tanto da cercarsi e perdersi all'infinito fino a farsi male? Manuel e Simone sono fatti l'uno per l'altro, da sempre. Sono le metà perfette di una cosa sola. Il loro amore sboc...
