Ero nel mio giaciglio, tra un pensiero e l'altro, mi ritrovai in una tetra foresta, un'aria umida mi irritava il naso e rendeva faticosa la normale respirazione, le foglie cadevano dopo le periodiche folate di vento ma non entrava neanche uno spiraglio di luce lunare.
Iniziai a camminare cercando riparo dalle intemperie e dalla buia notte, i miei passi spezzavano il silenzio notturno, piuttosto difficile da ottenere in una foresta.
Da lontano una fioca luce, verso cui mi sono diretto con grande fretta, e con grande enfasi.
Era una radura spoglia di edifici, il cielo e la terra sembravano abbracciarsi in quel luogo magico, la Luna e le stelle mi stavano aspettando, i tulipani gioivano alla mia vista,
era tutto vivace come un dipinto, ma poi udii un lamento, mi avvicinai alla fonte del rumore, lunghi capelli biondi platino scendevano tra le sue bianche e candide vesti, grandi occhi blu mare intenso da cui uscivano fiumi di lacrime e tristezza, che bagnavano la sua carnagione color crema.
"Perché piangi?" Gli chiesi.
Alzò lo sguardo, "Non posso tornare in Paradiso", Disse con voce tremante.
"Posso aiutare?", Chiesi inerme.
"Preghiamo insieme", Disse incrociando le mani, poi proseguì:
"O Misericordioso Dio Onnipotente, Onnipresente ed Onniscente, noi indegni invochiamo il tuo nome in cerca della nostra redenzione, chiediamo solo il tuo perdono, e la tua salvezza, fai di noi il tuo tramite col mondo,
e rendici partecipi della tua grandezza".
Io mi limitai a ripetere le parole di quello che sembrava essere un vero messaggero di Dio,
lui mi ringrazió, disse di aver trovato la pace,
sorrise, e si levó in volo verso il cielo infinito.
