CAPITOLO UNO

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POV : Leila
Sono le 6:10 e io, Leila Lion, voglio già farla finita. Mi alzo con poca spontaneità buttando tutti i cuscini sul pavimento, non curandomi di rialzarli. Guardandomi allo specchio, mi spavento, indosso un pigiama mai visto nel mio armadio e che non ricordo di aver indossato la sera precedente. I miei capelli sono simili alla paglia e chiunque avrebbe paragonato il mio viso a quello di un panda indonesiano.
Scendo frettolosamente le scale per andare in cucina, ricordandomi che la sveglia era già squillata dieci minuti fa, cadendo dagli ultimi cinque scalini. Una figura coperta da un giaccone enorme, nero con piume, si avvicina, aiutandomi.
Signora Lion:"Cuore mio, attenta! Non farti male, chi si può permettere di comprarsi una figlia nuova? Sono di fretta mio amor, oggi torno tardi, fai la brava."
Dice mentre mi manda un bacio, sventolando la mano in segno di saluto.
Mi siedo, iniziando a mangiare l'abbondante e sostanziosa colazione formata da: uova, bacon, succo d'arancia e toast. Decido di alzarmi dalla sedia dopo venti minuti, salendo le scale e scegliendo già nella mia testa cosa indossare. Spalanco il guardaroba e prendo gli indumenti. Indosso subito l'intimo pulito e un top nero smanicato seguito sotto da dei pantaloni del medesimo colore. Per coprire le mie spalle mi infilo una camicia bianca aperta che uso come felpa. Calzo le mie Nike bianche e prendo da sotto la mia scrivania lo zaino.

Corro giù dalle scale e, prima di uscire di casa, afferrò distrattamente le chiavi chiudendomi dietro la porta, scattando verso la fermata

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Corro giù dalle scale e, prima di uscire di casa, afferrò distrattamente le chiavi chiudendomi dietro la porta, scattando verso la fermata.

~ 40 minuti dopo
Scendo dal bus, attraverso la strada e mi fermò ad ammirare la mia scuola. Mi soffermo a scrutare i minimi dettagli: le vetrate enormi, che da fuori danno senso di libertà ma da dentro mostrano un mondo che possiamo solo sognare; le pareti al di fuori dell'edificio bianche che ispirano purezza ed eleganza; giardini enormi con campi moderni per tutti gli sport.

Sembra tutto un sogno, finché non vengo spinta da una ragazza

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Sembra tutto un sogno, finché non vengo spinta da una ragazza.
La riconosco subito, è Daphne. Si gira verso di me confusa e inizia ad urlare.
Daphne: " SFIGATA, GUARDA DOVE VAI!"
Leila: " Che vuoi?" la sorpasso ignorandola, non ho tempo per le sue paturnie.
Entro e mi dirigo nella mia classe aspettando il professore, quando sento squillare il mio telefono e quello di tutti i miei compagni attorno.
Leggo la notifica: ABBIAMO UNA NUOVA VITTIMA.

- HELL -Where stories live. Discover now