IL RIFLESSO DEL DOLORE

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Il dolore, ciò che una persona prova almeno una volta nella sua vita. Un tempo esso veniva descritto come delusione quindi ciò che una persona poteva fare in un momento di dolore era andarsene e non pensare più a quella persona. Poteva arrabbiarsi, disgustarsi, perdonare oppure nei peggiori dei casi uccidersi.

Matthias era un ragazzo allegro, non aveva mai provato delusione o dolore come si vuole definire, lui era spensierato come qualunque ragazzino della sua età.

Era solito giocare a pallone o a carte insieme ai suoi amici dopo scuola, lui era affezionato a molte persone tra cui la sua famiglia.

Sua sorella minore Benedite, aveva otto anni e loro insieme ridevano, scherzavano e come tutti i fratelli litigavano. Avevano i posti affianco nel tavolo della cucina per consumare i pasti, avevano una stanza in comune per raccontarsi le storia a notte fonda, si tenevano per mano quando andavano a fare i giri al parco o sopra l'altalena. Erano molto legati e si volevano bene tutti e due abbastanza da proteggersi a vicenda.

La madre di Matthias aveva sempre il sorriso stampato in faccia, era sempre pronta a farli ridere nei momenti bui. Li accompagnava sempre a scuola e si faceva sempre trovare all'uscita. Cucinava loro dei piatti da vera chef, erano la cosa più buona che Matthias mangiava durante il giorno. E la mattina lo sfiorare del suo bacio sulla fronte li faceva svegliare con un sorriso e la notte li faceva addormentare senza incubi.

Invece il padre era colui che ammirava di più, era il maschio alfa della famiglia, stava sempre a insegnargli nuove cose sulla vita, lo considerava un vero maestro. Dopo lavoro tornava sempre pronto con una carezza sui capelli di Benedite, un bacio stampo alla madre e un pacca sulla spalla di Matthias, come per ringraziarlo di essersi preso cura della famiglia in sua assenza. Si sedeva sul divano e raccontava la sua giornata e Matthias non sognava altro di avere una vita come la sua in futuro, una famiglia perfetta come la loro, lui non voleva altro che stare tutti insieme. Il padre era l'eroe che gli insegnava a rialzarsi dopo una caduta, era una cassaforte dove poteva riporre tutti i suoi più grandi segreti senza preoccuparsi che potessero uscire, era le radici di una quercia che lo tenevano ben saldo sul terreno, l'orizzonte che gli mostrava la vita.

Insieme erano una famiglia bellissima, erano ciò che tutti potessero invidiare.

Nella sua solita routine della settimana, Matthias stava aspettando la madre fuori dalla scuola. Stranamente non si fece viva, era sempre puntuale a prenderlo, quindi lui si preoccupo un po'.

Aspettò, aspettò e aspettò.

Dopodichè riconobbe la figura materna avvicinarsi, lui corse verso di lei con un sorriso sul volto. Ormai la traccia di preoccupazione non si fece più vedere.

Però appena vide la madre, non era come al solito, allegra e pronta ad abbracciarlo. Lo abbracciò però non era come sempre, un abbraccio che faceva sentire dentro di sé un vuoto riempito solo dall'amore, ma un abbraccio di conforto, lei cercava conforto.

Matthias la vide in volto e trovò ciò che non voleva mai vedere, la delusione una traccia di non perdono che non si sarebbe mai tolta. La vide fino in fondo ai suoi occhi marroni come la sabbia che ti avvolge al contatto del mare, quelli che mi hanno visto sempre pieni di amore e che ora sono colmi di delusione.

Tornarono a casa e Matthias vide sua sorella con la stessa espressione della madre, si stava chiedendo il motivo di tutto ciò quando la madre cominciò a parlare.

"Matthias oggi ci hanno fatto sapere che papà è andato in un posto molto in alto, non tornerà più, ma quando sarà il momento lo raggiungeremo noi, mi dispiace molto..."

Matthias si riempì della loro stessa delusione e preoccupazione. Ma in lui si fece sempre più grande il sentimento della paura e del dolore.

Adesso non aveva più le sue radici, quindi stava cadendo. Non aveva più l'orizzonte quindi non sapeva orientarsi. Non sapeva dove riporre i suoi segreti che forse si sarebbe sentiti. Non avrebbe più avuto un alfa, quindi sarebbe toccato a lui esserlo. Però lui non sapeva come si facesse a esserlo.

Pur di non vedere la sua immagine disorientata, pur di non aver guide dal suo eroe, volle far uscire dal suo corpo il dolore, volle far uscire lo specchio dell'allegria, gioia, risate e felicità, ciò che non era mai successa a nessuno prima d'ora.

Lo specchio del proprio dolore, del riflesso afflitto da ciò che non vogliamo.

Per questo Matthias pianse. Le lacrime solcarono il suo volto che lo coccolarono colme di dolore. Matthias fu il primo essere umano che piange, per il dolore di una perdita così importante.

Lui perse il suo sostegno, le sue radici.

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⏰ Last updated: Aug 03, 2022 ⏰

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