Mi chiamo Allie Parker, ho 16 anni e frequento un usuale liceo di Charlotte o perlomeno ora. Prima frequentavo il liceo più prestigioso del Nord Carolina, ma per motivi insoliti, un anno fa i miei genitori mi hanno iscritta alla Charlotte High School: tutt'ora indago sulla causa di questo trasferimento.
Erano le 07:47, correvo su e giù per casa, poi mia madre mi acciuffò. Avevo un ottimo rapporto con lei. Ah, mi ero completamente dimenticata di dire che se mai dovesse esserci una buona causa per cui dovessi parlarvi di mio padre è sicuramente riguardo il divorzio e storie simili.
"Cosa non capisci della frase siamo in ritardo?" sbuffò chiudendo a chiave casa, uscimmo dal portico e salimmo in auto.
"Fanculo, l'unico motivo per cui vado a scuola è vedere Avril e la professoressa Devis" risposi a tono. Avril era la mia migliore amica dalle elementari, mentre la professoressa Devis, la mia insegnante di letteratura: con lei c'è stato feeling sin da subito. Appena giungemmo a scuola scesi subito dalla macchina.
"Comportati bene e ricorda che certi termini li puoi usare solo con me!" ironizzò la donna slacciandosi la cintura di dosso, le feci un sorriso e sbattei la portiera. Mi diressi velocemente verso scuola mettendomi le cuffiette ed attaccai con un po' di trap americano: di prima mattina ci poteva stare.
Il cortile era vuoto e anche l'ingresso dell'Istituto; mi sentivo leggermente pedinata ma non avevo il coraggio di voltarmi, né di litigare con qualcuno: dopotutto avevo il volume al massimo. Poi sentì una mano calda posarsi in modo violento sulla mia spalla, mi scostai aggressivamente. Appena mi girai notai un uomo dalla carnagione olivastra, i lineamenti del viso terribilmente accentuati, le pupille erano incastrate in un lago verde e i capelli mori leggermente ricci e scompigliati: per un attimo pensai che appena sveglio si fosse diretto subito verso scuola. Mi venne da ridere. L'uomo mi strappò le cuffie dalle orecchie. Aveva perlomeno 27 anni.
"Ti sto parlando, ti sembra educato?" ringhiò arrotolando le cuffie tra le sue dita. Le mani terribilmente grandi. Il mio sguardo si inchiodò su quelle grosse dita che giocherellavano tra i fili. "sono qui". Rialzai immediatamente lo sguardo: per un attimo mi ero incantata. Arrossì dall'imbarazzo.
"Che vuoi?" domandai scorbuticamente. L'uomo inarcò un sopracciglio e mi squadrò dall'alto verso il basso: effettivamente era molto alto e gli arrivavo con la testa alla spalla.
"Ti stavo domandando se sai dove si trovi la classe 2, la sezione penso sia la 7" continuò. Sentì un nodo alla gola.
"E' infondo al corridoio, proprio qui" risposi con voce tremante: non era ciò che pensavo. Indicai con l'indice il piano superiore dove si intravedeva una piccola porta. "è la mia classe, come mai?".
L'uomo socchiuse gli occhi orgogliosamente, come se avesse il coltello dalla parte del manico: "Allora sono lieto di essere il tuo nuovo insegnante, ci vediamo in seconda ora". Mi superò sfiorandomi lievemente la spalla.
Impallidì: ci mancava solo questa! La mia giornata era definitivamente rovinata.
Dopo 10 minuti entrai in classe e mi levai le cuffie, salutai l'insegnante di fisica e mi sedetti affianco ad Avril.
"Alla buon ora" borbottò.
"Piccoli contrattempi; non hai idea di ciò che mi è appena successo. Sono fottutamente stupida!", conclusi l'ultima frase urlando. A quel punto l'insegnante di fisica, la professoressa Harlow si avvicinò goffamente a me.
"Sei appena entrata e crei già problemi, Parker?" domandò con la sua voce racchia. "cos'è quella roba che tiene fra le mani?" domandò. Abbassai lo sguardo e mi accorsi che mantenevo le cuffie tra le dita. Sospirai.
"Sono delle cuffiette".
"Beh alla mia ora non accetto dispostivi elettronici o quel che sono!" gridò, afferrò le cuffiette tra le mie mani e raggiunse goffamente la cattedra infilandole nel cassetto posteriore.
"Professoressa, le rimetto nello zaino!" ringhiai alzandomi di colpo.
"Le decisioni che prendo hanno senso, probabilmente è per colpa loro che in questo quadrimestre i tuoi voti sono così scadenti nelle mie materie. Prima non lo erano".
"Ho una buona media!" risposi confusa. Tutta la scuola pensava e ipotizzava che la professoressa Harlow avesse qualche ritardo mentale, probabilmente a 57 anni il suo cervello aveva già smesso di funzionare. Trascorsi il resto dell'ora a pensare e pensare, qualche volta scambiavo qualche parola con Avril.
Appena suonò la campanella, l'insegnante svolazzò via.
"Le mie cuffie, cazzo ora come faccio?" dissi ad Avril. "che insegnante del cazzo" conclusi incrociando le braccia.
"Allie stai bene? In questo periodo sei scorbutica con tutti" osservò Avril. In quel momento entrò in classe un uomo: un uomo familiare che avevo già visto da qualche parte, ma certo! Era l'insegnate del corridoio. Ci alzammo tutti a salutarlo, una trentina di occhi lo studiavano con curiosità, io lo squadravo con disprezzo. Forse anche lui.
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Daddy Issues
RomanceAllie è una studentessa virtuosa ma dal passato contorto per via dei traumi causati dalla forte assenza del padre, incontra un giovane insegnante senza scrupoli la cui carriera decide di mettere in gioco. Una storia d'amore soggettiva e dolorosa.
