Quando, dopo giorni, il rumore nella mia testa va scemando fino ad estinguersi, inizia a pizzicarmi il cuore, come se uno spillo vi si fosse conficcato dentro e, non abbastanza comodo, si stesse sistemando meglio. Lo sento che spinge sempre nello stesso punto, e le lacrime iniziano ad uscire una alla volta, con educazione, come se già sapessero la strada da seguire lungo la guancia. Questo silenzio è così bello e triste, che mi commuovo solo per il piacere di farlo. È una tristezza così onesta, sincera, piena, da rendermi felice nell'esatto momento in cui la prima lacrima ha ormai raggiunto il mento, per tuffarsi sulla sciarpa.
