Giorno di pioggia, suonano le gocce nelle pozze umide. Freddo, colori spenti, le case piangono dai tetti e l'erba ride bagnata. C'è un uomo nel parco, anche la sua giacca crea un'orchestra di gocce ma che si congelano appena vi entrano in contatto. Seduto sulla panchina più isolata guarda il cielo triste, grigio e nero come una lavagna scritta. I passi di una bambina risuonano nell'aria e gli schizzi delle pozze le bagnano il vestito rosso. Ridente come il sole gioca sotto la pioggia, resa cieca da quel divertimento. L'uomo cammina, con passi gelidi congela la terra. Gli occhi sono bulbi senza vita, guardano ma non vedono. L'aria si fa pesante ed il respiro diventa bianco come una nuvola. La bambina, ancora ridente, continua a giocare, questa volta sullo scivolo. L'uomo sente ma non percepisce e le emozioni si ingrigiscono prima di arrivargli. Il passo si sveltisce, diventa più freddo. Qualcosa che assomiglia alla rabbia riesce a farsi spazio nel nulla che lo compone e gli occhi che prima non vedevano, si accendono di uno strano colore. La bambina, i cui occhi sono celesti come il cielo di una bella giornata estiva, scioglie il ghiaccio che comincia a ricoprire anche lo scivolo. Lei emana calore, la felicità è l'unica emozione che la compone, troppo piccola e ingenua per averne altre. Qualcosa scatta, la goccia che fa traboccare il vaso, una furia gelida, impersonale, non umana assale la bambina che rimane congelata da tutto quell'odio. I pensieri si fermano, il cuore smette di battere e quell'anima gentile e carina si scioglie e si prosciuga come un gelato lasciato sotto il sole estivo. L'uomo, oramai non più considerabile uomo, si accorge di quello che ha fatto, ne trae malvagità, si fortifica, congela. Rimane fermo, anche il corpo della bambina si iberna e ne rimane solo un pezzo di carne e ossa senza vita. La osserva e mentre si congela fa lo stesso qualcosa dentro di lui. Quella che non si può definire rabbia si spegne e il vuoto riprende potere e riempie come farebbe qualcosa di concreto. Pensa già a quale sarà la prossima volta che i suoi occhi si accenderanno.
