Era una fredda domenica di dicembre ed Harry era sveglio da circa mezz'ora, a differenza del suo compagno, sdraiato al suo fianco, che ronfava piano. Louis era coperto dal piumone fino a metà torace, la pelle macchiata da quel tatuaggio che faceva impazzire il più piccolo, era ben visibile. Harry lo osservava e istintivamente iniziò a leccarsi le labbra e a mordicchiare quello inferiore, mentre un calore piacevole esplodeva nelle sue vene, facendolo agitare di tanto in tanto. Così, si posizionò su di un fianco, poggiando la testa sulla mano destra, invece con la sinistra, incominciò ad accarezzare quel tatuaggio con la punta delle dita, sfiorando a volte il collo magnificamente esposto, la mandibola e quelle clavicole che gli facevano immaginare le cose più assurde che avrebbe potuto farci. Il viso già rilassato di Louis, a quelle leggere carezza si distese maggiormente, e un piccolo sorriso si posizionò sulle sue labbra sottili. Harry parve sentirgli fare anche delle fusa, mentre il liscio si muoveva tra le coperte e si scopriva ancora di più, restando in quel momento con il petto completamente scoperto. Harry, rapito da quei movimenti, si avvicinò al suo ragazzo, posizionandosi sopra di lui, senza pesargli sul corpo, facendo leva sulle sue stesse braccia. Rimpiazzò le sue dita con le labbra, ora gonfie a causa delle torture subite dai suoi denti. Baciò il pomo d'Adamo, salendo verso la mandibola ricoperta da un leggerissimo strato di barba, tornando giù lateralmente per poter arrivare alla clavicola. I respiri di Louis diventarono più irregolari e qualche mugugno abbandonava le sue labbra. Sorrise, Harry, decidendo di lasciare un marchio violaceo proprio sotto il tatuaggio, al centro del petto, mentre con una mano si aggrappava ai fianchi del suo ragazzo, graffiandolo leggermente. Sentiva la sua eccitazione crescere prepotentemente, nonostante la notte scorsa fosse stata parecchio movimentata. Conitnuó quella dolce tortura arrivando ai capezzoli, che martoriò con denti e lingua dedicandoci qualche minuto. Si sentiva come un ragazzino alle prime armi, quando gli ormoni avevano il controllo sul suo corpo, sulle sue azioni. Il cuore gli scoppiava nel petto per quanto lo amasse, per quanto amasse ogni centimento di quel corpo tonico, ma Harry non era solo pazzo del fisico di Louis, assolutamente. Harry era pazzo dei suoi occhioni blu, dove amava immergersi e perdersi, esponendosi completamente e sentendosi vulnerabile, nudo. Amava i suoi sorrisi che baciava ogni qualvolta gli fosse possibile. Amava la sua dolcezza che riservava solo a poche persone, amava la sua voce. Dio, la sua voce lo mandava fuori di testa, soprattutto quando facevano l'amore, perché neanche in quei momenti stava zitto, dicendogli quanto lo amasse, quanto era stupendo, quanto era fortunato di poter essere il suo ragazzo, o magari quando era più rude, che gli impartiva ordini e usa parole più spinte e volgari. Ripensando a quelle volte, la sua erezione ormai già quasi del tutto formata, iniziava a dolere e istintivamente gli morse una porzione di pelle del fianco. Aveva il sonno pesante Louis, ma nonostante tutto, il suo corpo reagiva alle attenzioni di Harry, sempre. Il riccio non aspettò oltre, si sollevò, allargò le gambe del liscio, perfettamente nude sotto il piumone, e senza ulteriori indugi, inglobò il suo membro, mentre con le mani, teneva fermo i fianchi.
"Cristo" ringhiò Louis, svegliandosi all'improvviso e notando i movimente provenienti da sotto le coperte, peccato che non potè vedere il luccichio negli occhi verdi di Harry, ma non aspettò oltre, strattonando il piumone e rivelando il suo bellissimo, sensuale fidanzato che aveva gli occhi puntati su di lui. Le guance arrossate, incavate per quanto stesse succhiando, come se volesse risucchiargli l'anima facendogli un lavoretto di bocca. Infilò le mani tra i pochi ricci di Harry e li tirò, non per farlo smettere, ma perché continuasse, dettandogli un ritmo veloce e costante. Harry era meraviglioso anche con i capelli corti, ma in determinate occasioni a Louis mancavo i suoi lunghi ricci.
"Perché cazzo ti sei tagliato i capelli?!" sbuffò non potendo fare quello che avrebbe voluto.
"Sta' zitto!" gli rispose sorridendo, una volta liberata la sua bocca, che subito dopo posò su quella del liscio, coinvolgendolo in un bacio decisamente poco casto. Iniziò a muoversi lentamente, creando una piacevole frizione tra le loro erezioni. Louis provò a ribaltare le posizioni, ma Harry lo tenne ancorato al materasso, prese le sue mani e le portò sopra la testa, mantenendo i polsi con una delle sue.
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Sunday in December || Larry Stylinson
FanfictionDal testo: Era una fredda domenica di dicembre ed Harry era sveglio da circa mezz'ora, a differenza del suo compagno, sdraiato al suo fianco, che ronfava piano. Louis era coperto dal piumone fino a metà torace, la pelle macchiata da quel tatuaggio...
