Le giornate passate a guardare fuori dalla finestra sono le migliori, passo tutta la giornata a fissare la casa del vicino, la strada quasi vuota di periferia dove vivo è quasi sempre deserta solo ogni tanto si vedono dei passanti, qualche vecchietto che fa una passeggiata per scaricare dalle ossa il peso dell'età e i bambini che vivono in zona e che si riuniscono per giocare a nascondino, ad acchiapparella o uno di quei giochi che li fanno divertire tanto.
Nelle giornate di vento in cui non esce nessuno per la paura di prendere un raffreddore conto le foglie degli alberi che si staccano e cadono a terra, potrete pensare che sia noioso io, invece, non lo vedo così, per me i piccoli dettagli della vita sono molto importanti e non bisogna trascurarli per nessun motivo e poi quando non si hanno amici si inventano le cose più strane a cui si possa pensare.
Non ho mai mostrato interesse nell'avere amici mi trovo bene da solo e non ho bisogno di nessun altro a parte me per essere qualcuno, e poi non mi piacciono le persone, non sopporto il loro comportamento, credono sempre di sapere tutto quando non sanno niente ed è molto fastidioso, ti guardano dall'alto in basso e ti giudicano quando sono loro quelli deboli che riversano il loro malessere su di te facendoti sentire debole.
Ormai la fiducia nelle persone mi manca, ma non demordo credo che da qualche parte ci siano persone brave che non ti giudicano solo guardandosi è solo difficile trovarle, come i folletti, oh come mi piacciono i folletti, da piccolo mia madre mi raccontava sempre la storia di "Molly e i tre folletti".
<Sebastian, vieni a letto che ti leggo la storia dei folletti> mi chiamava così quando non volevo andare a letto, amavo quella storia e quando me la leggeva lei sentivo come se tutte le parole che dicesse erano vere, vive, magiche e potessero ballare nella mia camera <mamma mi leggi di nuovo quella storia? Non puoi cambiare?> anche se mi piaceva tanto ogni tanto mi stancavo di sentirla così spesso, come quando guardi un bel film più e più volte finché non arrivi ad odiarlo, lei con calma mi faceva sdraiare e sistemava con due colpi secchi della mano (erano sempre due) sistemava la mia coperta blu con le stelle bianche e poi diceva <se non ti leggo più questa storia e inizio a leggerne un'altra questa storia non si avvererà mai, non inizierò un altro libro finché non vedrò con i miei occhi un folletto> la verità era che lei amava quel libro molto più di me e voleva insegnarmi a non arrendermi e passare avanti solo perché non sono riuscito a fare qualcosa.
Mi mancano un po' quei tempi, almeno avevo mia madre vicina adesso vivo da solo ed è tutto più difficile, non solo per le faccende domestiche che ho dovuto imparare a fare da solo grazie all'aiuto di una ragazza su internet sono riuscito a capire come funziona una lavatrice e ho ancora problemi a comprendere l'uso della temperatura quindi la maggior parte delle volte lavo le robe a mano oppure prendo quelle che hanno un aspetto più decente e non puzzano di fumo o hanno macchie di qualche strana cosa sopra.
È quasi settembre e questo significa inizio della scuola, odio questa parte dell'anno ci sono un sacco di persone ognuna con i suoi sogni e le sue motivazioni sulla scelta dell'università ma a me sinceramente non interessa cosa gli ha portati nel mio stesso posto al mio stesso tempo, se dovessimo chiedercelo sempre non vivremmo, incontriamo centinaia se non migliaia di sconosciuti ogni giorno e non ci possiamo incuriosire per ognuno di loro e non ce n'è bisogno, la maggior parte di loro ha una vita monotona e sicuramente mi addormenterei ascoltandola.
Ho scelto un'università di disegno, ne ero appassionato da quando ero uno stupido e piccolo ragazzino, che ingenuo che ero, somigliavo alle persone che adesso tanto odio e ne ero fiero; gli altri ragazzi a scuola erano gelosi di me perché uscivo con "quelli grandi e popolari" che in verità erano un branco di smidollati uno peggio dell'altro.
Kim è più grande di me di due anni, adesso lavora in una piccola azienda con orari strazianti e una paga miserabile con cui a malapena riesce a pagare l'affitto di un monolocale in un quartiere poco affidabile e i viveri.
Axel aveva tre anni in più di me ed è stato trovato morto di overdose dopo un festino illegale, una di quelle feste piene di droga, alcol e sesso sui divanetti, quelle di cui si sente parlare ai telegiornali.
Infine abbiamo la ragazza del gruppo (che non può mai mancare) Jill ha la mia età e non ho la minima idea di dove sia e se sia ancora viva, era l'unica con la "testa a posto" in quel branco di smidollati o così sembrava, era sempre lì per dare una mano quando serviva e ci fermava quando cercavamo di fare troppo pericolose.
Quel gruppo mi ha rovinato totalmente l'adolescenza, pensavo fossimo amici invece un giorno andai da loro e gli raccontai della mia passione per il disegno, Jill era affascinata dal mio stile e sembrava non ne avesse abbastanza di vederne, ma quando Kim lo scoprì iniziò a prendermi in giro dicendo che era da femmine e a chiamarmi femminuccia, da quel giorno passai l'inferno, quell'infame bastardo lo disse a tutta la scuola, il bullismo era così persistente che dovessi cambiarla, ecco perché odio le persone.
Il primo giorno di scuola sta arrivando e non ho ancora comprato nulla -fa niente ci penserò quando serviranno- lo ripeto continuamente per autoconvincermi che riuscirò a studiare qualcosa e che non prenderò un'insufficienza al primo esame.
Ho lavorato duro per arrivare a quel punto, lavoravo part-time in un night club, lavoro da spezzarsi le ossa era così stancante che uno dello staff lo trovarono impiccato sul palco del dj era un totale strazio, roba da tortura psicologica.
Lavoravamo dalle 9 di sera alle 6 del mattino tra alcolizzati, drogati e gente che scopava sui divani, non avevamo né da bere né da mangiare e non potevamo usare il bagno se non quello del club che puzzava di vomito e alcol.
Per fortuna ho rinunciato a quel posto per uno migliore, almeno li mi davano da bere e potevo usare un bagno decente.
Scendo dal letto e mi avvio verso la cucina, la fame mi sta mangiando da dentro, apro il frigo e ci trovo solo una bottiglia di acqua e una mela mezza mangiucchiata e di uno strano colore – non la mangio quella cosa- mi dico mentre mi avvio verso la porta d'ingresso, prendo il giubbotto e i soldi e mi avvio verso il supermercato più vicino, la strada piena di persone è un nemico che affronto spesso, cammino a testa bassa, il marciapiede non ha niente di particolare ma sicuramente è meglio che guardare le persone in faccia mentre ti giudicano e ti fanno sentire debole.
Anche se non sopporto le persone questo non vuol dire che sia senza cuore al contrario, guardando a terra ho visto un mattone sopraelevato rispetto agli altri e ho fermato una bambina che stava per cadere in quel punto dal farsi male, tornato a casa dalla spesa ho mangiato e sono corso su per le scale, arrivando fino in camera dove ho preso la mia agenda e la matita e mi sono messo sul letto a disegnare, per me è un modo per esprimermi e non solo anche per segnare le piccole cose che accadono ogni giorno e che perdiamo.
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Sick love
RomanceA shy boy who hates people and a kind and an outgoing girl become friends, what will happend? will be happy together forever?
