casa

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sono qui seduta su questa sedia che cigola parlando con i mei genitori, io qui con i mei capelli sporchi lunghi quasi neri e dei vestiti che forse non possono neanche chiamarsi tali senza un reggiseno perché non posso permettermi neanche quello. Ascolto la conversazione di mio padre e mia madre
José: lei può aiutarci è l'unico modo per permettere anche agli altri nostri figli una vita dignitosa, ci vuole offrire tanti soldi potremmo mangiare soffrendo della perdita di nostra figlia.
Mia: se poi non viene trattata bene come ci hanno detto se poi succede qualcosa? non sapremmo mai niente. Ascolta josè non sono sicura di tutto questo però se Lei accetta possiamo fare un passo del genere.
Mentre ascolto mio padre e mia madre sento che il mio piccolo corpo brontolare , sul tavolo di legno vecchio c'è del pane e acqua per ammorbidirlo ne prendo un pò, pensando a ciò che hanno appena detto. Non capisco questa angoscia che vedo nei loro volti tristi e la confusione che si sta creando nei loro discorsi.
Mia mamma mi guarda pronta tremando stringendo le mani tormentandole tirando via dalle dita con la bocca le cuticole, è molto nervosa ha questo atteggiamento quando è davvero disperata. Diventa seria mi guarda con aria dispiaciuta sembra quasi voler piangere.
Mia: tesoro sai io e papà abbiamo avuto una proposta da un uomo molto conosciuto dell'italia di una grande azienda è venuto qui l'altro giorno con una macchina nera lucida grande, con se c'erano due uomini eleganti molto seri abbiamo subito notato che erano persone benestanti soprattutto quando l'uomo vedendo l'ora fece notare il suo orologio d'oro brillava alla luce del sole.
Mamma si fermò è guarda mio padre con una lacrima che scendeva sul volto, non riusciva neanche a guardarmi negli occhi.
José: figlia quest'uomo ha detto di averti vista mentre stendevi i panni, ha chiesto di poter fare una proposta in cambio di denaro...
Il problema è che non vuole acquistare un oggetto, vuole te.
Rimango ferma lascio cadere il pezzo di pane a terra non posso credere davvero a quello che mi sta proponendo mio padre! vuole vendermi a quell'uomo! Nenache faccio finire il discorso e esco di casa piangendo disperatamente, corro il più possibile con le mie ciabbatte grandi, rosse, e rovinate mentre percorro la via per scappare la terra sotto i miei piedi sembra ribellarsi come la mie emozioni molto confuse al momento. Credo che la porta sia rimasta ancora aperta e siano rimasti entrambi seduti vicino al tavolo parlando tra loro di questa faccenda ambigua, come fanno a pensare una cosa del genere? non ci penso nenache! ho paura non voglio, non sono mica un oggetto!
Mentre continuo a correre sulla strada principale che determina l'uscita dal mio paesino intravedo una macchina nera passare avanti ai mei occhi proprio come quella descritta attentamente da mia madre, si ferma un uomo vestito in nero elegante mi incita ad entrare, ricordo le parole di mia madre quando ero più piccola "non ti avvicinare agli estranei" ma questa volta decido di infrangere la regola. Mi viene aperta la portiera di dietro mi siedo in questa auto davvero lussuosa l'interno era tutto di pelle, i sedili erano davvero comodi. si sente questo profumo misto tra pelle e tabacco con una nota di muschio. Mi giro per parlare con il signore che mi osserva dalla testa hai piedi mi sento davvero umiliata per il tanto lusso che indossa, capelli brizzolati pettinati all'indietro, barba appena rasata e le sue mani pulite grandi con l'orologio al polso d'oro, era lui l'uomo che mi ha descritto mamma, lo guardo negli occhi grigi severi non sorridere e io faccio lo stesso lo sfido con lo sguardo e gli dico:
Io so chi sei, perché vuoi comprarmi ?
gli chiedo... per andare dritti al sodo! per questo ero entrata in macchina, volevo sentirmi dire il motivo per il quale era venuto fin qui, un piccolo paesino disperso povero... Non sembra volermi dare spiegazioni quando ho visto la macchina ferma subito avevo capito che era lui, in questo paese non ci sono macchine e lui era l'unico che era venuto in questi giorni devo per forza avere almeno una risposta altrimenti non avrebbe senso aver rischiato di entrare qui dentro. Lo guardo intensamente ripetendo la domanda con tono più calmo.
Io: mi chiamo Ada ma penso che già sai come mi chiamo visto che hai parlato con i miei genitori, vorrei sapere solo come mai siete venuto fin qui per comprare me...
lui: mi chiamo Alessandro sono venuto qui per offrire hai tuoi genitori una grande somma di denaro so che hai dei fratelli più piccoli e so anche che la vostra casa è il mangiare scarseggiano non avete una buona istruzione e credo che dovresti ascoltare a questo punto la mia proposta visto che ci siamo incontrati, e avere una vita economicamente più stabile anche tu, delle opportunità in più , sai Ada perché ti ho scelto ? perché hai quasi la stessa età di mio figlio e a lui serve molta compagnia, di questo ne parlerai con lui. In più vivresti con noi nella nostra villa e avresti dei vestiti e una camera tua, potrai studiare e per fare ciò devi ascoltare quello che dice mio e imparare tante cose nuove che ti serviranno. Non ti mancherà niente ma non ti possiamo assicurare che tutto quello che farai lo farai con la tua volontà potresti fare anche cose contro la tua volontà ma questo rimane tra me e te, posso assicurarti una vita migliore su questo si economicamente parlando non ti mancherà niente.
Mi guarda negli occhi sembra che vuole capire cosa penso e cosa voglio fare, e tutto troppo strano sto pensando alla mia famiglia e subdolo ma è così più che altri hai mei fratelli non posso pensare che la loro vita può migliorare se accetto so cosa significa non avere un letto ma solo un materasso su cui dormire l'inverso soffrire il freddo anche se sono piccoli li sento sono li a lamentarsi dei piedi freddi e le coperte che non ci sono, per non parlare d'estate, anche se i miei genitori lavorano con gli altri nel campo purtroppo questo è lo stile di vita di questo paesino mai nessuno si è interessato di noi sembra quasi che il mondo non sa della nostra esistenza.
Io: Accetto, accetto solo se mi assicuri che la mia famiglia andrà via di qui e che anche ai mei fratelli darai il possibile per avere un futuro e una casa accogliente e mai senza un alimentazione inadeguata per quando riguarda i mei genitori ti prego di dare loro un lavoro degno. E del denaro da lasciare a loro.
Mentre parlo la mia voce é spezzata e indecisa non so perché lo sto facendo ma almeno questo lo devo mi sentirei ingrata e davvero insolente a pensare solo per me non accettando, mentre parliamo arriviamo fuori casa se casa si può chiamare.
L'uomo che portava la macchina mi viene ad aprire lo sportello, non mi accorgo immediatamente del gesto, troppo immersa nei mei pensieri. Alla porta vedo i miei genitori che stanno entrambi piangendo , mio padre con una mano intorno al fianco di mamma che sta appoggiata alla sua spalla con il viso coperto girato sul petto di papà, vedendoli così capisco che anche per loro parlarmi di ciò non è stato facile .
Esco dalla macchina e vado verso i mei genitori il signor Alessandro mi segue dietro di me, sorrido falsamente a mamma.
Io:mamma accetto ho ascoltato la proposta di Alessandro accetto
siamo avanti alla porta di casa
Mia: figlia se non vuoi non ti preoccupare ce la faremo, come abbiamo fatto fin ora.
Io: mamma sai è arrivato il momento che anche io mi devo dare da fare per la nostra famiglia.
José: signor alessandro le chiedo almeno di sentire mia figlia ogni volta che lei lo ritiene e almeno di vederla anche se non è possibile sempre ma almeno 1 volta al mese queste sono le proposte che noi abbiamo pensato di chiederle anche se mi avete detto che voi la tratterete bene e avrà il massimo.

PadroneWhere stories live. Discover now