PANMANIA Part 1

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Luca sedeva su uno degli ultimi banchi della polverosa chiesa parrocchiale di Castelnuovo Val Tidone. Guardò sconsolato le immagini sacre dei quadri appesi alle pareti o quelle raffigurate sulle vetrate. Ogni traccia di speranza aveva ormai abbandonato la sua anima.

-Signor Manicone... che sorpresa vederla qui-

-Non si faccia strane idee Padre, non ho recuperato improvvisamente la fede... anzi non penso di averla mai avuta-

-Eppure è venuto nella casa di Dio...-

-Le baracche in lamiera in cui viviamo diventano dei forni crematori già alle otto del mattino in questa stagione... la chiesa è l'unico posto in cui si può trovare un po' di fresco-

Padre Bortolotti ebbe il buon gusto di non insistere sul discorso della fede. Luca Manicone era un ateo convinto e spesso aveva mostrato insofferenza per ogni genere di argomentazione religiosa. Purtroppo, gli eventi accaduti negli ultimi dieci anni sembravano dare ragione al giornalista di Milano. Tanto che lui stesso si era trovato in difficoltà a dare speranza ai suoi parrocchiani alla domenica, a quelli che non erano morti o che ancora venivano a messa.

-Sta ancora lavorando sulla sua teoria?-

Luca guardò la cartelletta color giallo sbiadito accanto a sé, vicino al suo portatile. Erano gli unici strumenti di lavoro che gli erano rimasti e non se ne separava quasi mai. Si afferrò tra il pollice e l'indice della mano sinistra la base del naso e chiuse gli occhi. Era stanco. Stanco come non lo era mai stato. Ma sapeva che doveva andare avanti. Sapeva che la sua teoria era giusta, doveva solo trovare le prove. Quella sarebbe stata la sfida più difficile della sua vita e nulla l'avrebbe fatto demordere. Lo doveva ai suoi figli, a sua moglie. Il dolore per la perdita era ancora forte. Non c'era notte che non li piangesse. Non c'era giorno che non pensasse a togliersi la vita. Tuttavia, ogni mattina si ricomponeva e cercava di andare avanti.

Come ogni sfollato prestava lavoro nei campi, faceva la sua parte, ma appena aveva del tempo libero, cercava di mettere insieme i tasselli di quel rompicapo che con tutta probabilità era la fine del mondo civilizzato, l'armageddon per rimanere in tema religioso.

-Ha scoperto qualcosa di nuovo?-

-No... ormai internet è caduta definitivamente da sei mesi... le comunicazioni fra le diverse nazioni o quello che ne resta sono ormai sporadiche... penso sia a causa del collasso del sistema energetico. Non so quante centrali elettriche funzionino ancora...-

-Vedrà che prima o poi le cose si aggiusteranno...-

-Padre per favore, non mi spacci le solite cazzate sulla speranza che propina ai suoi fedeli la domenica... come cazzo si fa a essere ottimisti in questa situazione! È la fine del mondo lo ha capito o no?-

-Certo che l'ho capito... noi cristiani ci prepariamo a questo momento da secoli. Non dico che sia facile da accettare, ma confidiamo in quello che verrà dopo-

- Sì, sì, lo so, l'armageddon e il regno dei cieli e bla, bla, bla... non andiamo oltre per favore-

-Come vuole... è stato lei a tirare in ballo la fine del mondo, cosa si aspettava che le rispondesse un prete?-

Luca alzò gli occhi al cielo, cercando di non imprecare. Nessuno come Padre Bortolotti gli faceva perdere la pazienza, anche se era l'unico che ascoltava ciò che aveva da dire.

-È riuscito a trovare... come l'aveva chiamato? Ah sì... l'evento scatenante?-

-No, o per meglio dire non penso ci sia un evento preciso-

-In che senso?-

-Nel senso che non sappiamo quando l'epidemia è cominciata, non c'è nessun paziente zero, tutto è esploso in maniera progressiva... io ipotizzo dal 2015, ma potrebbe essere anche precedente-

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