23.30

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Erano circa le 23:30 quando mi svegliai in una stradina di campagna, disteso sull'asfalto con la pelle striata dai graffi e i lividi, provai ad alzarmi dal suolo, la testa mi girava, tentai di capire la mia
posizione. Attorno a me c'erano vari campi agricoli, dei recinti con il bestiame e qualche casa, ma nessun essere umano.
Continuando a passo felpato lungo la strada, notavo che l'ambientazione
stava cambiando; l'erba dei campi diventava sempre più folta, gli alberi diventavano sempre più spogli, e gli animali sembravano trasformarsi in creature mostruose.
Volevo tornare indietro, ma quando mi voltai, vidi solo l'oscurità e un'auto capovolta in fiamme in procinto di esplodere.

Iniziai a correre tra quei campi di grano ormai diventati foreste e girando in tondo mi accorsi di ritrovarmi al punto di partenza.
Ma senza perdermi d'animo, ripresi a fuggire, questa volta non mi diressi più nei campi, ma tentai di seguire il percorso infinito, dettato dalle barriere stradali.
Ormai esausto della mia maratona contro il destino, vidi una luce.
Un angelo dalla tunica bianca, mi tese la
mano, mi arresi alla sorte, convinto che fosse giunta la mia ora, finché il tocco del suo palmo, mi fece ritornare alla realtà.
Iniziai ad aprire gli occhi, la mia vista offuscata si accorse che il fascio di luce, non era altro che una lampada a parete, e l'angelo dalla tunica bianca, in realtà aveva assunto l'immagine di un medico che aveva appena terminato un'operazione a cuore aperto sul corpo del sottoscritto.

Nei giorni seguenti i miei genitori per sdebitarsi, regalarono una bottiglia di vino al dottore che mi aveva salvato la vita, dopo quell' inspiegabile incidente stradale,avvenuto in quella
misteriosa strada di campagna, nelle ore 23.29.

23.30Where stories live. Discover now