- Il tifo è una questione strana, fidati di me. Che senso ha tifare Torino quando nella stessa città si trova la Juventus? Eppure in molti tifano il Toro. Le ipotesi, per me, a questo ounto si riducono a due: o questi tifosi vogliono distinguersi dalla massa oppure riescono a trovare nella grandezza del passato una sorta di palliativo per i dolori presenti, così quando gli juventini alzano la voce, possono sempre rispondere: "Voi non avete mai avuto una squadra come il Grande Torino- - Insomma, non è da pazzi tifare Torino?- - No, tutt'altro, in ogni caso è segno di nobiltà d'animo - - Vuol dire che gli juventini non hanno nobiltà? - - No; solo, forse, la manifestano con più fatica. Non tanto perché tifino Juventus, ma perché la vittoria continua finisce per nasconderla. Scommetto che molti juventini tifino Juventus perché vince; d'altronde poche volte hanno avuto la possibilità di metter alla prova la loro fede, mentre noi del Toro lo facciamo ogni giorno. - - E se mai cominciassimo a vincere?- - Sarebbe strano, forse, ma sarebbe bello- - Intendo, i tifosi come si dovrebbero comportare? Se la nostra nobiltà data dalla sofferenza, se questa mancasse come ci trasformeremmo?- - Potrebbero arrivare tifosi di poca fede, in effetti. Ma tifare Toro è diverso da tifare qualsiasi altra squadra; la nostra epoca di gloria l'abbiamo già avuta e mai tornerà con tali dimensioni. Se anche cominciassimo a vincere, non sarà nulla rispetto quanto fatto in passato. La nostra nobiltà d'animo ci viene non solo dal raffronto con le altre squadre, ma anche dal raffronto con la squadra che fummo- -È difficile però accettare che tifare Torino equivalga solo a sofferenza - - Non è solo sofferenza, è spinta verso l'alto. È vero, non potremo mai raggiungere i livelli del Grande Torino, ma nulla ci impedisce di sognare tale obbiettivo. È la molla che sempre ci spinge a migliorare e a dare sempre il massimo per la maglia. Questa non è sofferenza, è orgoglio. Noi siamo orgogliosi e quindi felici di tifare granata. I tifosi juventini paradossalmente non possono avere tale orgoglio perché sono abituati a raggiungere alti livelli, che non differiscono di molto tra loro. Saprebbero mai esprimere una preferenza tra il ciclo di Carcano, quello di Trapattoni o quello di Allegri? In tutte e tre i cicli hanno fatto cose fantastiche, ma non uniche. Raggiungere alti livelli è per loro quasi normale, non è un obbiettivo. E la maglia quindi, non credo sia sudata come quella granata e i tifosi non ne possono essere così orgogliosi- Lei quando ha cominciato a tifare Torino? – Quando mio padre mi portò al Memoriale di Superga. Comprendevo ancora poco, ma una cosa di sicuro: per mio padre quella visita era importante; così chiesi spiegazioni e da li cominciò tutto-
