Il pranzo da Virginia

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Erano le nove di mattina, sentii il mio telefono squillare, era Virginia,  mi ricordai dell'uscita di oggi, dovevamo incontrarci alle 10 davanti alla villetta.
Risposi al telefono
"Pronto" dissi con voce rauca
"Chiamami quando sei in macchina" disse lei per poi chiudere subito dopo, aveva anche lei una voce assonata, penso proprio che si sia svegliata in quel istante come me.
Guardai l'orario e vidi che erano le 9, sorpresa mi alzai di scatto e scesi dal mio letto caldo, mi salii un brivido lungo la schiena per il freddo di casa mia.
Aprii la porta e attraversai il salone per arrivare alla cucina, mi passai una mano nell'occhio che mi prudeva, per poi fare uno sbadiglio e grattarmi la nuca, "mh... dove sono?" Dissi a voce bassa, mi ricordai dell'esistenza di mia madre, mi girai ma lei non c'era, come i miei cereali d'altronde.
Presi la ciabatte e scesi al piano di sotto, nonché casa di mia nonna,
Aprii la porta, "buongiorno" dissi a voce alta in modo che qualsiasi cosa stessero facendo mi avrebbero sentito,
"Buongiorno" dissero in coro i due nonni.
Aprii il cassetto e presi i miei cereali rigidamente divisi in sacchetti da 100g. Presi la tazza e il latte, andai vicino il microonde, versai il liquido nella tazza lo misi dentro, impostai il timer a due minuti e trenta, così da averlo bello caldo per rilassarmi la gola.
Aspettai lì davanti sbadigliando, appena ebbe finito presi la tazza i miei cereali e andai a sedermi, appena versai i miei deliziosi cereali compare mia madre con dei cornetti, sicuramente presi dal bar, in mano.
Spostai immediatamente la tazza con i miei e cereali al interno, sapendo, che se avrei mangiato tutte e due i cibi, si sarebbero arrabbiate sia lei che mia nonna, loro pretendono che io abbia un fisico perfetto, pure io lo vorrei, ma non riesco, non so bene il perché.
Presi quel cornetto e lo mangiai.
Erano le 10, chiamai mia madre e le diedi un abbraccio,
"Mamma senti, secondo te riesco a farmi una doccia?"
"Si" rispose fredda
Andai a farmi la doccia, quando sono sotto di essa mi piace mettere l'acqua bollente, così calda da far diventare la pelle completamente rossa, mi insaponai per bene e mi risciacquai, uscii dalla doccia presi un asciugamano e il mio telefono per poi dirigermi nell'altro bagno, dove c'erano tutti i miei trucchi, misi le canzoni, mi vestii e truccai, ci stavo mettendo troppo tempo, così mia madre prese le mie scarpe che, mentre mi truccavo, mise e le allaccio perfettamente,
Entrai in macchina scordandomi completamente di chiamare Virginia, arrivai sotto casa sua e la chiamai, aveva ancora la voce rauca, infatti, appena la vidi, le mi disse che quando lo chiamata lei stava ancora dormendo, le diedi una pacca sulla spalla "sei una Troia" dissi io, ovviamente io e la mia migliore amica ci insultando a vicenda senza alcun scopo offensivo, ci divertiamo e basta.
Entrammo in quella grande villetta e cominciammo a parlare, di ragazzi, mi rattristai vedendo la sua faccia annoiata,
"Ahò sei annoiata?" Le dissi io prendendo il mio telefono mettendo la musica.
"Si! Facciamo scherzi telefonici?" Disse lei
Pensai ad uno scherzo perfetto, lei volle farlo ad Andrea, un ragazzo con una doppia faccia, che sa essere dolce, solo quando vuole 'persuadere' una ragazza, lo rifiutato più volte ma lui continua a provarci con me, non sapendo, che so tutte le cose che ha detto a Virginia, tutti i complimenti, tutte le fasi dolci, nonché uguali a quelle che dice a me.
Pensai ad Adriana, e il suo litigio con Andrea, lei ama tantissimo le canzoni neomelodiche,
"Chiamiamo Andrea con il privato, mettendo canzoni neomelodiche per far credere che sia stata Adriana" dissi io tutto in un fiato
Le fece un sorriso a 32 denti e prese il mio telefono,
la mia amica non avendo connessione la prese da me, andò su you tube e prese la canzone "bambola".
Io iniziai a gridare " bambolaaaa, col fisico perfetto bla bla bla bla blaaaaa"
Lei continuò "sciogli le copertineee, tu non vuoi studiàaaaa"
iniziammo a ridere a crepapelle, composi il numero
Feci una piccola risata, finalmente Andrea rispose e io senza che Virginia se ne accorgesse feci partire la canzone,
"Adrian-" disse lui prima che io premetti quel bottone rosso per chiudere la chiamata.
"Ma cosa chiudi mongoloide" disse Virginia, io iniziai a ridere e lei fece lo stesso.

I diario di una piccola 13Stories to obsess over. Discover now