Sbatté il portone più forte che poté, si guardò intorno e prese un grosso respiro cercando di non gridare al primo che si fosse azzardato ad incrociare il suo sguardo.
Luca era su tutte le furie: non poteva restare in silenzio dopo l'ennesima litigata con la moglie al tramonto. Mise le mani in tasca e si avviò verso Via Meda perdendosi nella folla.
Osservò le persone scambiarsi sorrisi e ridere di gusto; ragazzi che si rincorrevano tra loro e anziani che avevano sempre l'ultima parola su un palazzo in costruzione.
Mise una mano tra i capelli brizzolati per raccogliere qualche ciuffo ribelle, e sbuffò al pensiero che un'altra giornata fosse stata rovinata per l'ennesima discussione. L'argomento era sempre lo stesso: volere o meno un bambino,
nonostante amasse sua moglie come la prima volta che la vide; aveva capelli biondi cenere e camminava tra gli archi dell'università di Roma. Perse la testa per lei sin dal primo giorno e promise a se stesso che prima o poi sarebbe stata sua.
Però più il tempo passava, più il pensiero di poter diventare padre lo spaventava. Sapeva che dentro di sé non era totalmente pronto e non desiderava mettere al mondo una creatura, consapevole di essere una persona immatura. Sì, perché per Luca, un bimbo era una grossa responsabilità (in effetti era davvero così), non poteva prendere questa decisione alla leggera.
Da giorni cercava di convincere la moglie a dargli tempo, almeno per capire quando sarebbe stato pronto per quel passo, ma lei non la pensava allo stesso modo. Credeva che fosse solo una stupida paura e un peso...un peso per cosa? Si chiese Luca.
Come poteva pensare ciò? Era innamorato di lei e se fosse stato così pronto e coraggioso avrebbe fatto questa scelta insieme a lei.
Ma come?
Non si sentiva capace di tutto questo.
Si distrasse guardando l'insegna del pub di fronte a lui: La Belle Alliance.
"La bella alleanza..." tradusse ciò che vide. Non ci pensò due volte ed entrò dentro. Il locale era in stile medievale francese e poté notare la lunga lista di birre artigianali e whisky a volontà. Raggiunse il bancone e ordinò un whisky invecchiato con ghiaccio a parte. Nell'attesa del suo drink, osservò il mondo intorno a sé e cominciò a riflettere a quanto desiderasse una vita senza troppe scelte, nessun dubbio a cui badare.
Solo essere felice con la sua dolce metà.
Prese il suo bicchiere ringraziando il barista, ma prima di poter bere un sorso di quel liquido amaro, si sentì bloccato da qualcosa.
O da qualcuno.
I suoi occhi erano puntati su un tavolo in fondo alla sala, in completa solitudine. Una ragazza era poggiata al muro a bere la sua birra, persa nel suo mondo, così poté notare. E lui si sentì parte di quel piccolo mondo, entrato senza bussare alla porta.
Di lei notò i suoi capelli ricci, scompigliati in una coda fatta male, qualche ciocca qua e là sul suo viso olivastro, ma una cosa in particolare stregò il cuore di Luca: i suoi occhi color nocciola dalle sfumature verdi.
Quello sguardo gli perforò l'anima.
Non provava una tale emozione dal primo incontro con sua moglie e questa cosa lo spaventò molto. Come riuscisse ad impossessarsi di un uomo con uno solo sguardo.
Una strega, pensò nella sua mente.
Non controllava più i suoi passi e, col bicchiere in mano, si diresse verso di lei senza pensarci due volte. Appena arrivato davanti a lei, però, perse completamente la voce.
Ma che cazzo mi succede.
"Salve straniero" sorrise alla sua presenza.
Lui perse completamente i battiti. Era distrutto, non gli restava più nulla ormai.
"Per caso la spavento?" disse ridendo con la mano davanti alla bocca.
"La prego non nasconda il suo sorriso" gli uscì dal nulla.
E ora da dove usciva quel coraggio?
"Ora va meglio?" una risata che echeggiò nell'aria.
"Mi perdoni l'intrusione. Piacere, Luca."
"Elizabet! Piacere, mio uomo senza macchia e paura."
"Si nota così tanto la mia timidezza?" lasciò la presa sulla sua mano, anche se per quei pochi secondi desiderò riavere quel minuscolo contatto fisico.
Davanti a lei riuscì a dimenticare il motivo per cui era scappato di casa.
Voleva conoscere l'antidoto per dimenticare i propri problemi e lei ci riusciva.
Nella sua anima, Luca non aveva più difese, era schiavo di Elizabet.
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Un giorno in più
RomanceLuca è un uomo sposato da un po' d'anni con sua moglie, sin dai tempi dell'università si erano innamorati. Il cosiddetto colpo di fulmine, insomma. Un giorno, dopo una litigata furiosa, decide di scappare a prendere una boccata d'aria ed entra a cas...
