Lacrime. Penso non ci sia modo migliore per esprimere cosa proviamo veramente senza le parole. Nella mia vita ho pianto tante volte per tante cose diverse. Le bugie, il sentirsi usati, il sentirsi soli, senza nessuno che capisca o ascolti davvero quello che dici. Poche volte mi sono davvero sentita ascoltata, qualche settimana fa ho esternato i miei pensieri, le mie paure e le mie insicurezze come penso di non aver mai fatto prima. Parole bianche, candide oserei dire. A tratti dure e forse alcune senza senso. Come quelle dei bambini che dicono tutto ciò che gli passa per la testa, tremendamente sinceri, innocentemente brutali. Era quello che davvero provavo, quello che davvero sentivo in quel momento e che ho sempre sentito dentro di me. Come un immenso groviglio di parole e pensieri mai detti, per paura, per vergogna, impossibili da districare. Abbattere le barriere, o meglio, permettere a qualcuno di passarci attraverso. Non in modo invasivo ma come se ci si stessero quasi avvolgendo intorno. Il tuo è stato come un abbraccio, forse uno dei pochi abbracci veri. Ho pianto in quella tua stretta forte ma delicata. Strisce salate che solcano la pelle e si infrangono chissà dove. Sfere di cristallo che racchiudono tutto ciò che c'è dentro di noi. Mi fa ridere se penso che fino a un anno fa ero convinta non ti avrei parlato di nuovo. E invece sono rimasta sorpresa, cosa rara. Le persone deludono, feriscono, ti uccidono da dentro. Tu forse sei una delle poche persone che è così com'è, forse, lo spero tanto.
