La luce del sole comincia a intravedersi tra le persiane della camera, si mostra sempre più forte svegliandomi dolcemente, mi rigiro avvolgendomi ancora di più tra le morbide coperte bianche.
Questa mattina mi sento così leggera, senza pensieri, come se tutte le ansie e paranoie fossero state spodestate da grandi momenti felici e sereni.
Apro leggermente gli occhi, stiracchiandomi e facendo un grande sbadiglio, pronta a cominciare la giornata con un sorriso soddisfatto sul volto.
Questa camera è così bella, non ricordo neanche di averla vista o di come ci sono finita, ma il senso di pace è talmente grande che non do troppo peso a queste mie domande, semplicemente vivo.
Le pareti bianche, il pavimento coperto da una morbida moquette crema, un grande letto matrimoniale e piante esotiche vicino all'immensa finestra che da su Seul, mi fanno sentire a casa.
Devo essermi addormentata così profondamente ieri in viaggio da aver dimenticato come ho fatto a raggiungere l'hotel. O abbiamo...non ricordo neanche avessimo prenotato camere singole, ma sicuramente sarà stata qualche decisione dell'ultimo minuto di Hae.
Mi domando però se gli altri staranno ancora dormendo...in ogni caso non c'è nessuna fretta, anzi forse dovrei cominciare a disfare la valigia.
Mi giro intorno, guardo ovunque ma la valigia non c'è...
La ritrovo sotto il letto, aperta e soprattutto vuota.
Mi dirigo confusa verso l'armadio, apro le ante e un profumo da uomo riempie tutta la camera, comincio a far passare velocemente i vari vestiti appesi, ma non sono i miei.
Indietreggio piano, convinta di non essere la sola nella stanza, senza rendermi conto finisco per appoggiarmi a un comodino, rischiando di far cadere la foto incorniciata e le mille bottigliette d'acqua messe sopra.
La cornice attira la mia attenzione, la prendo in mano e passo le dita su i vari intagli in legno che la caratterizzano, mi concentro poi sulla foto in sè, si vede una famiglia, così graziosa che mi rendo conto di star sorridendo.
Mi soffermo a osservarli, è come se sapessi cos'è accaduto, sento di aver vissuto quel momento ed è una sensazione così strana che per un attimo mi distraggo dall'allarmismo di poco prima.
Il mio sguardo cade su un membro in particolare della famiglia, era così piccolo, un sorriso forzato e degli occhi infinitamente dolci e quando realizzo chi è la persona nella foto alzo lo sguardo sconvolta, finendo casualmente a vedere il mio riflesso nel piccolo specchio ovale appeso proprio sopra il comodino...mi avvicino lentamente, poggiando la foto al suo posto.
Comincio ad aprire e chiudere gli occhi incredula.. APRO E CHIUDO APRO E CHIUDO.
Faccio smorfie strane, alzo un braccio, piego la testa, mi tocco i capelli e le ciocche che sentono le mie mani sono corte e nere...il riflesso di fronte a me sta ripetendo esattamente ogni mia azione e mi ritrovo a lanciare un urlo.
ERO KIM TAE-HYUNG.
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TRAMONTO
Fanfiction"Mi capita spesso di pensare... Intendo dire: pensare a me con un altro nome, alla me nata in un altro mese, o in un'altra famiglia, o in un altro corpo...si la mia anima, ma in un'altra persona. Cosa potrebbe cambiare? Cosa succederebbe?..."
