Palla di pelo: Diario di un "poeta" in erba...gatta.

Palla di pelo: Diario di un "poeta" in erba...gatta.

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Una raccolta di poesie e un diario intimo, graffiante e ironico, che racconta i primi due mesi di scrittura di un uomo qualunque. Una manciata di poesie - o, come le chiamo io, "palle di pelo" - nate dall'istinto. Dopo aver ingerito il mondo, digerito il caos, e rigurgitato qualcosa da modellare. Piccole opere, imperfette ma sincere. Il tutto intervallato da un racconto personale, affettuoso a tratti, dissacrante quando serve. Questo libro è il racconto di una nascita creativa, tra pagine che mescolano prosa e versi, malinconia e leggerezza. È il viaggio di un pensatore silenzioso che inizia a parlare senza avere troppe pretese, con una voce sincera, sporca e umana. Un diario di chi ha attraversato il classico "periodo del cazzo" e ha trovato il suo modo per restare a galla. Di chi ha smesso di credere di dover solo sfogare, e ha iniziato a raccontare. Questo è un libro per chi scrive. Per chi legge. Per chi ascolta... Anche quando tutto tace.
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Per guardarsi dentro ci vuole coraggio, ci vuole una forza immensa, degna di nota. Innumerevoli poeti sostenevano che la scrittura fosse una forma di catarsi e di salvezza, che dovesse occuparsi dell'io più profondo e comprenderlo. Tanti scrittori partivano dal loro male e lo universalizzavano, per rendersi conto che la sofferenza fosse collettiva e che tutti fossimo accomunati da questo: dal dolore. Un semplice modo per non sentirsi soli, per rispecchiarsi in parole spesso distratte e confuse, per rimanere a contatto con la vita. Alda Merini diceva che la scrittura fosse solo per la categoria di anime sofferenti, tormentate e per nessun altro. Aveva ragione, perché a una sofferenza inesorabile prosegue una sorta di apoteosi: trasformare il dolore in una splendida crepa sul cuore e la scrittura, alla fine vera e propria magia, è la porta d'accesso per rendere arte quella piccola spaccatura. Qualsiasi tipo di riproduzione totale o parziale dell'opera è severamente vietata. Il plagio è un reato e come tale è perseguibile penalmente.

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