Gianolisandro73
C'è un uomo che decide che le parole possono ancora servire a qualcosa. Non sa bene a cosa, né per chi, ma comincia lo stesso. Manifesti sui muri, discorsi nelle piazze, frasi sempre più grandi per cercare di smuovere gente che ha altro da fare.
Naturalmente non succede quasi niente.
E allora lui insiste. Perché quando hai investito abbastanza in un'idea diventa difficile ammettere che forse non c'era nessuno dall'altra parte ad aspettarla. Così alza la voce, cambia tono, cambia bersaglio, finché arriva perfino a parlare ai lampioni, alle panchine, ai binari. Almeno loro non ridono.
È una storia sulla presunzione delle parole, sull'ostinazione di chi vuole lasciare un segno e sulla scoperta, piuttosto poco gloriosa, che a volte il primo destinatario dei nostri grandi discorsi siamo noi stessi.
Non c'è nessuna rivoluzione. Solo un uomo che, dopo aver parlato troppo, impara lentamente a stare zitto. E forse, alla fine, è già qualcosa.