4. Una cena importante

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Aprii la porta di casa cercando di fare il più silenzio possibile.

"Faith?" urlò Isaac. "Sei tornata?"

Mi maledissi mentalmente. Avevo cercato di non fare rumore invano.

"Si, sono io" urlai.

Chiusi la porta alle mie spalle e superai velocemente il salone. La casa era molto grande, aveva due piani e un giardino esterno con tanto di piscina. Appena entravi c'era il salone alla sinistra, la cucina alla destra e da lì si passava direttamente alla sala da pranzo.

"Sbaglio o ti sei cambiata?" chiese Isaac vedendomi.

Annuii. "Già, ho avuto bisogno di cambiarmi."

"È successo qualcosa?" chiese.

"Nulla di importante" risposi facendo spallucce.

"Faith.."

"Dai, Isaac, non è nulla" dissi. "Ho avuto educazione fisica e poi non ho avuto il tempo di cambiarmi, non volevo rimanere nello spogliatoio con quelle ragazze perché pensavo mi avrebbero fatto chissà cosa e invece non è successo nulla di importante."

Avevo dovuto per forza inventare una bugia, di nuovo. Se avessi detto ad Isaac che Luke mi aveva rovesciato il suo piatto di pasta in testa, sarebbe venuto a sapere che io gli avevo anche tirato uno schiaffo. E i miei genitori anche. Non volevo finire già nei guai, li avevo delusi quando non ero entrata alla North, non potevo continuare a farlo.

"Mamma e papà sono a casa?" gli chiesi.

"Si, saranno nello studio di papà" rispose.

Sollevai gli angoli della bocca per accennare un sorriso e salii le scale per andare in camera. Appena arrivata, mi chiusi dentro e decisi di cambiarmi. Presi il pantalone di una tuta e una felpa, tanto sarei dovuta stare a casa nel pomeriggio. Mi cambiai velocemente e sentii il telefono squillare. Doveva essermi arrivato un messaggio.

Numero sconosciuto: salvati il mio numero! -Maya

Ricordai che a fine scuola Maya mi aveva chiesto il numero e io glielo avevo dato, poi mi aveva avvertito dicendomi che mi avrebbe scritto, in modo che anche io avrei potuto avere il suo numero. Salvai il numero nella rubrica e poi andai a mettere i panni nella lavatrice dello stanzino al piano terra.

Attraversai il salone e superai il corridoio dove c'era lo studio dei miei genitori. Mio padre era un importante imprenditore e aveva molte aziende ereditate anche da suo padre, mia madre invece era un ottimo avvocato.

Entrai nello stanzino dove tenevamo la lavatrice e altre cose per pulire la casa. Misi i panni di Maya a lavare insieme ad altri e lasciai la stanza.

"Sei tornata" esclamò mia madre, incrociandomi per il corridoio.

"Si" dissi sorridendo.

"Ah, Faith" mi richiamò, quando stavo per tornare in camera.

"Che c'è?" chiesi.

"Questa sera verranno delle persone a cena per degli accordi di lavoro con tuo padre. Ricordi Noah? Il migliore amico di Isaac? Loro" spiegò.

"Ah, i James" ricordai.

"Esattamente, mi raccomando, comportati bene e non uscirtene con i tuoi interventi inutili, chiaro?" mi avvertì.

Annuii e me ne andai. Decisi di chiamare Maya.
Passammo del tempo a chiacchierare del più e del meno.

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