Chiusi la porta alle mie spalle. Sperai che in casa non ci fosse ancora nessuno, avevo voglia di un po' di pace e magari un bel bagno caldo mi avrebbe aiutato un po'.

Isaac era sul divano nero e in pelle, a guardare la televisione. Sembrava così concentrato sul film che stava guardando, che neanche si accorse che sua sorella era appena entrata in casa. Indossava ancora i pantaloni e la camicia della divisa della North, la cravatta doveva averla buttata accanto a lui e, avvicinandomi, notai le scarpe abbinate al completo buttate sul tappeto.

"Buh!" urlai, toccandogli le spalle di sorpresa e saltando verso di lui.

Lui fece un salto per lo spavento, ma trovando me roteò gli occhi, quasi scocciato.
"Dai, Faith, non fare la bambina! Hai quasi sedici anni, no? Comportati da adulta."

Alzai gli occhi al cielo e mi sedetti sul bordo del divano. "Mamma e papà?" chiesi, anche se sapevo già la risposta. Se Isaac era buttato sul divano, con le scarpe sul tappeto e i piedi sul tavolino, i miei non erano a casa.

"Non sono a casa" rispose, infatti.

"Okay" dissi. "Come mai già a casa?"

"Per il primo giorno non mangeremo lì" rispose, senza prestarmi un minimo di interesse. Non capii neanche ciò che stava guardando, ma non mi attirò particolarmente.

"Tutto bene alla South?" Pronunciò il nome della mia nuova scuola con forte disprezzo e si girò per guadarmi finalmente in faccia.

Annuii. "La scuola in sé per sé è carina, ha un bel cortile e delle belle aule. I laboratori sono straordinari e un'amica mi ha detto che la palestra è piena di attrezzi. Poi gli insegnanti sono bravi, sembrano tutti gentili. Non è affatto male. Certo, non è la North, ma da come ne parlava papà mi aspettavo molto di peggio."

"Intendevo con le persone" replicò, prendendo il telecomando per spegnere la televisione.

"Come mi aspettavo" ammisi, scivolando allora accanto a lui. "Alcuni mi hanno criticato e indicato abbastanza, ma una ragazza si è comportata in maniera molto gentile con me, è stata davvero carina. Però non mi importa molto, se a febbraio riuscirò ad entrare alla North, perché affezionarsi troppo?"

"La conosco? La ragazza, intendo." Stava facendo così tanto domande che gli sarebbe bastata una lente di ingrandimento e un giacchetto a quadri per sembrare Sherlock Holmes, ma non ci tenni a farglielo notare.

"No" mentii. Se gli avessi pronunciato il nome di Maya Marton avrebbe capito sicuramente che era la ragazza di Aiden, il migliore amico di Travis Walker, il capitano della squadra di basket della South. Potevo scommetterci tutto che lo sapeva, Isaac conosceva bene i ragazzi di New York. Era molto popolare, in effetti; con il nostro cognome lo era sempre stato ma io volevo veri amici, non la popolarità.

"Si è trasferita dal Colorado due settimane fa, New York le è completamente nuova e quindi non conosce ancora la nostra famiglia" aggiunsi, per cercare di essere più convincente. "Si chiama Sarah... Sarah Beaumont."

Annuì di nuovo, anche se non sembrava del tutto convinto di ciò che stavo davvero dicendo. Ma possibile che avesse delle microspie per controllarmi? Ad Isaac non era mai importato così tanto di me!

"Bene, io vado a farmi una doccia" dissi, alzandomi per evitare di continuare quella conversazione.

Raggiunsi le scale quando mi chiamò di nuovo. "Hai conosciuto per caso un certo Travis Walker? È il capitano della squadra."

"No" mentii di nuovo. "C'erano tanti ragazzi a prendermi in giro... magari era tra quelli, perché?"

"È un..." si fermò sapendo che i nostri genitori detestavano le parolacce e sicuramente voleva evitare, data la presenza di alcuni domestici ancora a casa. "Cattivo ragazzo, stagli lontano, okay? Sta' lontano da tutti quegli idioti e sarebbe ancora meglio. White, Orley, Walker, Walsh, territorio vietato okay?"

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