7 - Un'idea di Mister L

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Dopo il nostro incontro, Alice scomparve di nuovo.

Il sabato successivo bussai alla sua porta, ma non ebbi alcuna risposta. Le mandai numerosi messaggi; provai a chiamarla, ma il suo numero risultò sempre sconnesso. Iniziai a preoccuparmi, quando vidi il suo nome lampeggiare sul display del mio cellulare.

- Pronto?

- Ciao! Ho visto che mi hai cercato. Tutto OK?

- Dove sei finita? Sono venuto nella tua camera ma non c'era nessuno; almeno potevi rispondere a uno dei miei messaggi. Ero preoccupato. - Puntualizzai irritato.

- Hai ragione, ho spento il cellulare ieri sera e questa mattina, presa da mille cose, ho dimenticato di riaccenderlo. - Si giustificò.

- Possiamo vederci?

- Non sono in Accademia.

- E dove sei?

- Sono a casa dei miei. Oggi è il compleanno di mio padre.

- Ah! Va bene, ma ieri sera non mi hai detto nulla. - Ero davvero seccato, un giorno eravamo inseparabili, quello dopo scompariva senza avvertirmi.

- Non ho pensato potesse interessarti. Torno questa sera. Esci o posso passare da te?

- Per ora non ho impegni, ma ci sentiamo più tardi per conferma. - Non poteva usarmi o decidere di vedermi a suo piacimento.

- D'accordo. Buon pomeriggio. Daniel... grazie per ieri, è stato bello. Spero che possa ripetersi.

- Sai, basterebbe che accettassi di stare con me.

- Eh no! Non mi hai ancora convinto!

Non riuscii a tenerle il broncio a lungo, ma il nostro accordo iniziava a starmi stretto.

- A stasera.

- Ciao.

Tornai in camera e trovai Marco seduto alla scrivania.

- Daniel! Ti stavo pensando.

- Dimmi tutto! - Il suo entusiasmo mi contagiò.

- Vorrei un tuo parere su un brano sul quale sto lavorando.

- Certamente, come posso aiutarti? - Mi sentii lusingato dalla sua proposta.

- Vieni con me in sala prove, penso che non ci sia nessuno.

- Prendo la mia chitarra? - Gli proposi.

Notai la sua espressione meravigliata, ma non dissi nulla.

- Se ti va e non ti crea problemi...

- Certo che mi va! Forza!

La sala era vuota. In Accademia l'accesso alle sale e agli strumenti era libero a tutte le ore, bastava solo registrarsi in portineria.

Io e Marco passammo l'intero pomeriggio insieme. Il brano sul quale stava lavorando era un inedito e lui si rivelò essere anche un buon paroliere. Lavorare e confrontarmi con qualcuno della mia età che sapesse di musica quanto, o forse più di me, era una delle aspettative con le quali ero partito.

- Prova questo cambiamento e dimmi se va meglio.

- Grazie del suggerimento.

Lo vidi titubante.

- Ascolta! Ho una proposta da farti.

Attesi con curiosità.

- Ti andrebbe di formare una band in Accademia? Io, te, Nina alla batteria e, se, ti va potresti coinvolgere anche Alice. Vi ho visto affiatati.

Marco mi colse alla sprovvista. Una band? Nina? Alice? Mi aveva bombardato di notizie con una sola frase. Ci pensai un attimo. L'idea era allettante, suonare e cantare in una band era un sogno che non avevo mai confessato a nessuno, neanche a Sara.

- Non saprei... ma è possibile farlo?

- E' un'idea di Mister L, ne abbiamo parlato già l'anno scorso, ma non ho trovato nessuno abbastanza bravo da coinvolgere, e penso che tu lo sia.

Decisi di accettare. Pensai che la band mi avrebbe certamente aiutato nella ricerca della mia "identità musicale" e, del resto, avrei sempre potuto tirarmi indietro se le cose non avessero funzionato.

- Allora? Posso considerarti dei nostri?

- Affare fatto. - Gli porsi la mano, ma lui mi abbracciò.

- Benvenuto nella band.

- E come ci chiameremo?

- Questo è ancora tutto da decidere.

Dopo cena con Marco continuammo a parlare del nostro progetto. C'erano numerose cose da decidere e dovevamo farlo velocemente.

Tra una chiacchiera e un'altra, quasi mi dimenticai di Alice e del nostro appuntamento. La trovai seduta sul pavimento davanti alla porta della mia stanza.

- Ciao! E' da molto che aspetti? Ero con Marco.

- Sono arrivata dieci minuti fa. Ho visto che eri impegnato e ho preferito non disturbarti.

- Ma come? Potevi unirti a noi senza problemi, anzi, ho un invito per te.

- Cioè?

Non stavo più nella pelle e speravo di riuscire a coinvolgere anche lei. - Ti andrebbe di far parte della nostra band?

- Quale band?! - Mi chiese esterrefatta.

- Non posso ancora darti una risposta precisa, per ora siamo io, Marco e Nina. E' una vecchia idea di Mister L. - Le spiegai in breve.

- Ho capito. - Fu la sua risposta.

- E la tua risposta sarebbe?

- Cosa?!

- Si o no? - Insistetti.

- Non lo so!

- Hai cinque giorni di tempo per pensarci. Dobbiamo comunicare i dettagli a Mister L la prossima settimana. Vorremmo presentarci al concorso accademico come gruppo, - poi mi venne in mente una cosa - e capisco pienamente se hai già un progetto da solista.

- Noi del corso di pianoforte non partecipiamo a quel concorso.

- Ah, no? Perché?

- Ne abbiamo uno specifico ogni due anni e si terrà l'anno prossimo.

- Meglio così, se non hai altri impegni, sappi che sei la benvenuta. - Aggiunsi.

- Che nome vi darete?

- Non ne abbiamo idea.

- Che genere vorreste suonare?

- Idem.

- Siete pieni di certezze! - Ironizzò.

- Abbiamo qualche giorno per decidere.

- Vedremo... ti darò una risposta al più presto.

Mi salutò con un bacio. - Buonanotte Daniel.

- Notte.

Aspettai Marco per informarlo della mia chiacchierata con Alice. Quella notte non riuscii a chiudere occhio pensando all'avventura che stavo per intraprendere.

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