(canzone per il capitolo Crazy in love- di Beyoncé, buona lettura xx)

Lily sognò il piccolo e candido giardino fuori casa sua con ancora l'altalena di quando era piccola e giocava spensierata con suo fratello maggiore, con la mente sgombra da ogni pensiero, con la mente da bambini, piccoli ed innocenti.
Non voleva svegliarsi da quel sogno, perché sapeva benissimo dove si sarebbe catapultata una volta che i suoi occhi avessero visto il buio della stanza che odorava di un qualcosa di diverso dal solito.
Chiuso.
Aveva un forte odore di chiuso, ed era soffocante per lei.

-Non mi prenderai fratellone!-

Sapeva che stava immaginando la conversazione così su due piedi, ma le riuscì benissimo e per qualche secondo si pentì di non essere mai partita con suo fratello, qualora poteva.
In quel momento non poteva più.
Cercò di alzare le braccia dalla gioia, quando un rumore metallico la fece svegliare.
Era di nuovo lì.
Lily sospirò quando notò che non era più legata a nessun tipo di oggetto ma le aveva legato i polsi, più stretti del solito.
Si guardò intorno, cercando di capire che ore fossero, ma nulla.
Non c'era nessun tipo di segnale, o tantomeno uno spiraglio di luce.
Si odorò con fulgore la pelle ed un alone di sudore le penetrò nelle narici, facendola irrigidire.
Aveva pensato negli ultimi minuti di farsi la doccia, ma non vi era nessuna tenda e non si sarebbe mai lavata apertamente in pubblico.
O con il rischio che Harry potesse entrare da un momento all'altro.
Harry.
Il solo pensiero riuscì a gelarle il sangue mentre guardava ed esaminava con attenzione il boccale della doccia da dove doveva teoricamente uscire l'acqua.
Un rumore improvviso la fece sobbalzare, facendole cadere dalle mani l'unico strumento che poteva servirle per lavarsi, mentre Harry fece
il suo ingresso nella stanza.

-Secondo giorno, tesoro. Ben alzata-

Sistemò alcuni contenitori sul tavolo prima di avvicinarsi ed inserirle con uno scatto qualcosa sulla gamba, una siringa contente qualcosa di insolito che le fece perdere la sensibilità e l'equilibrio.
Cadde in avanti, proprio difronte a Harry, che la prese con un soffio e la adagiò ancora una volta sul materasso, iniziando a sistemare il suo piccolo piano da lavoro.

Lily soffriva sentendosi le gambe rompersi in mille pezzi, dove a poco a poco perdeva la sensibilità, ogni minuto di più.

-Cosa vuoi farmi?-
Era la sua voce, concretizzò.
La sua orrenda e stressante voce femminile spaventata mentre non riusciva a ripetersi altro che il nome di suo fratello, di inquadrare il viso del giovane Niall, cercando di pensare a qualcos'altro che non fosse tutto quello.

-Harry, cosa vuoi farmi?-

Lui le si rivolse in cagnesco prima di fulminare il suo sguardo con gli occhi, mentre le lacrime erano ormai parte di lei.
Parte della situazione, parte della sua vita.
Lui emise un urlo e si strofinò i capelli forse umidi di sudore, o di una fresca doccia mattutina, cosa che Lily poteva solamente sognare.
Sognava di starsene nella sua camera. Adagiata sul suo materasso imbottito di piume.

-NON CHIAMARMI HARRY!- sapeva benissimo che stava sbagliando tutto, e sebbene le sue gambe non la sorreggevano come prima, tentò qualunque cosa.

-Eppure è il tuo nome- sapeva che stava rischiando grosso, ma a questo punto, forse non le importava più.
Se Dio esisteva, allora la stava punendo, per qualcosa che nemmeno lei sapeva.

-Non era mia intenzione dirti il mio nome, è successo in un momento d-di debolezza- si strofinò le mani callose l'una contro l'altra, prima che Lily potesse vedere le enormi cicatrici sulle sue mani, sconosciute fino a qualche minuto fa.

-La sera mi sento una persona diversa, una persona che non voglio essere, perchè,- rise e si avventò su di lei, mentre le strappò di dosso il vestito, lasciandole il seno scoperto.
Iniziò ad imprimerci succhiotti lungo tutto il contorno, facendola urlare dal dolore quando affondava i suoi denti nella carne, in punti delicati e puri.

Cercò di liberarsi ma Harry era troppo forte, troppo spregevole per lei e mentre le fece cadere il vestito fino ai piedi, si sbottonò i pantaloni, facendola urlare di dolore quando decise di fotterla proprio lì, senza alcuna pietà, su un materasso maleodorante e sudicio, contenente chissà quali malattie.
Lily pianse e non poteva immaginarsi una fine più brutta per le esperienze umane che lasciavano un segno, per tutta la vita.

-Io sono questo.. Io sono questo!-

Si lasciò trapassare più e più volte, bloccata da quel corpo pesante sopra il suo, che voleva rompersi in mille pezzi, per non affrontare il giorno dopo o i giorni a seguire.
Mentre sentiva la sua libertà volare via, ricordò che si sarebbe promessa di odiare Harry, ora e per sempre.

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