Quell'assordante televisore ripeteva, ormai da più di due giorni, le stesse parole.

Ricordiamo che al termine del servizio ci sarà un quarto d'ora di appello per tutte le persone scomparse, nel giro di una settimana nel nostro piccolo stato del Kentucky. Vi auguriamo una buona serata.
Ora Lucas ci elencherà i ragazzi sotto i trent'anni scomparsi-

Odiavano tutti quel Lucas Barnaby, era ripugnante e viscido e di certo non era adatto a tenere un servizio così delicato.

-L'appello è ancora per la ragazza scomparsa tre giorni fa; Lily Anne Davis.
La famiglia crede che sia stata rapita.
Ricordiamo a chiunque l'abbia vista di telefonarci, grazie.
I genitori sono molto in pensiero, come lo siamo tutti. È una piccola cittadina e tutti forse conoscevano il volto di Lily.

Nella grande stanza rivestita di legno la ragazza davanti al televisore rimase con gli occhi chiusi, stanca di quelle parole. Non poteva muoversi e questo lo sapeva bene.
Aveva le manette più strette del solito ed il metallo aveva contribuito a logorarle i polsi fino a farle uscire sangue. Era in quella stanza da un bel po' e quando sentì quelle parole che ricordava e riconosceva benissimo ansimò tra le lacrime che le avevano ormai bagnato il maglioncino rosa.

Era lei Lily Anne Davis.
Era lei la ragazza che avevano rapito. Era lei che era chiusa lì dentro da ben tre giorni con quel televisore che trasmetteva solamente quelle parole. Era lei quella che non poteva scappare da quella stanza.
Quella che non poteva scappare dal suo destino.
Gemette di dolore quando vide la porta al lato della stanza cigolare ed aprirsi subito dopo, con un pesante grido del legno scheggiato.
Finalmente vide per pochi secondi uno spiraglio di luce, poi una sagoma entrare e un tonfo attonito che la fece sobbalzare.

-Posso andare via?-

Riusciva solamente a piangere, mentre non capiva il perché fosse davvero lì, ne tantomeno chi fosse quella sagoma davanti a lei.

-Lily, sai che giorno è oggi?-

Quella voce così profonda e roca le provocò brividi lungo tutta la schiena.
Cercò di non urlare, perché se c'era una cosa che aveva imparato dalle serie tv viste la sera su Fox Crime era proprio quella di mantenere la calma.
Dopo lunghi minuti di silenzio, la sagoma del ragazzo si inginocchiò vicino al viso di Lily e mentre le passò una mano tra quei bellissimi e sporchi capelli biondi, le baciò la guancia, lasciandole l'umido sul viso.
Le sorrise appena, prima che potesse notare i suoi occhi verdi nel buio della stanza.

-Ti prego, lasciami andare-

Mugolò tra il pianto, cercando di non respirare l'aria espirata da quel pazzo, proprio davanti a lei.

-Oggi è primo Febbraio; inizieremo le torture-

Ed un grido interiore nella mente di Lily la fece svenire, prima di tornare a vedere il buio che aveva paragonato all'inferno.

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