Di Perfetto C'era Lui

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Erano le nove meno dieci, e per arrivare in orario a scuola si incamminarono. Proseguirono in silenzio, come se tutte le risate e i sorrisi fatti si fossero congelati con le parole: "come te" . L'avevano colpita. Ma in quel modo bello. Quello che ti lascia un leggero scoppiettio di qualcosa dentro alla pancia. Andrea era assorto nei suoi pensieri. Pensava a come aveva detto una cosa bella, ma non lo aveva fatto per provarci o cosa. Era un complimento, sincero.
Arrivarono davanti alla scuola che la prima lezione non era ancora finita. Lui decise di rompere il ghiaccio << Allora, adesso che materia hai? >> Sara si scosse un attimo dal flusso di cose che le invadevano la testa. << Greco. Tu? >> Era felice che lei gli avesse risposto con il sorriso. Gli sembrava che le piacesse quando lui le parlava. << Arte. >> La campanella suonò e loro entrarono con lo sguardo del bidello puntato addosso e sembrò ad entrambi che lui stesse borbottando qualcosa come "questi mascalzoni d'oggi che non vanno a scuola per fare le loro porcherie. Senza essere sposati! " . Loro scoppiarono a ridere e raggiunsero il corridoio del piano terra. << Allora magari ci vediamo in giro. >> Esordì lui mentre arretrava e ad un certo punto si girò e prese le scale. Lei abbozzò un sorriso e farneticò un << Perfetto. >> Anche se di perfetto non c'era niente. A parte lui. Era bello, bello sul serio. E sapeva fare una conversazione senza grugniti. Ma Sara dubitava che fosse realmente interessata a lei. Probabilmente aveva voglia di compagnia mentre beveva il suo caffè. Con qualsiasi altro ragazzo avrebbe pensato che ci stava provando, ma con lui era diverso. Lui era diverso. E mentre Andrea saliva le scale lei lo guardava. E lui la pensava. Pensava al suo sorriso. Non era sempre così misterioso. Non lo era mai. Era solo che aveva perso la capacità di parlare, e poi sorrideva.
Sara arrivò in classe subito dopo che il professore uscì dall'aula. Si sedette al suo posto in ultima fila vicino ad Alice. << Hai tagliato la verifica di matematica? >> La voce dell'amica era incredula. << No, il bidello non mi ha fatto entrare. Ho aspettato. >> La professoressa di greco entrò in classe ed Alice abbassò al voce per non farsi sentire. << Ho guardato fuori dalla finestra. Non c'eri venti minuti fa. >> L'insegnante lanciò un occhiataccia a tutte e due, che però ignorarono. << Sono andata a prendere un caffè con un ragazzo che si stava congelando. Niente di che. >> Ed invece era tutto di che. << Cosa? E non mi hai detto niente? >> Ally urlò l'ultima frase e tutta la classe si girò verso di loro. Sara parlò a denti stretti. << Stai zitta. >> E mentre la lezione di greco iniziava per Sara, Andrea non era ancora entrato in classe. Girava per i corridoi in cerca della quinta alfa. Ad un certo punto non avendo ancora trovato quello che cercava si rivolse ad una bidella. << Mi scusi. Mi sa dire dove si trova la quinta alfa. Devo chiedere... Le chiavi. A mia sorella. >> La bidella sembrava dubbiosa ma gli disse lo stesso che la classe si trovava al secondo piano. A quel punto si diresse in classe mentre lo stesso sorriso di Sara appariva sulle sue labbra.

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