Canzone per il capitolo : One way or another – One Direction

LIAM POV

Ritornare all’università dopo settimane di assenza è come uscire alla luce del sole dopo un periodo di buio totale. Mi trascino nel corridoio come fossi un rottame. Sento gli occhi di tutti addosso e mi domando il perché. Poi la risposta arriva ovvia: sono l’amico del ragazzo morto. Vorrei poter gridare a tutti a pieni polmoni di farsi gli affari loro; odio questo genere di popolarità. Odo brusii alle mie spalle, vedo dita che mi vengono puntate contro, occhi che seguono ogni mio movimento. Appena mi volto, tutti riabbassano lo sguardo fingendo che non esista.

Mi dirigo in classe, alzando gli occhi al cielo quando ritorna alla memoria l’odio che provo nei confronti di quella scorbutica. Senza rivolgerle lo sguardo, cammino deciso verso i banchi nella parte posteriore dell’aula.

“Liam” mi sento chiamare, ma non mi volto. “Liam” insiste. Mi sento tirare un braccio e non volente sono costretto a guardarla in viso. “Ciao” mi rivolge uno dei suoi sorrisi migliori.

“Ciao”

“Come stai?” faccio per voltarmi, ma vengo bloccato ulteriormente. “Scusa” sposta gli occhi sulle nostre mani unite, sentendosi in difficoltà. Si morde un labbro quando le punto insistente gli occhi addosso senza parlare.

“Potrei stare meglio” sbotto.

“Ho sentito di .. aspetta, come si chiama?” punta due dita alla tempia. “Niall” ritrova immediatamente la memoria. “Mi dispiace molto” piega le labbra a formare un piccolo sorriso. “Mi era simpatico” alza le spalle, ricordando probabilmente qualcosa di piacevole. “Ci ho parlato solo un paio di volte. Mi piaceva la sua risata. E’ stato l’unico, prima di te” si dondola sui piedi, portando le mani dietro la schiena dritta.

“Già” mi sento vuoto.

“Già” soffia l’aria guardandosi attorno. “Vabbè, ciao” alza una mano davanti a me e si volta, allontanandosi velocemente.

“Aspetta” la fermo. “Scusa”  mi sorride.

“No scusa tu. Non volevo essere invadente” abbassa lo sguardo, sinceramente dispiaciuta. Mi isolo momentaneamente dal resto degli studenti, abbandonandomi a pensieri poco casti sul suo fisico. E’ praticamente impossibile non accorgersi di quanto in fondo sia bella, nonostante il brutto carattere.

“Sei inglese?”

“No, ho origini australiane”

“Ecco il trucchetto” mi lascio scappare una risatina e anche lei sembra rilassarsi. “Le ragazze inglesi non sono così belle” giustifico la mia affermazione e muovo il capo in avanti mentre lei continua ad avvicinarsi lentamente.

“Ti ringrazio Liam” quando è troppo vicina, le guardo attentamente gli occhi. Il marrone chiaro vi nasconde una lucentezza all’interno che li fa brillare. Sono così particolari da non riuscire a credere che esista un colorito simile nemmeno in natura. Sono un mix perfetto che provvede a rendere giustizia alla sua indiscussa bellezza fuori dal comune.

“Mi sono presa la briga di scriverti tutti gli appunti delle lezioni. Non conoscevo il motivo per cui continuavi ad assentarti fin quando qualcuno non ha parlato dell’incidente”

“L’hai fatto sul serio?” sinceramente non me lo aspettavo. Almeno non da lei.

“Bhe” scrolla le spalle, “mi dispiaceva che rimanessi indietro, tutto qui”

“Ti dispiaceva” le faccio l’eco, storcendo il volto per abbozzare un sorriso. “Non sei esattamente un tipo che pensa agli altri”

“Si, do questa impressione” ride. “Sembri un tipo socievole. Mi dispiace un casino averti risposto male. A volte non mi rendo conto che in fondo non siete tutti uguali” passa gli occhi su tutto il corpo, studiandone per bene ogni centimetro. “Comunque io mi chiamo Indiana” mi tende la mano.

Love Actually (#Wattys2015) // N.H.Leggi questa storia gratuitamente!