FOUR

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-LOUIS-

Non capisco il motivo del gesto ma non mi è dispiaciuto, presi un respiro e continuai, non ci credevo neppure io che stavo raccontando la storia della mia vita a un completo sconosciuto.

"ehm allora... Ma dato che il suo solo stipendio non basta per tutti le ho promesso che sarei andato a lavorare, non le ho mai detto il lavoro che faccio perché so che ha già passato molto tempo in depressione e quindi non voglio dirle nulla. Beh io lavoro per questo signore abbastanza stronzo ma anche ricco che mi fa venire nelle case a rubare e poi mi da un bel po' di soldi, per cavarmi la vita, quella di mia madre e delle mie sorelle"

"Cavolo mi dispiace, vorrei aiutarti perché comunque so che infondo sei un bravo ragazzo." cioè io vado a rubare a casa del suo amico e prova compassione per me. Ma nonostante le domande che avevo in testa, una volta finito di raccontare la mia fantastica storia gli chiedo "ora posso andarmene?"

Vidi lui tremare leggermente spaventato "s-si certo, però esco io prima dalla dispensa perché avevo visto delle luci accese e ehm... non vorrei che ci fosse qualcuno"
"beh non credo che a quest'ora ci sia qualcuno sveglio" e scoppiammo entrambi a ridere nervosamente.

-HARRY-

Per quanto poco si vedeva in quella dispensa sono comunque sono riuscito a vedere quanto è bello con quelle rughette vicino agli occhi quando ride. È davvero un bel ragazzo e mi dispiace troppo per lui, voglio davvero aiutarlo ma non so ancora come, ma sono sicuro che un modo lo troverò.

Esco dalla dispensa in punta di piedi fino a quando non becco un punto della parquet che scricchiola e sento una voce dalla cucina...Anzi due...Oh cavolo....Mi sporgo leggermente dalla porta e vedo due persone incollate l'una all'altra...Non due persone a caso...Oh cristo quei due erano Liam e Zayn.

La prima idea che mi è venuta in mente era di tornare indietro nella dispensa e stare lì fino a che non se ne sarebbero andati via loro. Torno nella dispensa e "Ci sono due miei amici qua fuori e quindi d-dovrei stare qua fino a che non vanno via...a-avremo tempo per c-conoscerci magari, se ti va"

"um... Perché no, oramai ti ho raccontato la mia vita, quindi dimmi un po' di te" a quel punto li sono diventato un pomodoro circa ma cercai di mettere da parte la timidezza e iniziai a cercare di fare un discorso con senso logico.

"ehm, beh... Io mi chiamo Harry Styles, ho 16 anni e lavoro in una panetteria d'estate quando non devo andare a scuola.
Il mio patrigno è morto quando avevo circa 12 anni e da lì ho sempre vissuto con mia mamma Anne e mia sorella Gemma" ho notato che quando ho nominato la morte del mio patrigno i suoi occhi diventarono leggermente lucidi ma non ci ho badato troppo. "bhe i miei migliori amici sono quelli la fuori e si chiamano Niall, Liam e Zayn. Sono tutti di 1 anno in più perciò a scuola sto con degli altri miei amici: Ashton, Calum, Michael e Luke. Beh credo di averti parlato abbastanza di me... Cioè...Se a te va bene..."dico con un tono confuso e leggermente intimorito. Lui ridacchió leggermente

-LOUIS-

"certo certo, tranquillo. Beh, posso farti una domanda" dico grattandomi la nuca.
"dimmi pure"
sei gay? era l'unica cosa che mi ronzava in testa, meno male che l'ho solo pensata, o almeno credevo finché non alzai leggermente lo sguardo e lo vidi tutto rosso in viso per poi rendermi conto del grande, grandissimo, enorme errore che avevo fatto.

"oddio cioè scusa... Io intend-.... Cioè volevo di-... Non fa niente lascia stare" cosa mi stava succedendo "no eh tranquillo ho già fatto coming out con tutti i miei amici e parenti e l'hanno preso bene quindi si...Cioè...Sono gay...Anche se preferisco omosessuale ma non fa niente" "oh, scusa non volevo entrare nel personale...Quindi c'è qualche fortunato o..." "per ora no" cazzo da quel per ora no presi un respiro enorme di sollievo e non sapevo neanche io perché.

"ma tu quindi sei etero?" dice iniziando a guardarsi i piedi arrossendo segno che non era per lui un argomento troppo piacevole "ehm, già" e vidi lui... diciamo come... rattristirsi? vabbè lasciamo stare.

Parlammo per non so quanto tempo di cose a caso ma non mi stufavo perché non so, con lui sembrava tutto molto meno noioso. Ad un certo punto guardo l'orologio che ho al polso e noto che era già passata più di un'ora da quando avevamo iniziato a parlare.
Ero molto stanco e cercai un modo per finire il discorso e tornare a letto

"bhe, credo si sia fatta una certa ora..." dico indicando l'orologio sul mio polso "eh, già... Esco, controllo che non ci sia nessuno e ti lascio andare via" disse a modo soldatino. Mi morsi il labbro per non scoppiargli a ridere in faccia perché comunque era molto carino e mi stava aiutando.

Uscì dalla dispensa (si loro si stavano divertendo in una dispensa hahah) e controlló che non ci fosse nessuno e mi diede il via libera.

Una volta uscito dalla dispensa mi diressi verso la porta per aprirla e mi girai per dargli un abbraccio di ringraziamento che duró giusto qualche istante e Madonna santissima quando profuma a quel ragazzo. Mi rigirai e uscii dalla porta per poi chiuderla alle mie spalle pensando di dimenticarmi di tutto ciò...

the thief of heartsDove le storie prendono vita. Scoprilo ora