How many nights do you lie dreaming?
I'm counting the days since you went away
When I lost my heart, life lost all meaning
What I would give to see you again

Ho Cara seduta al mio fianco, sul pavimento liscio e freddo del corridoio fuori casa. Il cielo è buio, non abbiamo ancora cenato, ma non so perché ho il presentimento che mangiare non sia più una cosa importante, ora come ora.
La mia coinquilina sospira, ha la fronte aggrottata e non mi va di chiederle a cosa stia pensando, forse perché lo so già.
Apro il pacchetto da venti sigarette e gliene offro una. Lei guarda le sette Lucky Strike in disordine e poi ne sfila una, portandosela stancamente alle labbra. Con il mio accendino nero ci accendiamo le sigarette e restiamo così, con la schiena poggiata al muro del nostro appartamento e il freddo a pungerci il viso e le mani scoperte.
Non ho mai parlato per davvero con Cara. Non so cosa le piaccia fare, quali siano i suoi interessi più grandi. So soltanto che quando è rientrata a casa e ha saputo di Amanda, è rimasta in silenzio a fissarla, per poi scoppiare a piangere, anche lei.
Dev'essere uno shock enorme, altrimenti adesso non sarebbe qui con me. L'ho dovuta portare fuori per prendere una boccata d'aria prima che collassasse o spaccasse qualcosa. Dentro, con Amanda, ci sono Ruth e Deb, la prima che probabilmente sta in silenzio, la seconda che tenta di far risalire l'umore di Amanda, magari facendole domande non troppo mirate.
"Come cazzo le è saltato in mente" borbotta Cara, e la guardo con la coda dell'occhio.
"Non credo l'abbia scelto" rispondo con la sigaretta tra le labbra. Come Harry.
"Immagino che abbia scelto di scopare con il padre del bambino"
Sta già parlando di bambino e io non ho nemmeno idea di cosa stia succedendo adesso nel grembo di Amanda. Mi viene voglia di vomitare.
Mi immagino Amanda mamma e mi sale l'ansia, per cui non ho problemi ad immedesimarmi in Cara e nell'angoscia che prova nei confronti della sua migliore amica.
"Ti ha detto chi è lui?" mi chiede.
"No"
Si fissa la sigaretta tra le dita, non ha cambiato espressione.
"Si chiama Will e lo odio" puntualizza. "È un farabutto di trent'anni con moglie e figli a carico che va in giro a rimorchiare commesse ventenni per il puro gusto di sentirsi ancora giovane"
Non avevo la più pallida idea di cosa ci fosse dietro Amanda. Non immaginavo minimamente che potesse essere l'amante di un uomo, la possibile rottura di un matrimonio. E adesso è addirittura incinta.
Cara ha la voce carica di odio e rabbia, ha iniziato a giocare con la gomma delle sue scarpe, i capelli sono corti ma riesce comunque a legarli in una piccola coda. Non posso biasimarla, non posso proprio.
"Le avevo detto di starci alla larga, che non mi piaceva, che era meglio se non si faceva infinocchiare da uno così... ma come al solito fa di testa sua e non mi ascolta mai, perché pensa sempre di avere tutto sotto controllo"
Adesso ha iniziato a piagnucolare e tira su col naso. Io deglutisco perché mi sento a disagio, vorrei dire qualcosa ma non so cosa.
Andrà tutto bene? Certo che no. È una cazzata ed è inutile che sprechi fiato per dirla. Ma forse è quello di cui Cara ha bisogno. Forse vuole sentirselo dire così, per far finta di crederci.
"Amanda starà bene, vedrai"
Non mi risponde, quasi mi fa dubitare di averlo detto. Stringe le labbra, poi continua a fumare in silenzio.
"Che cosa ne sarà di noi, adesso" parla piano, come se fosse lei quella incinta. Mi accorgo che si sta automaticamente includendo in ciò che Amanda dovrà affrontare, qualsiasi decisione prenda. Mi accorgo che le vuole così bene da non lasciarla sola.
La porta si apre piano con uno scricchiolio, ed è Ruth a fare capolino.
"Se volete cenare..." lascia la frase in sospeso, invitandoci tacitamente a rientrare.
Mi affretto a terminare la sigaretta mentre Cara getta la sua di sotto, e poi entriamo. In casa fa più caldo, ma l'atmosfera non è per nulla accogliente.
Gli occhi di Amanda sono bassi ma gonfi e si è tirata via le pellicine attorno alle unghie smaltate di rosso acceso. In questo silenzio è possibile sentire qualsiasi cosa, perfino quando deglutiamo.
"Pensavo a del riso" suggerisce Dana, con un grembiule da cucina attorno alla vita.
"Per me va bene" dico subito. Annuisce anche Ruth e Cara guarda Amanda aspettando che dica o faccia qualcosa, ma non si muove, come se non fosse qui, o noi non fossimo con lei. Cara poi solleva lo sguardo su Deb ed annuisce in risposta per entrambe. Prende una sedia, la trascina pesantemente accanto ad Amanda e le si siede accanto. Amanda la guarda, Cara intreccia le loro mani in un gesto quasi materno. Le stringe, e non dice altro.

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