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Canzone per il capitolo:  Loved you first – One Direction

                                         I Wouldn’t mind – He is we

LISA POV

Apro gli occhi nell’esatto momento in cui il sole fa capolino dalle nuvole, prendendo il posto della luna grande e brillante sopra di noi. Mugolo qualcosa allungando le gambe atrofizzate e stendo le braccia sulla sabbia fresca perpendicolarmente al corpo. Giro soltanto il capo, memore del giorno prima, ricordandomi di Harry. E’ steso in posizione supina con le braccia lungo i fianchi e i capelli a coprire i suoi lineamenti delicati, lasciando scoperta soltanto la bocca leggermente aperta. Trema di tanto in tanto quando avverte la frescura del primo mattino sulla pelle. Mi accoccolo a lui come facevo con Zayn; mi manca da morire.

Inconsciamente, alza un braccio portandolo sulle mie spalle attirandomi a lui. Sposta la bocca sui miei capelli e sospira forte, mentre poggio la testa sul suo petto. L’acqua che prima inzuppava il suo indumento, ora è trasferita completamente alla sua pelle rendendola fresca al mio tocco. Senza secondi fini, infilo le braccia sotto la maglia, cingendolo. Trovo le sue gambe e le metto in mezzo alle mie. I jeans non sono ancora completamente asciutti, ma riescono a dare a quel pezzo di corpo scoperto il calore necessario per farlo stare meglio.

“Resterei così tutto il giorno” la sua voce roca mi fa sorridere.

“Tanto non abbiamo niente da fare” alzo le spalle ma non gli occhi, ancora fissi sul mare, quest’oggi spaventosamente una tavola.

“Altroché” si mette seduto facendomi perdere la posizione. Socchiudo gli occhi per abituarli gradualmente alla luce e muovo leggermente il corpo in preda al rilassamento muscolare dopo una notte di tensione. “Dobbiamo andare a caccia” dice sicuro, appoggiando le mani dietro il bacino.

“Cosa vuoi cacciare? I pesci?” domando, incuriosita. Ho vagato per l’isola giorni interi e non ho mai trovato niente da mettere sotto i denti. Che so, delle bacche, dei cocchi, mangerei anche l’erba ora come ora. Come risvegliato a quel pensiero, il mio stomaco da segni d’approvazione.

“Eh. L’ho visto fare in un programma televisivo” risponde contento.

“Un pesce” annuisce. “Con le mani” annuisce vistosamente sorridendo appena. “Tu vuoi pescare un pesce con le mani?” annuisce ancora allargando il sorriso e mostrando i denti.

“Fico no?”

“Certo” assottiglio lo sguardo distogliendolo da lui. Adotto la sua stessa posizione e alzo la testa verso il sole. “Ma prima devi ucciderli”

“Bhe, certo, si” afferma, pensieroso. Riporto lo sguardo a lui, mangiando con gli occhi ogni centimetro del suo corpo.

“Sai cosa significa mangiare pesce crudo?”

“Che riempirai finalmente lo stomaco?” ride.

“Che ti beccherai un’infinità di malattie” rispondo seria. Sento il suo sguardo addosso che non mi abbandona per i successivi  imbarazzanti minuti, in cui fatico a tenere lo sguardo fisso dinanzi a me. “Hai presente quanti scarichi vengono riversati in mare? I pesci potrebbero essere malati” squittisco.

“Ah vabbè, allora muori di fame, tanto manca poco prima della decomposizione” si sdraia sulla sabbia mettendo le mani sotto la testa. Volta gli occhi verso di me e per coprire le risate convulsive mette un braccio a coprire il volto. Sfocia presto in una risata divertita, mentre continua imperterrito a prendersi gioco di me.

“Siete strani voi uomini. Prima vi lamentate che siamo troppo grasse, poi vi lamentate che siamo troppo magre”

“Tu sei decisamente troppo magra, nanerottola” mi blocca, facendomi poggiare la schiena a terra. Si mette sopra di me, il suo viso a pochi centimetri dal mio. Mi respira in faccia  mentre osservo quel verde divenire ancora più brillante quando viene colpito dai raggi del sole. La massa informe di capelli è morbida al tocco; le mie mani sono partite alla carica senza prima far passare l’idea per il cervello. Chiude gli occhi e piega le labbra in un sorriso, muovendo il capo assecondando i miei movimenti.

“Adoro quando mi toccano i capelli” sussurra. Disegno dei piccoli cerchi sulla cute, arrotolando ciocche di capelli ricci tra le dita. Ride. Sento la sua pancia muoversi sopra la mia.

“Stai diventando trasparente. Posso vederti attraverso. Qui” pizzica il fianco, facendomi muovere. “E qui” fa lo stesso con l’altro. “E qui” afferra la zona sotto l’ombelico.

“Dai Harry” rido. “Mi fai il solletico”.

“E qui” mi tocca il volto e improvvisamente smetto di ridere. Chiunque potrebbe innamorarsi di quello sguardo. Aspetta un attimo, cos’ho detto??

“Andiamo a cercare cibo” mi tira su stirando le mie braccia. “Se ti soffio contro cadi a terra come una piuma” . Mi lascio trascinare formulando pensieri a raffica, alcuni dei quali praticamente privi di significato.

Quella fu la prova che intercettò i miei pensieri e probabilmente le mie intenzioni, perché gli lessi negli occhi il dispiacere di abbandonare quella posizione “intima”.

 “Harry, lì ci ho già guardato io. Non c’è assolutamente niente” sbuffo, non riuscendo a tenere il suo passo. Inciampo parecchie volte nelle erbacce, cadendo a terra. “Harry?” lo chiamo, ma non ottengo risposta. “Ti ho rotto i pantaloni” soffoco le risate portando una mano alla bocca. Tiro via un pezzo di stoffa, aprendo completamente la parte che dovrebbe coprire il ginocchio. “Maledizione” impreco, “adesso mi ammazzerà di sicuro”

“Posso romperti un cocco in testa così rinsavisci?” la sua improvvisa presenza accanto a me mi fa trasalire. Poggia un fianco al tronco di un albero girando tra le mani un cocco di dimensioni stratosferiche come fosse una palla da basket.

“Quello dove l’hai trovato?” lo indico, sbalordita. Provo immediatamente acquolina.

“Era troppo in alto per te, nanerottola. Mi sono arrampicato sull’albero”

“Oddio” allargo gli occhi. “Dammelo, dammelo, dammelo” allungo le braccia davanti muovendo in dentro le dita, facendogli segno di avvicinarsi.

“Ehi, l’ho preso io” lo nasconde dietro la schiena, allontanandosi appena.

“Ma io ho fame” borbotto.

“Ho fame anch’io” ribatte.

“Ma io sono quella più vicina alla decomposizione” ridacchio. Fa sorridere gli occhi in un modo in cui soltanto lui riesce e per un momento riesco a dimenticare tutto, troppo presa dal suo sguardo accattivante.

“Cosa c’è?” domanda, alzando un angolo della bocca.

“N-niente” mi volto per nascondere l’imbarazzo.

“Stai arrossendo, bambola?” mi stuzzica.

“Smettila, Harry. Sembri uno sfacciato playboy”

“Su sfacciato sono d’accordo.
Va bene, dai, ti concedo la parte più grande” mi tira contro un sassolino per attirare la mia attenzione. Gli sorrido soddisfatta correndogli incontro. Afferro la sua mano intrecciando le nostre dita.

“Sarei morta se non fossi arrivato tu, Harry” confesso. “Grazie” mi spingo oltre il mio corpo trattenendo l’equilibrio su un solo piede, mentre mi fiondo sulle sue labbra dischiuse, cogliendolo di sorpresa.

{Ed eccolo qui, sarà finalmente un bacio vero?
Vi aspetto al prossimo capitolo :* }

Love Actually (#Wattys2015) // N.H.Leggi questa storia gratuitamente!