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Lay your head on me - Major Lazer

"Someday, we will be fine"

Charlotte

Il peso che mi trascino dietro si alleggerisce davanti al sorriso che Harry cerca di frenare, rendendolo un debole cenno.

Ormai l'ho fatto. Non posso più tornare indietro e neanche voglio. La prospettiva dell'illusione non mi eccita in modo particolare, rimango impaurita dalle conseguenze che mi piomberanno addosso in seguito, ma desidero ardentemente ventiquattro ore di normalità. Illusoria normalità, questo è certo, ma devo accontentarmi.

«Un giorno», afferma. «Ma devi bloccare gli ingranaggi del tuo cervello. Non devi pensare. Questa è la regola.»

«Okay», acconsento. «E non ci spingeremo oltre.»

«Non è mia intenzione farlo.»

Annuisco, incapace di dire qualcos'altro. Vorrei non sentirmi così nervosa, ma in realtà mi tremano le mani. Non so bene cosa aspettarmi dalle prossime ore e mi piacerebbe scavare nella mente di Harry per capire cosa invece si aspetta lui. Non mi voglio spingere troppo oltre, non voglio superare il limite che mi sono imposta nel momento stesso in cui ho accettato, ma non so nemmeno come comportarmi.

«Coop, ti ho detto di spegnere il cervello. Ci stai pensando troppo», mi redarguisce.

Lo seguo per il corridoio, finché non ritorniamo nel suo appartamento, senza fare alcun rumore. La canottiera e le mutande che indosso grondano d'acqua e il freddo comincia a farmi rabbrividire.

Harry lascia i miei pantaloni sul divano. «Mi devo fare una doccia», afferma.

«Anche io», rispondo, sfregando le mani sulle braccia, in un misero tentativo di riscaldarmi.

«Hai freddo?»

«No, sto tremando per passare il tempo.»

«Stai diventando all'improvviso spiritosa?»

«Lo sono sempre stata.»

Vedo il modo in cui cerca di reprimere l'ennesimo sorriso e mi indica il corridoio. «Vai per prima. Ti verrà un...»

«Harry, no», lo blocco. «Non ripetere che mi verrà un malanno, ti prego.»

E anziché dirlo giusto per darmi fastidio – come fa spesso e volentieri, come se irritarmi fosse per lui un gran divertimento –, scrolla le spalle e si allontana da me per raggiungere la sua camera da letto.
Esito, ma un brivido violento mi fa battere i denti e mi affretto a rinchiudermi in bagno. Mi spoglio dei pochi indumenti rimasti e mi butto sotto il getto dell'acqua calda, rilassando i nervi tesi.
Vorrei anche riuscire a spegnere il cervello e a smettere di pensare continuamente, ma la mia mente prende il sopravvento e mi ritrovo a crogiolarmi nelle solite indecisioni, preda di tutti i pensieri che mi accompagnano ormai da settimane.
È impensabile fare finta di niente, ma so altresì di doverci almeno provare. Devo riuscire a rinchiudere tutti i miei grattacapi da qualche parte nella mia mente, mandarli al tappeto per un solo giorno e godermi le prossime ore con Harry.

Ma come riuscire a spegnere i propri pensieri, quando questi hanno la faccia tosta di trasformarsi in veri incubi per perseguitarmi anche durante la notte?

Mi trascino fuori dal box doccia e mi soffermo sul mio riflesso allo specchio. Sono sempre io, Charlotte... solo un po' meno. C'è qualcosa di diverso. Un'ombra invisibile che si staglia dietro di me e che ha piantato i suoi artigli fino a toccare il fondo.
Quella che vedo non è la Charlotte di qualche mese fa, la ragazza spensierata con una vita monotona – e felice di averla – che passava le sue giornate tra lavoro e persone care. No, è un'altra persona, con le stesse sembianze della prima ma, al contempo, diversa da essa. È come se fossero due gemelle che hanno vissuto una vita completamente differente. Quella che vedo ha il viso segnato dalla stanchezza, gli occhi contornati da terribili occhiaie violacee e una profonda malinconia addosso.

Doctor Dream 2 Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora