Canzoni per il capitolo : Lost Boy – 5 Seconds of Summer

                                        Where do broken hearts go – One Direction

Le ho versate io queste lacrime e Dio solo sa quanto mi è costato trattenerle sino a questo momento. Il nodo alla gola cresce ogni giorno, tutte le volte che provo a reprimere un’emozione. Quanta fatica mi è costata chiudere i sogni in una gabbia e fingere che quella fosse la vita che realmente voglio. Passerà questa notte, come queste lacrime, come il mio cuore morto che riesce a provare dolore ancora una volta.

HARRY POV

“Sei sicuro di quello che stai facendo?”

“Si, Liam”. Sospira per la centesima volta.

“Va bene” annuisce; finalmente si convince. “Cosa hai studiato?” si siede accanto a me, sbirciando il foglio scarabocchiato sotto le mie dita.

“Hanno parlato di decompressione esplosiva. Sai di cosa si tratta?”

“Più o meno”

“E’ un calo di pressione di un sistema chiuso. In questo caso parliamo della fusoliera, ovverosia della zona che contiene i passeggeri” disegno sul foglio l’immagine di un aereo mostrandogli i dettagli delle mie parole. “La decompressione esplosiva, provocata da affaticamento di metallo, ha reso possibile lo scoperchiamento di un quarto della lunghezza dell’aereo” si acciglia , portando le dita sotto il mento a volerlo sorreggere.

“Ovviamente,  l’ingente danno creato dal foro nella fusoliera ha risucchiato fuori tutti i passeggeri, riversandoli in mare. Poco prima dello schianto è stato inviato un aiuto di soccorso, ma il pilota non è riuscito a mantenere la rotta parecchio a lungo dopo quella chiamata. Dunque” sposto veloce i miei disegni per allargare una cartina, fermandone i bordi con un fermacarte.

“In base a quanto detto dai giornalisti, l’ultimo segnale ricevuto giunge da queste zone” disegno un cerchio enorme sul foglio. “Quindi è qui che andremo” concludo soddisfatto, picchiando la punta della penna su quel punto.  Tira la cartina più vicino per studiarla meglio.

“Harry io conosco queste zone. Sono praticamente immense e occorre forse una settimana per raggiungerle. Siamo a gennaio; le condizioni metereologiche non sono a nostro favore. Sono previsti venti forti e mare in tempesta” mi informa, leggermente preoccupato.

“Loro hanno bisogno di noi adesso”

“Hai mai pensato  che potrebbero essere morti?” non ci crede neanche lui, gli leggo il pensiero ma soprattutto il cuore.

“Si, ci ho pensato e per un momento sono rimasto interdetto su cosa fare. Poi ho pensato a Zayn, a quello che Lisa significa per lui e a quello che Niall significa per me. Mi sono posto la domanda: “E se la speranza che riservo sia fasulla? Se quello che troverò, ammesso che lo trovi, mi farà stare peggio? Sarà la delusione a prendere il sopravvento” fisso il mare pensieroso, mentre leggermente ci muoviamo sotto il flusso di piccole onde.

“Potrai sempre dire di aver fatto il possibile, anziché rimanere insicuro su cosa sarebbe successo se tu avessi tentato davvero”. Mi guarda sorridendo appena.

“Grazie, Liam. Per questo” gesticolo indicando lo yacht. “Per tutto” mi batte una spalla amichevolmente. E’ la prima volta che siamo questo; è la prima volta che veramente mi rivolgo a lui come ad un fratello che non ho mai avuto.

“Per te ci sarò sempre, Harry” gli sorrido alle spalle mentre si allontana verso la cabina, mettendo in moto l’imbarcazione.  

E’ trascorsa forse una settimana da quando abbiamo intrapreso il viaggio. Fin ora il tempo ci ha favorito la rotta, per cui  è stato tutto abbastanza tranquillo. Sono giorni che non faccio la barba e la leggera peluria che mi incrosta il volto mi da piuttosto fastidio; mi fa sentire sporco e trasandato. Per mancanza d’attività, ho trascorso la maggior parte delle ore a dormire e a bere birra con Liam sui divani di pelle bianca.

I raggi del sole penetrano dispettosi attraverso la coperta sottile che ho tirata fin sopra il naso, costringendomi a voltare lo sguardo. Con gli occhi chiusi, sento la barca inclinarsi leggermente. Spruzzi di acqua gelata mi giungono sul volto facendomi rabbrividire subito.

“Sai da quanto dormi?”

“No e volevo continuare a farlo” apro lentamente un occhio per scorgere Liam con un asciugamano avvolto attorno al corpo dalla vita in giù. “Hai fatto il bagno con questo freddo?”

“Non fa freddo”. Alzo le spalle, rigirandomi per continuare a dormire.

“Siamo in viaggio da una settimana” mormoro.

“Lo so”.

Guardo concentrato lo schermo del computer davanti a me, non accorgendomi di divorare il sandwich in un tempo decisamente da record. “Sigaretta” comando, allungando un braccio verso Liam steso accanto a me.

“No, grazie. Non fumo”

“Tu no, ma io si”. Metto la sigaretta tra i denti e l’accendo, incastrando le mani a formare una superficie concava. Inspiro profondamente tirando fuori nuvolette grigie di fumo.

“Harry” mi basterebbe anche non guardarlo negli occhi per riconoscere il tono di voce. Si alza di scatto e lo stesso fanno i miei occhi, proiettandosi direttamente sul mare mosso. Afferro la sbarra per reggere il corpo ed evitare di cadere a faccia a terra, mentre lo yacht si muove pericolosamente avanti e indietro e a destra e a sinistra. “Non riusciremo a raggiungere l’isola”. Salto praticamente dal mio posto correndo per guardare la situazione che ci si para davanti.

“Cerca di avvicinarti”

“Harry il mare è troppo mosso. Finiremo per schiantarci contro una roccia”

“Avvicinati soltanto un po’” urlo. “Forza Liam” sbuffa, ma fa come dico. Lentamente ci muoviamo attraverso la foschia, ma quei pochi movimenti che compiamo vengono sopraffatti da almeno un metro di spinta indietro da parte del mare.

“Harry questo è il massimo”

“Va bene” mi affretto a togliere le scarpe gettandole lontano.

“Che cosa stai facendo?” urla per attirare la mia attenzione.

“Nuoterò fino a lì” dico convinto, posizionandomi sul bordo per gettarmi in acqua.

“Ma che stai dicendo?! L’acqua è gelata, morirai sul colpo. L’isola è troppo lontana”

“Tu torna indietro e fai arrivare qualcuno. Io andrò laggiù”

“Ma cosa stai dicendo? Io qui non ti lascio” scuote il capo mentre fatica a tenere in piedi l’imbarcazione.

“Porca puttana, Liam. Tornatene indietro” . Mi dice qualcosa mentre il mio corpo tocca l’acqua fredda. Il corpo pesante ci mette più tempo del dovuto a risalire in superficie, mentre la tempesta mi spinge, sott’acqua, molto vicino allo yacht. I miei movimenti risultano pesanti ed affaticati mentre continuo ad andare dritto verso la meta. Poco vicino alla riva, volto lo sguardo indietro per vedere Liam arrancare con difficoltà cavalcando le onde.

Con le forze al limite di sopportazione, in ultima istanza mi lascio cullare dal movimento pressoché leggero del mare, gettandomi poi sulla sabbia completamente stremato. Respiro a fatica cercando di ritrovare le forze. Mi metto a quattro zampe per darmi l’energia per rimettermi finalmente in piedi, ma presto barcollo in seguito a vertiginosi giramenti di testa.

I jeans bagnati sono appiccicati alla pelle e pesano all’incirca cento chili, la maglia inzuppata mi fa avvertire il freddo gelido addosso. Strizzo i capelli lunghi stringendoli in una morsa, rilasciandoli liberi e più leggeri. Cammino silenziosamente guardandomi attorno. Quest’isola è praticamente deserta. Non ci sono forme di vita, solo un mucchio di alberi secolari e solitari a renderla un po’ meno vuota. Quando, tra me e me, penso di aver sbagliato tutto, l’unica forma di vita mi cinge i fianchi facendomi mancare il respiro.

“Harry”

Love Actually (#Wattys2015) // N.H.Leggi questa storia gratuitamente!