capitolo secondo: La madre

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Nel frattempo una donna abbastanza giovane, bionda e alta, con gli occhi dorati, era a lavorare come casalinga nella villa del Comandante della città (lo chiamavano così, il Comandante). Era una giornata lavorativa tranquilla, come sempre i vetri delle finestre dell'abitazione sembravano non finire mai quindi la signora era costretta a lavorare fino a tardi. Arrivata la sera l'ultima finestra era splendente e giusto il tempo di stendere un po' i muscoli che fu richiesta nell'ufficio della figura politica più importante della città. La donna senza troppe domande si avviò verso la stanza dove era desiderata, scortata da uno dei maggiordomi e una volta arrivata un omone anzianotto, con enormi baffi bianchi che coprivano le paffute guance rosee si alzò in piedi da dietro la sua larga scrivania in legno salutandola cordialmente con un largo sorriso.

-salve signora Mizuki? Come va in casa? Suo figlio sta bene?

-senti bello non girarci troppo intorno! Se hai da lamentarti della pulizia dei vetri fallo subito e se non ti va bene come pulisco faresti bene a trovarti un'altra sguattera.

Rispose con decisione la donna.

Il Comandante non rimase affatto sorpreso dalla reazione anzi, proruppe in una grossa risata.

-su su Helena mi dispiace non essere riuscito a trovare un lavoro degno della moglie dell'eroe. D'altronde è stato lui stesso a insistere che tu vivessi in un ambiente tranquillo prima che ci lasciasse.

-si si, poche chiacchiere che ho fretta, come mai mi hai chiamato?

-vorrei aggiornarmi sul suo addestramento, cosa dice il vecchio?

-bah, dammi da bere qualcosa che ho sete-

Il signore annuì e si girò verso il mobile di vetro che aveva alle spalle, tirando fuori dagli scaffali in basso qualche bevanda alcolica, un po'di ghiaccio e due bicchieri. Versò il liquido marroncino trasparente nei bicchieri sul ghiaccio e ne passò uno alla donna, facendolo scivolare sulla grande scrivania. Lei si bevve tutto in un sorso e porgendo la mano per averne altro continuò il suo discorso.

-suo nonno dice che lui non ha voglia, non so nemmeno perché continuiamo a insistere per addestrarlo, e poi fa comunella con l'altro che più che chiacchierare col suo gatto e bighellonare tutto il giorno non fa altro. Povero figliolo, se è vero quello che mi disse la donna che me lo lasciò ha un grande fardello su di se e non può nemmeno rendersene conto. Uno contagia l'altro ma della forza di volontà proprio non se ne parla. Non mi piace dirlo ma con questa pace è difficile crescere figli volenterosi.

Il tono di voce del Comandante si fece più cupo e serio.

-ti capisco Helena, le nuove generazioni non sono molto produttive. Purtroppo però ho una motivazione per svegliare questa cittadella addormentata, hai mai sentito parlare dell'Unificatore?

-no, cos'è? un nuovo farmaco?

-c'è poco da scherzare, è una persona apparsa dal nulla con un esercito di seguaci che da un po'di tempo a questa parte sta imponendo il suo governo su diverse città della zona, un dittatore che promette maggiore unione e potenza del nostro paese. Secondo le mie fonti presto passerà dalla nostra città e io ho intenzione di resistere. Seguirò il nostro sistema politico e domani spiegherò al popolo le condizioni e indirò delle elezioni, spero che la maggioranza punti per la mia decisione, in tal caso avremmo bisogno di resistere ad un'invasione e Lucas ci servirà al massimo delle sue abilità. Temo che questo individuo abbia intenzione di riaccendere le competitività con l'occidente.

-devo riferire al vecchio immagino. certo poteva scegliersi un nome migliore!

-lo penso anche io. Comunque si, avvertilo del pericolo e digli anche un'altra cosa, sono solo voci ma.... sembra che questa persona sia riuscita a trovarla... ha trovato quell'arma, questo spiegherebbe come mai nessuno lo ferma ma preferisco pensare che sia solo una stupida voce.

-non ci credo...hanno cercato quella spada per anni e nessuno l'ha mai trovata...dici che è lui che la brandisce? È il figlio del cavaliere che è tornato?

anche lo sguardo della signora si fece ombroso e d'improvviso diventò seria e con fare preoccupato guardò il Comandante in cerca di una risposta più dettagliata. Lui pensò un attimo, rovistò tra dei documenti e lesse due o tre cose sparse. nel mentre cercava continuò a parlare.

-questo non lo so, viaggia sempre mascherato, nessuno conosce il suo volto o la sua identità, è un mistero e vuole conquistarci anche per questo ho intenzione di provare a fermarlo.

-d'accordo...voterò a tuo favore domani, vado a riferire.

-grazie cara, apprezzo il tuo supporto, a domani.

Helena uscì di corsa dal palazzo, prendendo il suo mezzo e dirigendosi a tutta velocità verso la casa del vecchio a portare qualle notizie scoinvolgenti, col groppo alla gola e il cuore colmo di strani misti di emozioni che andavano dall' amarezza alla curiosità.


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