capitolo 5

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Mi sveglio e guardo fuori dalla finestra un sole splendente penetra dalle finestre illuminando la stanza, è domenica oggi c'è il ballo ma come al solito il mio vicino di casa ha scelto di rovinarmi la giornata. Sveglio Alan "tesoro mi dispiace svegliarti così presto ma dobbiamo tornare a casa" si alza strofinandosi gli occhi assonnati.
"Okey arrivo subito" dice andando verso il bagno.
Scendo le scale con un borsone con tutto il necessario per il nostro ritorno a casa, entro in cucina.
"zia devo andare da papà porterò con me quello stupido del nostro vicino e Alan" dico stanca.
"Okay tesoro, quanto tempo starete via?"
"Non lo so alcuni giorni, giusto il tempo di sbrigare alcune pratiche e poi torneremo " dico dandole un bacio sulla guancia.
"Okay ci vedremo presto, penserò io alla scuola" dice sorridendo.
"Grazie zia sei fantastica" l'abbraccio.
Esco dalla cucina e vedo Alan alla porta "andiamo?" Gli dico sorridendo.
Annuisce "addio signora simpatica" dice sorridendo.
"Ciao piccolo" dice lei arrivando nel corridoio con la sedia da studio.
Usciamo di casa e andiamo davanti alla porta di Max e suono il campanello, la madre di Max apre sorridendomi "Buongiorno signora le volevo chiedere se Max poteva accompagnarmi in un posto per qualche giorno, sa siamo solo io e Alan e abbiamo un pò di paura da soli" dico facendo gli occhi da cucciolo.
Mi sorride "certo, Max muoviti e fai le valige"
"Non ce ne sarà bisogno signora"
"Perché?"
"Dove andremo ce ne sono tantissimi" mento tanto non servono in acqua.
"Okay" dice "muoviti Max"
"Cosa c'è?" Dice scendendo dalle scale, infastidito, perfetto è già vestito quindi non dovremo aumentare il nostro soggiorno insieme.
"Andrai con Gwendaline per un pò dalla sua famiglia" dice sorridendo al figlio.
"Ma cosa-?"
"Muoviti, niente storie" dice lei sgridandolo.
Trattengo una risata "okay okay" dice sospirando "vado a fare le valigie"
"Non ce nè bisogno, stiamo partendo" Dico sorridendo.
Max esce salutando sua madre e andiamo in spiaggia silenziosamente, mi fermo e mi giro verso Alan abbassandomi alla sua altezza.
"Alan ti ricordi la baia? Potresti precederci noi arriviamo subito" Dico sorridendo.
"Certo" dice correndo verso la baia. Lo guardo allontanarsi e mi alzo.
"Ora veniamo a te" dico minacciosa.
"Perché siamo qui?" Dice sedendosi sulla sabbia calda.
"Prima di tutto il bacio che mi hai dato, ci ha cacciati in un bel guaio"
"È per questo che siamo qui per il bacio?"
"Ma non resteremo quì, non so da dove cominciare" penso a qualcoaa e mi ricordo delle telline, mi siedo accanto a lui e sposto un pò di sabbia bagnata da vicino ai suoi piedi mostrando conchiglie e telline stupende che brillano alla luce del sole.
"Wow, è stupendo!" Dice con gli occhi luccicanti.
"Nel nostro mondo ci sono cose nascoste che nessuno ha il coraggio di vedere, nel mare esiste un popolo chiamato Seawater, è latino significa acqua marina, una leggenda narra di una dea che adirata con gli umani per un torto nei suoi confronti, relegò alcuni di essi in mare donandogli delle pinne come i pesci, essi vissero in armonia per anni nascondendosi dagli umani in superficie."
"E tu saresti...." dice guardandomi come un bambino che vede un cavallo per la prima volta, davvero strano, si morde il labbro inferiore e io mi alzo ricoprendo le telline.
"Una sirena" guardo verso la baia e vedo Alan che muove un braccio in alto chiamandomi "vieni andiamo"
"Dove?" Dice sorridendo malizioso.
"A casa mia nel mare" dico alzando gli occhi al cielo.
Si ferma "ma io non..."
"Non puoi respirare sott'acqua? Si puoi dal momento che mi hai baciato" dico fulminandolo con lo sguardo.
"Non verrò in mare ti ricordo che io odio il mare" dice sempre lì in piedi con le braccia incrociate al petto. Gli vado vicino e gli metto una mano sulle braccia.
"Non morirai e non ti succederà niente di male, ti proteggerò non lascerò che uccidano il mio vicino di casa rompi scatole" dico seria.
Sospira guardandomi dolcemente "okey, mi hai convinto".
Mi giro, andiamo verso la baia, vedo Alan in acqua "Alan vieni qui" gli dico abbassandomi mi viene vicino "siediti ti ridò la coda" si siede con le gambe verso di me, gliele tocco delicatamente e una piccola coda blu gli spunta velocemente, si tuffa e nuota contento.
"Bene ora tocca a me torno tra un attimo" mi allontano visto che devo togliermi i vestiti, mi spoglio e entro in acqua tenendomi però la canottiera per coprirmi il seno, mi tolgo la cavigliera che mi permette di rimanere umana e la mia bellissima coda riappare splendente come sempre, mi faccio una nuotata, nuoto il più veloce che posso schizzando Max e Alan.
Esco con il busto dall'acqua sollevando Alan, guardo Max "non penserai di venire vestito spero" dico guardandolo negl'occhi.
Si toglie la maglia e i pantaloni fa per togliersi le mutande ma lo blocco "quelle...puoi tenerle, non puoi ancora avere la coda" dico sorridendo divertita "guarda nel borsone, c'è un costume"
Apre il borsone e tira fuori il costume a pantaloncino che mi sono procurata grazie a mio cugino.
Lo indossa e gli faccio segno di entrare in acqua "il problema più grande ora è che non so nuotare" dice sorridendo mortificato.
"Okey, ti porterò io" mi faccio indietro e lui viene verso di me "sdraiati devi respirare sott'acqua" dico prendendogli le mani mentre lui si mette sdraiato a pancia in giù, Alan nuota salutando i pesci che ieri erano nell'onda con me.
Mette la testa in acqua ma dopo pochi secondi esce "non devi trattenere il respiro, puoi respirare"
" e se poi non ci riesco?" Dice spaventato.
"ci riuscirai credimi, dai riprova" dico ridendo, rimette la testa in acqua ma torna di nuovo fuori.
"Non ci riesco" si lamenta alzandosi, sbuffo e lo spingo in acqua fino a fargli toccare il fondo, con le mie labbra sulle sue mi stacco e lo guardo negl'occhi, trattiene il respiro "devi respirare o morirai, puoi farlo, ti fidi di me?" Annuisce e apre la bocca respirando.
"Ma che?" Dice confuso.
"Visto? Puoi respirare" guardo la nostra posizione sconveniente e mi sposto, sento qualcosa pizzicarmi la coda e mi giro.
"Signor. Flip è un piacere vederla" dico sorridendo.
"Le va una partita a pesce matto?" Dice ricambiando il sorriso.
"Ehm..." guardo Max che alza un sopracciglio sorridendo malizioso "d'accordo, Alan faccio una partita con Flip e arriviamo" torno a guardare il signor. Flip che ha già sistemato tutte le pedine.
"Cominci lei signore" dico guardando la partita.
Sposta il primo pezzo e muovo anch'io.
........

il mare che mi culla dolcemente [in revisione]Leggi questa storia gratuitamente!