Strane creature

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Tornata a casa ho raccontato a mia madre del nuovo arrivato, del mio 6 scarso a fisica, le solite cose insomma.
Dopo aver cenato con lei a base di kebab, andai a letto cercando di addormentarmi. Passai almeno un ora a rigirarmi nel mio letto. Alla fine mi addormentai con un piede sul cuscino, uno fuori, la testa dal lato opposto del letto sul pelush dei Minions. Il mio braccio era finito in una strana posizione alla fine, ma non importa, mi addormentai lo stesso.
La mattina mi sono svegliata con un nido di uccelli fatto di capelli sulla testa. Questa volta però mi sono svegliata presto quindi ho avuto abbastanza tempo per sistemargli e farli tornare lisci come al solito. Mi specchiai è decisi di mettermi anche un filo di mascara e matita. Mi misi la divisa, colazione e denti. Baciai mia madre sulla guancia " strano, non sono mai stata un tipo da smancerie " e uscì.
Per una volta non dovetti correre per andare a scuola, e sicuramente sarei arrivata di ben cinque minuti in anticipo, un record personale.
Questa mattina non era particolarmente fredda, e non c'era vento. È stato tutto piuttosto piacevole finché....
- ciao nana -
Mi girai immediatamente, era lui, James. Come si permetteva di chiamarmi così?!
- ciao - dissi io il più fredda possibile.
- non so ancora come ti chiami, ma credo tu sai come mi chiamo io, per tua fortuna- disse sorridendo, esponendo una dentatura perfetta.
- gran fortuna non la definirei, comunque mi chiami Cleopatra, ma tutti mi chiamano Cleo- dissi, sempre mantenendo un tono freddo.
- bel nome, poco convenzionale, ma bello- disse - sai sei molto fredda, tratti tutti così?- mi domandò
- no, solo con quelli egocentrici e pieni di se - risposi
- ah... E cosa ti fa pensare che io sia così? -
- da come parli. Come se il solo conoscerti fosse un onore - dissi
- mi dispiace di aver dato una tale impressione- disse ammiccando. Io lo ignorai.
Mentre camminavamo mi venne incontro Max - eii Clao, senti dopo usciamo a prenderci una pizza? Ah.. Ciao tu chi sei?- domando Max, uno dei miei migliori amici. Alto magro biondo e occhio azzurri. Un ragazzo interessante, ci conosciamo da una vita, siamo come fratello e sorella. Credo di volerli addirittura più bene di Laila, anche se non è giusto classificare gli amici.
- Max ti presento James, nuovo compagno. James, lui è Max il mio migliore amico- dissi sorridendo a Max
- mmm.. Ci si vede Max, con te invece vorrei parlare più tardi, non so, magari per conoscerci meglio... - disse rivolgendosi a me sfoggiando un sorriso irresistibile ma... Non so finto? Comunque non mi andava, conosco il mio aspetto, sicuramente c'era qualcosa sotto.
- no, scusa. A mensa sto con i miei amici - dissi educatamente, perché in fondo, non aveva fatto nulla di male nel chiedermi di parlare.
- ah capisco.. Senti la vuoi una caramella? Tieni- e mi porse un paio di caramelle color verde, probabilmente di menta. Ma aspetta... Caramelle alla menta? Seriamente?
- no grazie io...- ma prima di poter finire la frase mi porse una manciata di caramelle nella mano e se ne andò via. Lo guardai andare con le caramelle in mano.
- che ragazzo strano! - e Max fischiò
- si molto- risposi, ed entrammo dentro l'edificio che, malgrado poco conosciuto era grande e imponente.
- aaaallora, questi ragazzo... - inizio Max
- ti prego non parlarmene, inizio già ad odiarlo... Sembra che il mondo giri intorno a lui, no, non mi piace -
-capisco- e sorrise in modo quasi impercettibile.
Ci dividemmo, io andai nella classe di fisica, mentre l'ho quella di scienze, dato che avevamo corsi separati.
La lezione di fisica mi piace, facciamo sempre tanti esperimenti con il nostro professore. Era si mezzo pazzo, ma simpatico. Mi sedetti questa volta al penultimo banco. Tirai fuori il mio quaderno degli appunti ed inizia a scrivere e disegnare. Misi sul banco le caramelle datemi da James e le osservai.
- ragazzi ora vado un attimo in laboratorio a prendere dei semi per calcolare la probabilità, dopo vi spiego meglio-
Io ero seduta mentre buona parte della classe faceva baccano. Il mio sguardo si poso un secondo sulle caramelle che, strano ma ai miei occhi sembro che pulso scintillando. Ne presi una e la scartai dalla carta trasparente. In fondo cosa c'era di male se ne mangiavo una? E poi amavo la menta. Mentre la misi in bocca mi accorsi che non sapeva affatto di menta, ma di frutti di bosco con miele. Molto, ma veramente molto buone. Alla fine fini che le mangia tutte. Mi dovrò ricordare di chiederli dove le ha comprate perché erano davvero deliziose.
- okay sono tornato. Ora ragazzi passatevi il barattolo di semi e ad occhio e croce, dite quante secondo voi c'è ne sono, poi scrivetelo sul foglio-
Mentre si piazzavano il barattolo mi girai a guardare fuori dalla finestra. E...o santo celo... Una strana libellula, grande quanto un braccio saltava sulle foglie!
- GUARDATE!!- gridai alzandomi con tanto impeto da far cader la sedia all'indietro.
Un coro di " cosa? Dove? " si alzo. Non comprendevo. Io la vedevo quella...cosa...
Il professore si avvicinò e mi tocco la fronte
- signorina Gray, lei scotta ed è anche rossa, forse è meglio che vada in infermeria- mi disse
- ma... I..io la vedo è la!!! - gridai più del dovuto.
- Credo che lei abbia le allucinazione, dico sul serio, vada in infermeria- ribatté.
La classe si mise a ridere, ma io lo vedevo, ed era così vero! Corsi giù per le scale quasi inciampando. Io però non mi sentivo male.. Okay forse ho raggiunto il fondo. Sono pazza.
Bussai un paio di volte prima che l'infermiera della scuola, una donna alta e molto, molto grassa con una divisa rosa mi si avvicinasse.
- dimmi qual'è il problema- domandò con una voce morto stridula che non le si addiceva per niente con quella corporatura.
- il professor Mettws mi ha mandata in infermeria perché dice che scotto- dissi, decidendo di tralasciare la visione.
- ora vediamo, su siediti che ti misurò la febbre-
Obbedì senza proteste mentre mi metteva un termometro in bocca.
- oh nulla di grave, hai 37 e mezzo, nulla di grave. Vuoi tornare a casa? -
Domandò gentilmente.
- nono, credo di stare meglio. Il professore ha solo esagerato- e mentre dicevo questo suonò la campanella.
Andai alle successive due lezioni, tre le prese in giro di alcuni mie compagni. Nulla di grave. Ma c'era qualcosa fuori dalla finestra... Quando guardavo, questa volta vedovo piccole scintilline spostarsi da una parte all'altra. Alcune persino salire su dei passeri. Deciso di ignorare tutto. Ripetevo tra me; non è reale, hai solo un po di febbre che causa allucinazioni, va tutto bene. Poi inspiravo e espiravo un paio di volte.
Finalmente suonò la campanella del pranzo e corsi a prendere posto tra Laila Max e Daenny, un'alto amico. Di James nessuna traccia. Strano. Tralasciai la parte delle visioni e della febbre per non far preoccupare nessuno.
Il resto della giornata filò liscio, ma quando uscì per tornare a casa non facevo altro che vedere cose muoversi, tutto mi sembrava... Vivo...
Okay sto impazzendo. Corsi a casa.
La mamma non era ancora a casa, probabilmente era ancora in ufficio a sbrigare qualche pratica.
Perché inizio ha vedere cose strane? Forse la causa sono quelle caramelle... Forse c'era della droga! No, non può essere. Ci dev'essere dell'altro.
Andai in camera mia e aprì la finestra. Respirai un paio di boccate d'aria quando...
-AAAAAAAHH- gridai come non ho mai gridato prima. Un cosino strano.. Piccolo e blu mi si posò sul naso. Io lo scacciai. Iniziai a tirare alla rinfusa tutto quello che trovavo e mi capitava sotto mano. Una razza di Nightmer Before Christmas , qualche gioco, un quaderno, ma nulla. Schivava tutto.
- calma, per favore calma!- proferì la cosina con voce piacevole, erano come parole detto da un violino. Non so spiegare come, me è così.
-c...co...cosa sei? - domandai con voce tremante.
- io? Cosa sono? Piuttosto chi sono! - e mi sorrise - io sono Arael.

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