Capitolo 6

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Era da tanto che non dormivo per davvero.

Sognai tante cose ma ricordavo solo spezzoni.

Mi risvegliai, e Ryan non c'era.

Se n'era andato. Ancora.

Stavo per piangere. Ancora.

Poi comparve con un vassoio con due tazze fumanti e biscotti. Le appoggiò sul tavolino.

"Buongiorno, sono le 7.30, e fra un po tornano Adam e Shane, e quando Adam mi vedrà vorrà ammazzarmi, a detta di Shane."

Gli concessi un piccolo sorriso e presi la tazza di cioccolata calda scaldandomi le mani. Poi la bevvi e Ryan fece lo stesso, mangiando anche i biscotti che io rifiutai categoricamente.

Poi andammo in salotto. Si sedette e si appoggiò allo schienale del divano e mi tirò a se accendendo la TV su un film abbastanza carino.

Ero abbandonata completamente alle sue braccia, e mi sembrava tutto sbagliato, ma anche tremendamente giusto, e volevo capire, ma non ci riuscivo.

"Perché?"

Non so come mi uscì quella domanda.

"Cosa?"                                       

"..perché?"                                   

"Perché cosa?"

"Tutto. Perché questo? Perché tutte quelle urla, i baci, i silenzi e ora questo? Non capisco più."

"Non lo so, vorrei chiederti la stessa cosa. Ci stiamo dando la colpa a vicenda, quando in realtà la colpa non è di nessuno.. e di tutto."

"..continuo a non capire.."

"Nemmeno io."

Tornammo alla TV, o meglio tornai ad essere cullata dal suo respiro, rischiando di addormentarmi ancora, quando suonò il campanello.

Adam entrò in casa urlandomi che era a casa e salutando Shane, poi ci vide e si mise a sbraitare contro Ryan, che ascoltava passivo tenendomi tra le braccia.

E dopo due orribili settimane risi di nuovo.

"Tu brutto coglione!!!!" Adam era a dir poco alterato, ok aveva ragione ma mi faceva ridere, alla fine era stata colpa di Ryan se mi ero ridotta così ma era stato sempre merito suo se avevo mangiato almeno un po!

"No-non la devi toccare la mia alex ok? Giuro che se la fai soffrire così ancora una volta ti faccio mangiare tutti i denti che hai un bocca, tu non hai idea di quante notti ho passato a cercare di non farla piangere, e di qua-quanti giorni ho passato a cercare di farla alzare da quel cazzo di letto e di farla mangiare, sei la sua rovina te ne sei reso conto?"

Ryan, che prima lo fissava impassibile, era diventato cupo, quasi triste, non mi piaceva come gli si era rivolto Adam.

"Adam, lui non è la mia rovina ok? Se non fosse per lui io in questo momento sarei ancora a marcire sul quel cazzo di letto, e invece lui è qui e mi ha fatto mangiare quindi finiscila di fare la donna mestruata e pensa prima di parlare, posso capire che lo odi perché mi ha fatto stare male, ma non lo puoi trattare così.. è più confuso di me e tu lo sai meglio di chiunque altro che la mia mentalità è contorta, e molto.

Se l'ho perdonato io, potresti farlo anche tu che dici?"

Adam era davanti a me, mi fissava un po mortificato, ma sempre arrabbiato

Insegnami a scordarmi di pensare.Leggi questa storia gratuitamente!