21. Helen

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Aspettai impaziente una risposta, dovevo avere delle certezze anche se tutto quello che pensavo e dicevo mi sembrava un'assurdità.
Lui mi guardò per un momento che parve interminabile e si girò a guardare fuori, forse stava cercando le parole giuste...
Tornò a fissare i miei occhi qualche minuto dopo con uno scatto della testa che mi fece sussultare; aprì la bocca dalla quale però non uscì alcun suono,si schiarì la gola e quale parola iniziò a farsi sentire tremolante

- Helen, q-questa è una storia molto complicata e per quanto io voglia davvero dirti tutto stai sicura che lo farò...solo che...solo che ora mi sembra presto, a una tua domanda posso rispondere però cioè si la ragazza è un angelo ma...ma poi scoprirai leggendo e comunque si entrambi sono ancora vivi e continuano a cercarsi... -

Chiuse immediatamente la bocca come se avesse detto qualcosa di cui non poteva parlare, mi insospettii abbastanza ma annuii piano per fargli capire che avevo appreso ciò che aveva detto e che ero pronta a sentire altro.
Jonathan si alzò e scosse la testa iniziando a camminare per la stanza a grandi passi, si girò verso di me e mi scrutò talmente tanto che iniziai a coprirmi per paura che potesse vedere sotto i vestiti; scosse di nuovo la testa e tornò a camminare, si girò nuovamente ma stavolta parlò

- Domani ti porterò a vedere la tua famiglia -

Sorrisi piano sperando di non darlo a vedere, cosa che non credo riuscì bene poiché vidi che anche il suo volto si rilassò, molto probabilmente mi si illuminarono gli occhi perché vidi un piccolo sorriso sul suo viso.
Mi alzai e lo guardai intensamente, annuii piano e gli sussurrai in un soffio un fievole

- Grazie... -

Lasciai un po' in sospeso la frase e lo sentii rilasciare un lieve sospiro e mi lasciai sfuggire un altro piccolo sorriso, si...guardarlo mi faceva sorridere.
Mi sentii quasi svenire, erano quasi tre giorni che non mangiavo e avevo bevuto solo un the così quando mi iniziò a girare la testa e le ginocchia mi cedettero Jonathan mi prese al volo, vidi che aveva l'espressione abbastanza preoccupata, provai a dirgli che non era nulla e che mi sarei ripresa subito ma lui mi poggiò delicatamente sul letto e scappò via, tornò qualche minuto dopo e mi servì un po' di zucchero che mi aiutò a riprendermi; Jonathan aveva tanto insistito perché mangiassi qualcosa che mi aveva cucinato almeno venti portate, mi sa che è l'unico maschio che conosco che cucina così bene...
Mangiai a sazietà e mi ripresi abbastanza, mentre mi abbuffavo (si amo mangiare e il mio peso lo dimostra) lo vedevo che mi fissava dolcemente, lo ringraziai e gli dissi che sarei uscita a camminare un po'.
Cercai di delimitare il perimetro della proprietà ma non ci riuscii, era enorme. Camminai così tanto che le gambe mi facevano un male assurdo ed ebbi bisogno di sedermi, sentii un fruscio dietro di me e lo vidi; era come sempre bellissimo e il tramonto alle sue spalle lo illuminava come un angelo...aspetta, come un angelo...no no mi starò sbagliando io sicuramente...
Mi sorrise e mi disse che era ora di rientrare, presi un'ultima boccata d'aria e mi alzai seguendolo.
Mi accompagnò alla mia stanza e mi diede la buonanotte e io mi sporsi per baciarlo sulla guancia, lo lasciai li ancora sorpreso.

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