Capitolo 27 Mentire

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"Ahahahahahahhahahha, dio quanto sei divertente adesso dimmi dove sono" dissi ridendo
"Te l'ho già detto si chiama manicomio" disse lui gesticolando con le braccia
"M-manicomio?" Ripetei quasi incredula
"Cosa ci faccio in un manicomio?"
"Ti curiamo"
"Da cosa?"
"Dai tuoi attacchi di rabbia, è ti inseg nano a difenderti" gelai a sentire le sue parole
"Avevo già qualcuno che mi difendeva" dissi a voce bassa pensando a Liam.
"Lo so, ma qui sarà migliore" mi passai una mano tra i capelli.
"Chi mi ha portato qui?" Chiesi sedendomi sul letto con lo sguardo rivolto al pavimento come se ci fosse qualcosa che mi attraesse davvero
"Un ragazzo..." Disse insicuro
"Sai il nome?" Chiesi, lui sospirò
"Z-zayn" disse quasi impaurito, mi si ingrandirono gli occhi e la rabbia scorreva nelle mie vene, mi alzai di botto, così facendo il mio aspetto cambiò e anche il mio umore
"Lo sapevo cristo, grazie Zayn" urlai tirando un pugno al muro lasciandoci il segno.
Sentì una mano toccarmi la spalla, mi girai vedendo il dottore dal nome sconosciuto
"Come ti chiami" dissi tornando in me stessa per un minuto
"Rayn" rispose con un sorriso sulle labbra, come se il buco nel muro fosse svanito e come se non fossimo in un 'manicomio',
"Adesso però..devo portarti da una...psicologa" disse spezzando la frase alla fine, mi mise una mano sul fianco e mi lasciò cadere le catene che avevo ai piedi.
Mi limitai semplicemente ad annuire e seguirlo, fuori da quella stanza bianca e vuota.
Camminai in quel corridoio, che io definisco lurido e sporco, un posto triste e malvagio, nelle porte aperte si riuscivano ad intravedere delle persone che si contorcevano su se stesse. L'esorcista in persona. In altre riuscì a vedere delle persone con degli aghi in tutto il corpo e in altre signori anziani che guardavano la tv.
Dio che cosa ci facevo li?
Io non sono malata.
"Ho fame" dissi sottovoce "tutto questo sangue mi fa venire più fame, non riesco più a trattenermi" dissi a Ryan
"Calma piccola, siamo arrivati" disse indicando una piccola porta in fondo al corridoio.
Bussò alla porta ed una ragazza aprì la porta, era mora e molto più bassa di me, i suoi occhi erano di un azzurro pietrificante e mi squadrò dalla testa ai piedi.
"È lei?" Chiese la ragazza
Rayn si limitò ad annuire facendomi fare dei passi avanti, ma io incollai i piedi per terra come una bambina che non vuole andare dal dentista.
La strana ragazza mi mostró un sorriso di accoglienza e spalancò la porta per farmi entrare.
Deglutì rumorosamente ed entrai in quella stanza lasciando Rayn alle mie spalle.
Appena entrai la ragazza chiuse la porta e si girò verso di me, porgendomi la mano
"Emily" disse sorridendo
"Alice" dissi porgendole la mia mano, e distolsi lo sguardo dal suo.
"Va tutto bene non devi essere timida" mi rassicurò.
"Sarò una specie di psicologa che ti aiuta contro la tua battaglia" mi spiegò Emily.
Sbarrai gli occhi. Come faceva ad essere a conoscenza del mio segreto
"Mi ha detto tutto Zayn" disse come leggendo la mia mente.
A quel nome strinsi i pugni e i miei occhi cambiarono colore, Emily notò subito i miei cambiamenti e mi fece accomodare
"Parlami di te"
Li per li ci rimasi male e poi iniziai a raccontare di me dal giorno dalla mia nascita fino a quel maledetto giorno.
Descrissi ogni minimo particolare: la mia solitudine da piccola, i miei genitori, mia sorella, il giorno in cui mi trasferì a Londra, quando incontrai Harry e come mi trasformò in un vampiro. Ma la mia voce iniziò a rompersi e iniziai a piangere a metà del mio discorso. I singhiozzi riempirono la stanza silenziosa e le mie lacrime bagnarono il tappeto sotto i miei piedi
"perché sto piangendo? Sono così stanca di piangere" chiesi ad Emily e lei semplicemente mi mise un braccio attorno e mi abbracciò.
"Iniziamo a prepararci" disse alzandosi in piedi
"la prima regola per sconfiggere il tuo nemico è mentire" quella parola risuonò nella mia testa un migliaio di volte
Mentire. Mentire. Mentire.
Mi venne in mente tutti i messaggi che loro mi avevano inviato chiamandomi bugiarda.
Adesso era il momento di diventarlo
"Cosa devo fare?" Chiesi alzando la testa
"Iniziamo con il cambiare il colore dei tuoi capelli" disse toccando la mia folta chioma liscia e bruna
"Che colore?"
"Bionda" disse soddisfatta
"B-bionda?" Chiesi

*FLASHBACK*
"Mamma mamma" urlai io vedendo la sua macchina parcheggiarsi davanti a casa mia.
Avevo all'incirca sei anni
Mia mamma era stata via per settimane e nessuno sapeva il perché.
Andai di corsa da mia sorella e le urlai in faccia che la mamma era tornata e lei si affrettò a scendere le scale e aspettarla davanti alla porta.
Poco dopo sentimmo dei passi di tacchi sulle scale e la chiava entrare nella serratura girando lantani te con timore.
Da quella maledettissima porta entro una chioma bionda e un viso abbronzato.
Quella non era mia madre.
Io e Alessia ci guardammo e lei ci sorrise dicendo
"Vi sono mancata piccole mie?"
"Tu non sei più mia mamma" disse con il volto in lacrime a vedere quella chioma scura e rassicurante trasformasi in una chioma bionda da diva perversa hollywoodiana.
*FINE FLASHBACK*

"Si" disse insicura Emily
"Va benissimo" dissi mentendo naturalmente.
"Vieni" mi disse portandomi in un'altra stanza.
Mi fece sedere su una sedia e iniziò a spennellarmi i capelli di un biondo acceso.
Dopo 2 ore finì e mi fece scendere dalla sedia di pelle nera, dove la mia pelle si era ormai attaccata.
Mi lasciò un asciugamano in testa e mi portò allo specchio.
"Pronta?" Mi chiese
Annuì e lei lasciò cadere l'asciugamano
"Com'è?" Chiese

"PERFETTO"

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