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Pen Your Pride

Capitolo 3

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Quella notte fu tutto così magico... chiudo gli occhi e ancora sento il suo profumo sul mio corpo. Lui a torso nudo, indossava solo i boxer, inconsciamente lo strinsi forte a me, toccavo il suo petto così scolpito e caldo... osservavo il suo tatuaggio sul fianco poco più giù degli addominali, era un tribale... le sue mani le intrecciavo alle mie. Lui mi lasciava fare. << non voglio illuderti>> mi aveva sussurrato all'orecchio con la voce che tremavo e i respiri affannosi << ma tu non mi stai illudendo... io mi illudo da sola>> non riesco a trovare neanch'io un senso a ciò che avevo detto ma tanto ero ubriaca, forse l' aveva capito che stavo delirando. Portai la sua mano vicino le mia labbra e baciai ogni suo dito lentamente assaporando la sua pelle.Mi strinse più forte, fino a quel istante ero stata io a stringerlo , e invece adesso era lui che sembrava non volersi più staccare. Il mio cuore batteva forte . Accarezzava i miei capelli bagnati dalla pioggia che non cessava di cadere giù fuori dalla finestra. La sua carezza continuava giù lungo il profilo della mia spalla e ancora giù fino al fianco, poi si bloccava e tutto per attimo sembrava finire. E invece ricominciava dalla testa al viso, dal viso alla spalla dalla spalla al fianco. E poi di nuovo lottava contro il desiderio di andare oltre quelle semplici carezze, lo sentivo contrarsi e combattere fino a quando non ci addormentammo. La mattina mi svegliai con il sorriso e con la dolce melodia di quella canzone che trasmettevano alla radio... la colazione sul comodino per me. Mi stirai per bene. Lo vidi e gli sorrisi . Quel magico momento non poteva finire. Mi accorsi che ero in reggiseno , lui mi buttò la mia maglietta << vestiti ti accompagno alla fermata dell'autobus>> non disse nient'altro , aveva solo premura... forse di sbarazzarsi di me. Non sapevo cosa fare, cosa dirgli per farlo parlare , decisi che forse dovevo essere diretta e arrivare al punto << sono stata bene stanotte>> dissi una volta in auto, eravamo fermi al semaforo erano passate da poco le sette e mezza, mi avvinghiai a lui e lo baciai sulla guancia << che fai? Ma sei matta?>> mi respinse << scusa... non pensavo ti desse fastidio>> <<adesso lo sai>>

<< stanotte però ti piaceva>> dissi ammiccante

<< senti Camilla... nessuno deve sapere di stanotte... per favore... facciamo che non sia successo niente... ok ?>>

<<ok>> il mio umore cadde subito a terra , scesi dall' auto e lui sfrecciò via sgommando senza neanche salutarmi. Gli mandai un messaggio - sei uno stronzo- Lui rispose - mantieni il segreto, il nostro segreto-

Apro gli occhi e mi risveglio da quel ricordo magnifico , ma allo stesso tempo triste . Mi accorgo di essermi addormentata mentre pensavo e che quel pensiero si era trasformato in un sogno, che forse avrei tanto voluto rivivere. << ti sei calmata?>> è mi madre che va subito al punto della questione quando entro in cucina << io sono sempre stata calma mamma... comunque non mi va di aprire il discorso di ieri sera... è tardi>>

<< non hai scuola oggi è domenica... io ne voglio parlare... che ti è preso?>>

<<mamma niente.... Non ti è mai capitata una giornata storta?>>

<< ma prima della cena sembravi contenta e felice...>>

<< sono lunatica lo sai>>

<< anche tuo padre si è preoccupato... riguarda Filippo vero?>>

<< mamma che centra Filippo? Perché ogni volta che sono nervosa dovete sempre pensare che sia per lui? >> vado in camera mia , prendo la giacca e la borsa << io pranzo da Roby oggi>>

<< come pranzi da Roby? Camilla torna qui... non abbiamo ancora finito il discorso>> esco di casa sbattendo la porta , scendo di corsa le scale - SBAAAM- sbatto contro Luca << Camì dove scappi così di corsa?>> ride << potresti dare questo pacco a tua madre? È da parte di tuo padre>>

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